Liste Civiche: Troppa politicizzazione, si crei una nuova Società Operaia

1' di lettura Senigallia 16/09/2009 - L\'intenzione è quella di creare un organismo adeguato a confrontarsi costruttivamente con l\'emergenza di nuove povertà nella città di Osimo.  

A seguito della sua estrema politicizzazione, molto soci e molti simpatizzanti della Società Operaia, nonché numerosi aderenti ad altre associazioni volontaristiche e solidaristiche della nostra città, hanno ripetutamente sollecitato gli esponenti delle Liste Civiche, al fine di lavorare alla promozione di un nuovo sodalizio di mutuo soccorso.

L\'intenzione è quella di creare un organismo adeguato a confrontarsi costruttivamente con l\'emergenza di nuove povertà nella città di Osimo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-09-2009 alle 13:36 sul giornale del 16 settembre 2009 - 4781 letture

In questo articolo si parla di attualità, osimo, liste civiche, società operaia di mutuo soccorso


Non scherziamo con le parole e, eventualmente, sciacquamoci bene la bocca prima di pronunciarle.<br />
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Le società operaie di mutuo soccorso non sono un\'invenzione osimana, ma Mazziniana e tardo Ottocentesca. Da esse nacquero poi le leghe operaie, il Partito Operaio Italiano ed il Partito Socialista Italiano. Da quest\'ultimo, nacquero poi la Cgil ed il Partito Comunista Italiano.<br />
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Le società operaie sono quindi, da sempre e ovunque, una colonna fondante della sinistra e del movimento dei lavoratori: più che schernirci se oggi ad Osimo la società operaia ripudia quest\'amministrazione, bisognerebbe chiedersi che cosa ci azzeccasse alla sua presidenza un uomo del sindaco e perdipiù di Forza Italia come Pirani.<br />
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A volte il silenzio è d\'oro, specie su quello di cui non si sa.

da <b>Demetrio</B>:<br />
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Non ha importanza sapere se sono socio o non socio della Società operaia, quello che voglio dire è questo: Roberto ha fatto una disamina della “provenienza” della Società operaia, concordo con lui ma deve riconoscere che, nel tempo, specialmente quella osimana ha perso le caratteristiche iniziali (leggi la storia della società operai di Luciano Egidi). Diciamo che i soci si limitano ad una diversa interpretazione politica, nel senso che la politica, quella attiva, è uscita da quella società. I soci, i molti soci sono di appartenenze diverse e credo, che pur parlando di politica, essa venga vista più come momento di confronto dialettico che di contrapposizione, che sarebbe deleteria per l’esistenza stessa della società. Si diventa soci per convinzione, non per fare politica al suo interno a favore di qualcuno. Se non mi sbaglio, sono soci (almeno lo erano fino alle elezioni) sia l’ex sindaco Latini che l’assessore Triscari e non so se lo fosse anche la Androni o qualcuno ad essa vicino. Mi domando: dove erano queste persone, specialmente chi chiede una nuova società, mentre erano soci, sapevano che l’attività della società operaia e limitata ad alcuni interventi a sostegno di famiglie bisognose? Perché, al tempo della loro adesione non hanno proposto innovazioni di carattere culturale e sociale di altro tenore?<br />
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Infine, Roberto, il presidente Pirani è presidente perché i soci lo hanno eletto ben sapendo chi fosse. Ti affermo che i soci della società operaia votano il presidente a prescindere dall’appartenenza politica, e visto che prima a nessuno interessava cosa facesse e come sopravvivesse questo sodalizio, il presidente viene scelto per il suo impegno a prescindere dai titoli scolastici o altro. Diventa socio e vedrai che quando hai “malinconia sociale” dovuto a tutto, o al di più di tutto, nella società operaia ritroverai il sorriso e il gusto di vivere tra persone semplici e simpatiche pur di color politico diverso.<br />

