Forum dei Comitati: ecco i primi effetti della riforma Gelmini

gelmini 3' di lettura Senigallia 01/10/2009 - Le recenti riforme della scuola hanno indicato alle Regioni gli obiettivi da raggiungere, in termini di contenimento del numero dei docenti, dei dirigenti scolastici e dei plessi. Le Regioni, con la collaborazione delle Province e dei Comuni, cercano di mantenere in vita le scuole, con un\'attenzione particolare per le zone disagiate, dove la presenza delle classi e a volte anche delle pluriclassi è giustamente difesa, per evitare il pendolarismo dei bambini e lo spopolamento dei piccoli centri.

La programmazione orientata al contenimento della spesa ha determinato varie conseguenze, fra le quali la minore disponibilità di insegnanti di sostegno, in una congiuntura che vede purtroppo in crescita il numero dei diversamente abili che si iscrivono alla scuola dell\'obbligo, nelle Marche. I Comuni hanno serie difficoltà a far fronte con risorse economiche proprie ai maggiori costi che questa situazione comporta, a causa del maggiore numero di ore di assistenza ai bambini disabili da finanziare per il servizio educativo di competenza comunale, generalmente gestito tramite cooperative esterne. Le educatrici del servizio comunale seguono i minori in difficoltà nelle ore in cui la scuola non può mettere a disposizione l\'insegnante di sostegno, pagata dallo Stato. Il fabbisogno di ore di assistenza è di gran lunga superiore al monte ore che le insegnanti di sostegno a disposizione possono coprire, dopo i tagli, e la tendenza è destinata ad accentuarsi. La mancanza di assistenza allo studente disabile può compromettere non solo l’attività didattica destinata a lui, ma anche quella rivolta alla classe.

Per trovare le risorse economiche necessarie per garantire lo svolgimento del servizio fondamentale e primario dell\'assistenza scolastica ai minori diversamente abili, sarebbe necessario in primo luogo avviare un monitoraggio su scala regionale per individuare la consistenza dell\'incremento delle ore di assistenza resesi necessarie sia a causa dell\'aumento della popolazione scolastica disabile, sia per la minore disponibilità in organico di insegnanti di sostegno statali, dopo i tagli. Si otterrebbe così il differenziale che i Comuni sono stati costretti a sopportare a causa della \"riforma\". Dati alla mano, i Comuni dovrebbero proporre al Ministero ed alla Sovrintendenza scolastica una rimodulazione ed un\'implementazione delle risorse stanziate per i progetti scolastici finalizzati all\'integrazione scolastica e lavorativa, per fare in modo che sia garantito prima di tutto il servizio fondamentale dell\'assistenza dei disabili nelle scuole, anche con progetti ad hoc. Ai Comuni devono essere assegnate le risorse economiche necessarie per assolvere a questo nuovo trasferimento di maggiori funzioni, che di fatto si è verificato.

Una volta garantiti i trasferimenti per svolgere i servizi fondamentali alla persona, si può pensare di stanziare un budget per i progetti volti a migliorare la qualità del servizio di assistenza scolastica e di assistenza all\'autonomia. I progetti potrebbero per esempio essere finalizzati ad individuare nuovi sistemi meno costosi e più flessibili, per la gestione del servizio di assistenza scolastica ai minori diversamente abili. Un\'idea che permetterebbe di risparmiare risorse economiche potrebbe essere quella di decentrare ai Comuni tutta la funzione relativa al sostegno scolastico, superando l\'attuale frammentazione delle competenze, fra le insegnanti di sostegno statali e le educatrici comunali o delle cooperative affidatarie del servizio. I Comuni riceverebbero così le risorse economiche per pagare le educatrici e le insegnanti di sostegno, che passerebbero al Comune.

Alle insegnanti di sostegno sarebbe permesso di svolgere anche le mansioni delle educatrici, e viceversa alle educatrici professionali sarebbe concesso di svolgere anche azioni di supporto al percorso didattico. Con un minimo di flessibilità si orienterebbe verso la direzione del federalismo questo percorso di riforma, costellato da tagli alla spesa, più che dagli investimenti e dall’innovazione nella didattica.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-10-2009 alle 12:34 sul giornale del 02 ottobre 2009 - 4179 letture

In questo articolo si parla di gelmini, Forum dei Comitati e delle Associazioni civiche di Senigallia


Mi sembra sacrosanta la difesa del sostegno nelle scuole.<br />
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Qualche soldo in più si potrebbe/dovrebbe ricavare evitando le duplicazioni di micro-scuole in frazioni che distano 2 km l\'una dall\'altra.<br />
<br />
.

hai ragione brenno<br />
ma poi si rischia di spopolare i piccoli centri<br />
<br />
piuttosto<br />
non sapevo dell\'esistenza di una congiuntura (di solito il termine si usa per questioni economiche) che vede in aumento il numero degli alunni diversamente abili<br />
in pratica da quanto leggo, capisco che c\'è un trend in aumento di alunni diversamente abili....<br />
c\'è qualche statistica su cui documentarsi?<br />
Non è che forse, dopo anni di decadimento del ruolo che in teoria dovrebbe essere \"autorevole\" degli insegnanti, alla più piccola difficoltà dovuta magari solamente a una minore capacità di qualche alunno, lo si segnala con bisogno di sostegno?<br />

