Eccessi in città, a quale modello di svilluppo tendiamo?

1' di lettura Senigallia 26/08/2009 - Una città preda di una eterna sarabanda: questa è Senigallia in questi giorni di estate.

Rumori, sporcizia, traffico impazzito, impossibilità di fare una passeggiata senza trovarsi immersi in un fiume dilagante di odori e di smog e senza nemmeno la possibilità di comunicare con il proprio vicino tale è il frastuono della musica, dei concertini fino a notte fonda e delle moto che i centauri guidano nelle vie del centro storico come se le strade cinque/settecentesche della città fossero circuiti motociclistici da invadere e violentare a loro piacimento.


Legittime le esigenze degli operatori economici che vedono nella vocazione turistica il motivo del loro essere e di tutti coloro che ne possono beneficiare ma ci chiediamo se le esigenze di quei cittadini che vorrebbero una città “anche per vivere” siano considerate altrettanto legittimamente e tenute minimamente in considerazione. A quale modello di sviluppo e a quale modello culturale si può fare riferimento quando si esce di casa e si è costretti a rientrare e serrare le finestre per non partecipare a questo luna park che di civile e di sensato non ha nulla?


Abbiamo letto recentemente della volontà di “cambiare il volto della nostra città” con grandi opere, ci chiediamo se non fosse sufficiente garantire una corretta ordinaria amministrazione che dia strade pulite e ben tenute, parcheggi adeguati, possibilità di circolare in bicicletta senza rischiare di essere sbalzati in terra, zone veramente pedonali e ciclabili e iniziative turistiche compatibili con il diritto al riposo e alla quiete di quei residenti e di quei turisti che non amano gli eccessi.


da Barbara Anselmi e Cristina Facci Tosatti Rosati




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-08-2009 alle 11:42 sul giornale del 26 agosto 2009 - 5738 letture

In questo articolo si parla di attualità, Barbara Anselmi e Cristina Facci Tosatti Rosati





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