Sulla pubblicazione di Egidi nutro serie perplessità: non sulle fonti che sono esaminate scrupolosamente ma sull\'interpretazione storiografica, legittima ma, è bene ricordarlo, sostanzialmente di centrodestra.<br />
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Ad esempio, è evidente che le società di mutuo soccorso, ad Osimo come nel paese, avevano un profilo interclassista ed accoglievano anche i notabili della città ma è altrettanto evidente a qualsiasi storico che questa dimensione si è persa dal 1880 in poi a favore di una logica classista e rivendicativa. <br />
Dunque si può dire che ad Osimo questa tendenza sia stata attenuata dalla presenza dei movimenti cattolici o dalla incosistenza numerica degli operai rispetto ai braccianti agricoli, ma non arrivare a dire che sia stata assente come, a me sembra, Egidi faccia nel suo libro.<br />
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Quanto alle presidenze, non è affatto vero che esse si scelgano solo sulla base di una riflessione interna ed in assolutà libertà. In molti casi, (e si badi, mi riferisco qui a tutti e a nessuno...) alcuni nomi sono altamente consigliati se si vogliono ottenere aiuti economici, e non, dal Comune (e si badi di nuovo, mi riferisco a tutti e a nessun Comune anche qui...). Così capita che se poi si cambia presidente e magari pure cavallo politico alle elezioni, vengano a mancare gli aiuti del Comune, sia economici che non.<br />
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Quanto a me, non ho mai ritenuto di aderire perchè ho troppa considerazione di questa storia d\'Italia per non vedere che essa non merita di essere svilita in un mercimonio di voti, in cui si aderisce solo in vista di appoggi elettorali futuri e poi ci si dimentica degli operai quando si occupa lo scranno. <br />
Piuttosto, cerco di dare il mio contributo al movimento dei lavoratori agendo sul piano dell\'attività politica e della ricerca scientifica, non invadendo nè strumentalizzando lo spazio altrui e, soprattutto, sperando di esserne degno.

Tanti anni fa, mi spiegarono una cosa che mi è rimasta impressa: \"Non scegliere mai l\'Aventino\". Cosa vuol dire \"fare l\'Aventino\"? Vuol dire non riconoscere all\'avversario il diritto di essere avversario e chiamarsi fuori, dandogli così un vantaggio: la possibilità di vincere senza lottare.<br />
Questo è l\'errore più grave che si può fare verso il \"grande fratello\" delle Liste Civiche, che dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, che se non sei allineato al suo pensiero unico dominante allora non hai diritto di esistere, secondo cui ogni minimo dissenso deve essere annientato. E si comportano di conseguenza senza trovare mai veri ostacoli e neanche grandi dosi di indignazione, non ancora. <br />
Eppure gli atteggiamenti intolleranti che vengono posti in questi termini, io penso siano da considerare una minaccia, un pericolo per la democrazia e non è tanto l\'origine, l\'orientamento, l\'utilità sociale o meno di questa associazione presa di mira ora (e che conosco molto poco), ma il riprorevole intollerante autoritario atteggiamento dimostrato nei confronti di una libera associazione attaccata con rabbia e con assurde argomentazioni demagogiche. E sarà ancora così, di nuovo e di nuovo, perché non si fermeranno qui, reagiranno con disprezzo non appena qualcun\'altro avrà il coraggio di mostrare simpatie appena appena diverse da quelle del dominus. Ma la vera questione è un\'altra: fino a quando gli osimani sopporteranno tutto questo?<br />
Note a margine: Quelle che ora assomigliano più che altro a dignitosissime associazioni di dopolavoro, hanno perso il loro ruolo fondativo perché nel corso del secolo scorso sono stati fondati l\'INAIL e gli altri Istituti Previdenziali, di cui le prime società operaie di mutuo soccorso erano antesignane, e perché nel Novecento si sono fatti grandi progressi; il cosiddetto Welfare grazie a grandi lotte ed immensi sacrifici è stato costruito e realizzato per tutelare proprio quelle classi sociali che non avevano - prima - diritto a niente. E che dovevano - prima - andare a chiedere l\'elemosia al signorotto di turno. Un dubbio legiggimo: non sarà mica che qualcuno c\'abbia in cuor suo il desiderio delirante di farci tornare indietro a quei tempi?




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