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Udc: feste limitate nelle spiagge e lo scempio della spiaggia della Cesanella

spiaggia di velluto 3' di lettura Senigallia 26/08/2009 - \"A Senigallia vigono per gli operatori balneari molte restrizioni al principio della liberalizzazione del commercio, a partire da quella secondo cui l\'attività di somministrazione di alimenti e bevande è limitata sulla spiaggia\".

A ogni concessionario sarebbe stato concesso di organizzare non più di due feste pubbliche all’anno, pagando ovviamente i diritti SIAE e le altre tasse, se ed in quanto dovute. Sembra che questa limitazione sia stata un punto di equilibrio con le esigenze di non veder calare la clientela, espresse dai rappresentanti degli altri esercizi cittadini, non balneari, di commercio al dettaglio. Se questa è una mediazione, che serve ad evitare conflitti fra categorie o fra poveri, vista la situazione di crisi di alcune attività, bisogna accettarla.



In prospettiva bisogna sottolineare che le restrizioni alla liberalizzazione delle attività commerciali non servono a nessuno, né ai commercianti né ai consumatori: serve invece un maggior flusso di turisti, nella bassa stagione, che si ottiene aumentando il numero e la qualità degli eventi, e diversificandone la natura. I bagnanti attualmente migrano da stabilimento a stabilimento se vogliono una festa in spiaggia, per cui la trovano malgrado la restrizione. I commercianti del lungomare adesso vedono eroso, malgrado la restrizione, il proprio margine di guadagno. La realtà del turismo a Senigallia è semplice: servono politiche di sostegno alla diversificazione dei servizi e delle manifestazioni destinate ai turisti, che oggi trovano infiniti punti di ristoro, e poche occasioni per fare cose diverse, rispetto che mangiare e bere, e passeggiare.



I bar e i ristoranti danno margini di guadagno maggiori, ma il turista ha bisogno anche di alternative al mare e alla buona tavola. A Senigallia servono feste ed occasioni in grado di attirare chi viene da fuori, da settembre a giugno; per esempio un parco divertimenti, attrattivo di famiglie e che sia degno di questo nome, e magari un Casinò o qualcosa di simile ed eventi sportivi, e culturali a valenza almeno regionale come accade in Toscana per la “Versiliana” (il massimo da noi sono i dibattiti della Festa del PD ... meglio di niente?), trasmissioni radiofoniche o televisive da ospitare, fitness e sport in spiaggia, per tutti i bagnanti. e non solo per i festaioli contingentati. Così arriveranno più turisti, e tutti gli operatori turistici beneficeranno di questa spiaggia. Le feste di rilievo internazionale fatte bene sono una ricchezza per tutti e per averle va lasciato più spazio all\'iniziativa di tutte le associazioni e di tutti gli imprenditori, e non solo di quelli che possono beneficiare del sostegno economico del Comune.



Per evitare lo scempio della spiaggia, come accaduto di recente alla Cesanella che è diventata un vespasiano all\'aperto, in occasione della festa del Summer Jamboree, serve una maggiore attenzione da parte dei servizi di vigilanza, ai quali deve partecipare maggiormente lo staff dell\'organizzazione della festa, collaborando con le forze dell\'ordine in modo da videosorvegliare chi non ha senso civico né rispetto e scambia la nostra spiaggia per una discarica o una toilette. A questi \"turisti\" dovrebbe essere addebitato il costo della pulizia della spiaggia, e non ai soliti contribuenti senigalliesi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-08-2009 alle 16:52 sul giornale del 26 agosto 2009 - 2999 letture

In questo articolo si parla di politica, Giuseppe Gambelli e Matteo Perini





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