Ruspe in azione, addio alle ex colonie Enel

ex enel 3' di lettura Senigallia 21/09/2009 - Ruspe in azione alle ex colonie Enel. Com\'era da tempo nell\'aria (dato anche lo sgombero del centro sociale Mezza Canaja che occupavano i locali), la realizzazione del nuovo complesso turistico residenziale ha mosso ieri il suo primo passo.

In poche ore già mezzo edificio è stato demolito e in pochi giorni del vecchio edificio delle ex colonie marine non resterà molto. E se la riqualificazione del volto urbanistico e turistico della spiaggia di velluto passa necessariamente anche attraverso maxi progetti privati (questo e la riqualificazione dell\'ex Sacelit Italcementi sono gli esempi più eclatanti), torna in auge anche la polemiche sollevate nei mesi scorsi in merito alla memoria storica rappresentata da un luogo che fu anche sede di un campo di concentramento. Ma andiamo con ordine.


Il piano d\'area, approvato prima dell\'estate dal Consiglio Comunale, ha dato il via libera al progetto di riqualificazione presentato dalla proprietà, un pool di imprenditori tra cui figurano anche Riccardo e Remo Morpurgo, quest\'ultimo vice presidente della Comunità Ebraica di Ancona. Su una superficie totale di 6.430 mq dedicata alla ricettività, 4.520 mq sono destinati alle attività turistiche e altri 1.900 mq alle residenze. Nella zona più arretrata, verso la ferrovia, sorgerà un residence con 34 appartamenti dell\'altezza massima di 12,7 metri, un ristorante di 250 mq e due bar di circa150 mq. Più avanti invece è previsto un hotel a cinque piani, con altezza massima di 15,7 metri, con 42 camere, un ristorante, una piscina e un\'area fitness. Dagli oneri di urbanizzazione però arriveranno anche nuove infrastrutture. La più eclatante è l\'arretramento di un tratto del lungomare Da Vinci, fino alla ferrovia, che lascerà spazio ad una fascia litoranea dedicata a ciclisti e pedonicon la previsione di un molo che termina sul mare con tanto di piattaforma per i tuffi. Se alle aree verdi saranno destinati 3.750 mq, 6.600 mq andranno ai parcheggi, individuati lungo la statale ed il lungomare da deviare.


Un progetto di notevole portata ma che ha trovato numerose resistenze, soprattutto da parte di esponenti del mondo politico e culturale. Prima questione proprio l\'arretramento di un tratto di lungomare. Contro questa previsione si era levata la voce di Luciano Chiappa, ex assessore comunale, che aveva avviato lo scorso anno una petizione per salvare il litorale e chiesto anche di indire un referendum consultivo. Il comitato dei garanti, composto da un avvocato nominato dall\'opposizione consiliare e da uno scelto della maggioranza e presieduto dal difensore civico Sabina Sartini, ha però bocciato il quesito referendario che chiedeva se si voleva mantenere il lungomare nel suo attuale assetto.


Seconda questione, l\'abbattimento di un edificio che ospitò un campo di concentramento. A riportare alla memoria una pagina che sembrava persa nella memoria collettiva era stato Ettore Coen, israelita, che chiese più volte alla comunità ebraica di intervenire. Anche l\'opposizione, tra cui i consiglieri comunali Roberto Mancini e Andrea Bacchiocchi invocarono l\'intervento della Soprintendenza per impedire l\'arrivo delle ruspe. Ma anche in questo caso il giudizio dell\'ente fu negativo.








Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2009 alle 23:59 sul giornale del 22 settembre 2009 - 9600 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli





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