I musulmani senigalliesi ritirano la loro fiducia dal centro culturale islamico

musulmano 2' di lettura Senigallia 07/10/2009 - Sono passati quasi tre anni dalla comparsa del centro culturale islamico, nella città di Senigallia. La nascita di un luogo dove potessimo mettere in pratica la nostra fede in libertà, senza fondamentalismi, non poteva essere accolta che con gioia. Si era presentata l\'opportunità di mostrare un\'altro volto della nostra religione. Un volto positivo fatto di fede, perdono, libertà, giustizia e della buona educazione.

In un primo periodo i musulmano si sono rivolti a questo centro culturale(moschea), pregandovi e discutendovi delle parole del profeta. Ma con il trascorrere del tempo abbiamo cominciato a notare delle riunioni chiuse, a cui prendevano parte solo i membri del direttivo della moschea.

In un secondo momento, i dirigenti hanno pensato di presentarsi al rinnovo del direttivo, dell\'ass. multietnica. Per ottenere voti, si misero all\'ingresso della moschea con e proprie macchine, caricando i fedeli che si recavano a preghare. Il candidato al ruolo di presidente fu l\'imam della moschea. Dopo questa bassa strumentalizzazione della fede, i musulmani iniziarono a guardare i responsabili con occhio sospetto, molti smisero di frequentare la moschea senigalliese, preferendo andare ad Ancona, a Fano, oppure preganda in maniera privata nella propria abitazione. Le persone rimaste, hanno smesso di finanziare le casse del centro culturale, a tal punto che l\'imam si è trovato costretto a ricordare durante la preghiera, che sono in arretrato di due mesi di affitto.

Secondo il mio punto di vista i responsabili devono chiarire a che corrente islamica appartengono, allo stesso modo devono rendere pubbliche le loro serate, come il relatore invitato dall\'Inghilterra. cosi Così come devono rendere pubblica, senza ambiguità e con coraggio la loro posizione circa il dramma accaduto in Valcellina dove un marocchino ha ucciso la propria figlia Ma sopratutto, non devono incitare al razzismo, come fatto durante l\'ultima campagna elettorale per le provinciali, dove veniva chiesto il voto per il bengalese Alam, per il solo fatto che fosse musulmano, senza guardare al programma, senza soluzioni all\'integrazione, ma continuando a dividere e ad accrescere i problemi.

Noi musulmani rifiutiamo questo metodo, perchè come dice il corano: \"Vi abbiamo fatto in popoli e tribù perché vi incontriate. Dio incita il profeta alle libertà individuali: (Chi vuole creda chi non vuole non creda). (Non non c\'è costrizione nella religione). Così come le persone devono essere oneste, rette, solidali e caritatevoli.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2009 alle 11:16 sul giornale del 08 ottobre 2009 - 6073 letture

In questo articolo si parla di attualità, abdellah manyani





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