Invece di scrivere cose di principio del tipo \"il ministro è cattivo, ma per fortuna le regioni e le province sono buone\" dateci le notizie.<br />
<br />
Quanti insegnanti di sostegno mancano? <br />
Dove?<br />

Nelle Marche si è passati dai 2.557 bambini disabili nelle scuole dell\'obbligo statali, ai 4.133 del 2007, e da informazioni ufficiali pare che dal 2008 in poi ci sia stato un altro aumento.<br />
Fonte: http://www.handicapincifre.it/indicatori/istruzione/alunni.htm <br />

Allora è ora di avvisare urgentemente l\'OMS

Hai ragione Brenno, il problema è che mi sembra si stai protestando contro la chiusura delle classi nei piccoli centri per evitare il \"pendolarismo\" dei bambini; vale a dire se ci sono 10 bambini in una frazione dovremmo lasciarci la scuola?<br />
Penso che prendere il pulmino e fare qualche kilometro non sia impossibile, anzi: se non è vero quello che dico apriamo una scuola in ogni quartiere già che ci siamo.<br />
Vedo però che non si parla più del maestro prevalente, unico e tutto quella storia, come mai?<br />
Forse perchè i dati hanno evidenziato che c\'è stato un aumento dei bambini che fruiscono quest\'anno del tempo pieno?<br />
Allora quelle proteste erano infondate e la riforma si era mossa nel verso giusto.<br />
Perchè non lo si riconosce ora?<br />
C\'è sempre una grande diffidenza verso le riforme ed i cambiamenti, a volte ingiustificata a quanto pare.

C\'è poco da fare gli spiritosi. <br />
Negli USA si è arrivati ad 1 neonato su 150 colpito da autismo e 1 su 7 da disturbi dell\'apprendimento.<br />
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... forse sono notizie che non fa comodo che vengano conosciute... ... i TG non ne parlano, sembra esista solo l\'influenza suina... ...ma l\'OMS le conosce... ...lei no...

non è ironia<br />
sembra piuttosto un\'epidemia<br />
non metto in dubbio il numero totale dei disabili, ci mancherebbe<br />
ma un aumento di circa il 60% (in quanti anni non si sa perché manca l\'anno di partenza, ma penso sia l\'anno prima) di disabili nelle scuole, fa venire dei dubbi sulla veridicità dei dati (tra l\'altro non li fornisce lei, per cui non vedo perché si scalda)<br />
non di meno, con tutte le analisi che vengono eseguite ora, rispetto a qualche anno fa, sembra alquanto improbabile un aumento così vistoso<br />
ma se le piace la demagogia, faccia pure, non sono certo io a prenderla in giro

Il problema sta nel buonismo terminologico.<br />
Una volta li chiamavano somari. Adesso dicono che hanno disturbi dell\'apprendimento.<br />
Ecco perchè i dati assumono queste proporzioni irreali.

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Basta cercare. <br />
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Tanto per fare un esempio:<br />
http://www.autism-society.org/site/PageServer?pagename=about_whatis_factsstats<br />
<br />
http://www.autismoefuturo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=15<br />
<br />
\"Nel corso degli ultimi vent\'anni si è potuto constatare un aumento dei casi di autismo pari a 3-4 volte rispetto ai rilievi epidemiologici precedenti\"<br />
<br />
La chiami demagogia, se preferisce...<br />
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Quanto al commento di melgaco, si commenta da solo...<br />

mi sa che è inutile stare a discutere<br />
i numeri citati sono effettivamente sballati<br />
e melgaco, non ha proprio tutti i torti

Falsi e ingiuriosi.<br />
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Cercate freddamente e senza pregiudizi di analizzare la lettera di quello che ho scritto liberandovi, magari, di un po\' di schemi e di un po\' di saccenteria.<br />
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Oppure, a me zotico ed ignorante, spiegatemi cos\'è un disturbo dell\'apprendimento.<br />
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E vedete di convincermi.<br />
<br />
Senza tanti link.

Caro freewilly, ti ricordi quanti soldi abbiamo gettato nel cesso e quanti medici abbiamo arricchito con l\'assurdo allarme Aids degli anni 80?<br />
Pareva che dovessimo essere infettati tutti nel giro di 10 anni.<br />
<br />
La tattica è quella: creare allarmi sociali inesistenti ed appropriarsi di fiumi di denaro pubblico per la ricerca.<br />
<br />
Il tutto, distogliendo le risorse dai problemi veri.

e l\'ondata mondiale di allarmismo sui cambiamenti climatici?<br />
fiumi di denaro, sempre nostri, per installare pannelli fotovoltaici e pale eoliche che, come dice qualche scenziato che non corre dietro alle mode (Franco Battaglia, Zichichi), non serviranno a nulla se non a deturpare irrimediabilmente i nostri paesaggi e la nostra campagna, famosa per la sua bellezza?

Esatto.<br />
Ed è tutto business.<br />
Io non ho mai creduto agli allarmi su clima, epidemie, pandemie e cavoli vari e fino a prova contraria continuerò a non crederci.