Mezza Canaja: liberate le ex colonie Enel, liberati dalla penale

ex enel 4' di lettura Senigallia 17/09/2009 - Alle ore 8:30 di mercoledì 16 settembre i locali delle ex-colonie ENEL sono stati riconsegnati a Morpurgo e alla ditta di cui è il maggior azionario.

Alle ore 8:30 di mercoledì 16 settembre si è estinta definitivamente la penale che da anni gravava direttamente su di noi e indirettamente sul Comune e quindi su tutta la cittadinanza. Alle ore 8:30 di mercoledì 16 settembre un rappresentante del Comune nella persona del Dirigente Maurizio Mandolini, un rappresentante di Iniziative Turistiche Senigallia s.r.l. nella persona di Riccardo Morpurgo, ed un rappresentante della disciolta associazione il Pane e le Rose nella persona di Marianna Lombardi, tramite una scrittura privata, hanno formalizzato tutto questo. Anno zero, dunque! Questo è il risultato raggiunto dopo cinque mesi di “trattativa triangolare” tra noi, Morpurgo e l’Amministrazione Comunale, quest’ultima rappresentata dal Vicesindaco Ceresoni e dall’assessore Mangialardi.


Una trattativa dura, tesa, improvvisa, che vedeva da una parte la frettolosa volontà di demolire l’ex-ENEL in piena estate pur non avendo nessun permesso per costruire e dall’altra un’attività politica e culturale - la nostra - già programmata e che non poteva saltare. Nel mezzo il Comune ed una penale di oltre duecentomila euro. Noi non siamo eroi, tanto meno sulla pelle e le tasche degli altri. Non potevamo permettere che la penale di circa tre anni di occupazione venisse pagata - per ovvia impossibilità nostra - con le tasse dei senigalliesi. Non potevamo permettere che con i soldi pubblici si risarcisse un facoltoso privato, perché per noi sarebbe stata una scelta politicamente e moralmente devastante. Per tutelare i nostri concittadini, la nostra dignità e la nostra coerenza abbiamo scelto di scendere a patti e di arrivare ad un compromesso, l’unico possibile: lasciare l’ex-ENEL senza colpo ferire, senza resistere, in cambio dell’immediato annullamento della penale e dell’individuazione di un nuovo spazio per far ripartire il centro sociale. La prima richiesta era ovviamente indirizzata a Morpurgo ed alla sua società, la seconda all’Amministrazione Comunale. Noi abbiamo rispettato i patti, la proprietà pure, l’Amministrazione Comunale no.


Alle ore 8:30 di mercoledì 16 settembre abbiamo abbandonato volontariamente uno spazio, la penale è stata annullata, ma dall’Amministrazione non viene indicata alcuna alternativa per poter proseguire legalmente l’attività politica, sociale e culturale del Mezza Canaja. Certo, posti pubblici non ve ne sono molti. Certo, un privato non ci affitterebbe volentieri un posto. E’ anche certo però, che se non avessimo contestato il Sindaco durante il Cateraduno, occupato le case della Curia, denunciato pubblicamente - per primi - i conflitti di interesse e la mancanza di “etica pubblica” nell’azione dell’Amministrazione (vedi il caso di Villa Bucci) e soprattutto se fossimo stati solamente un’associazione culturale, magari un po’ vivace, ma nei fatti innocua e silente davanti alle malefatte di chi governa, beh, sicuramente un posto si sarebbe trovato. Lasciamo nell’ex-ENEL un pezzo importante di noi. Vi lasciamo il sudore per averlo ricostruito, gli affetti che lì hanno potuto incontrarsi e nascere, le relazioni umane, sociali e politiche che grazie a quello spazio siamo riusciti a costruire in città, la fratellanza di centinaia di compagni e compagne di tutt’Italia, le botte date e prese per difendere lo spazio da fascisti e spacciatori. Lasciamo un pezzo della nostra vita.


Una vita che abbiamo scelto di vivere dentro una dimensione collettiva, praticando quotidianamente il difficile e contraddittorio percorso dell’autonomia e della libertà. Lasciamo tutto questo, ma usciamo a testa alta. Ora, ci offrono una trattativa non più con l’Amministrazione - guarda caso - ma con una cordata di partiti del centro-sinistra che vorrebbero aiutarci - farsi da garanti - nel trovare una sede. Grazie, ma abbiamo già dato! Una trattativa con l’istituzione pubblica è una conquista ed un riconoscimento politico che deriva da un conflitto più o meno aspro. Una trattativa con i partiti invece, è sostanzialmente qualcosa che sta a metà tra una politica assistenziale ed una clientelare. Dignità, coerenza, credibilità e stile ci impediscono di accettare. Preferiamo percorrere altre strade, in basso a sinistra. Preferiamo guardare lontano, in alto, sulle gru delle fabbriche chiuse o sui tetti dei provveditorati e dei Musei Capitolini.


Guardiamo ad una nuova stagione di lotte e ad una possibile ricomposizione di classe. Guardiamo con sorriso complice le prime avvisaglie di un nuovo movimento sociale dopo anni di torpore e barbarie. Anche noi andremo sui tetti, insieme a tutte e tutti coloro che sono stanchi di pagare la crisi, sul tetto di un nuovo spazio occupato per liberarlo dalla rendita, dalla speculazione, dalla privatizzazione e dal degrado, per farne non uno spazio pubblico, ma uno spazio comune. Per noi è l’anno zero, e sappiamo bene che bisogna avere una casa per andare in giro per il mondo. Infine, vorremmo concedere “l’onore delle armi” a Roberto Paradisi, nostro strenuo nemico e puntuale contabile, che in questi anni ha impugnato la penale come principale arma per aizzarci contro la folla. Caro Roberto, ti sei battuto con valore, ma questa battaglia finisce qua e tu l’hai persa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2009 alle 12:13 sul giornale del 17 settembre 2009 - 6130 letture

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