Il sindaco non accetta lezioni di morale? Ce ne eravamo accorti da soli

roberto paradisi 1' di lettura Senigallia 02/10/2009 - Non sono importanti le parole che il sindaco Angeloni ha pronunciato in consiglio comunale l’altra sera sulla questione del macroscopico conflitto di interessi esistente.

Sono importanti quelle che non ha detto. L’assessore Mangialardi ha ammesso (finalmente) che non era a conoscenza delle operazioni edilizie riconducibili a società legate al marito del sindaco Andrea Rodano. Ciò significa due cose: da una parte, che l’assessore Mangialardi non ha – da amministratore - il polso della città; dall’altra che il sindaco Angeloni ha tenuto all’oscuro l’intera Giunta tacendo sulle operazioni riconducibili a società controllate anche da suoi familiari e quindi sulla presenza di un imbarazzante conflitto di interessi.


Sembra incredibile: ma Luana Angeloni – sempre che l’assessore Mangialardi abbia detto la verità (cosa di cui non dubitiamo) – ha così innestato un altro enorme problema politico: quello della correttezza dei rapporti nei confronti dei suoi assessori e della sua maggioranza (oltre che, ben più importante, nei confronti della città). Insomma, è possibile che tutti gli assessori possano accettare una simile situazione senza proferir parola pubblicamente? Non si sentono quantomeno solo degli “utili comprimari” rispetto a una gestione personalistica e autoritaria della pubblica amministrazione?


Io credo che i componenti della Giunta Angeloni dovrebbero dimostrare (ora o mai più) di non essere dei comprimari servili del modo di amministrare del primo cittadino venendo allo scoperto e denunciando l’immoralità politica di questo modo di amministrare del sindaco. Che ha dichiarato di non accettare lezioni di morale da nessuno. Non c’era bisogno che lo specificasse. Ce ne eravamo accorti da soli.


da Roberto Paradisi
Coordinamento Civico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2009 alle 14:22 sul giornale del 03 ottobre 2009 - 6066 letture

In questo articolo si parla di roberto paradisi, politica, coordinamento civico





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