Boom di presenze e i commercianti speculano sui turisti

antonio valente 2' di lettura Senigallia 24/08/2009 - Il Summer Jamboree ha fatto registrare il tutto esaurito in città. Una vera manna dal cielo per operatori turistici e commerciali che hanno potuto beneficiare della presenza in città di qualcosa come 200 mila visitatori.

Se il festival della musica e della cultura dell\'America degli anni \'40 e \'50 è un volano prezioso per il turismo della spiaggia di velluto, dall\'altro canto il grande afflusso di gente in città è stato colto da molti come un\'occasione anche di speculazione. Molte sono state le segnalazioni da parti di cittadini che hanno notato in queste ultime due settimane un aumento spropositato (e ingiustificato) dei prezzi. Dai generi alimentari, alla ristorazione fino anche ai servizi dedicati allo svago e al divertimento.


Diversi turisti hanno segnalato anche prezzi “eccessivi” per le prestazioni o i prodotti acquistate. Alcuni esempi? Ristoranti in questi giorni forniscono menù extra, rispetto al listino, con prezzi aumentati anche del 30 o 40%. Locali che servono cocktail o bevande ben più care rispetto al mese scorso o macellerie che si improvvisano baristi allestendo chioschetti per vendere la birra e così via. Di esempi ce ne sono tanti. Certo è che questo atteggiamento “imprenditoriale” oltre a scontentare il cliente rischia di danneggiare il turismo stesso.


Il consumatore non deve essere sfruttato -lamenta Antonio Valente dell\'Aduc, l\'associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori- non si possono ricaricare i prezzi per trarre maggiori profitti in concomitanza di eventi o di maggiore affollamento della città. Il Summer Jamboree è una manifestazione di vasto respiro ma c\'è chi ne approfitta e oltrepassa i limiti. I commercianti stanno dimostrando di perseguire solo i profitti a scapito della qualità dei prodotti e dei servizi. Abbiamo visto atteggiamenti di chi sta al pubblico non certo troppo cortesi. L\'aumento del prezzo a seguito dell\'incremento della domanda in questo caso non vale. Non è corretto. Si tratta di serietà oltre che di professionalità. E poi c\'è anche un altro risvolto negativo. Così facendo i turisti si perdono. Chi rimane scontento certamente non torna\".


A lungo andare questo comportamento è contro producente e si rivela un boomerang. “Un\'ampia fetta di responsabilità spetta anche al Comune che dovrebbe vigilare e non lo fa -aggiunge Valente- durante il Summer Jamboree i volumi della musica sono stati ben al di sopra dei limiti stabiliti dall\'ordinanza comunale così come questa speculazione dei prezzi. Questo atteggiamento è inaccettabile. In altre località turistiche a noi vicine come Riccione questo non accade. Gli esercenti sono cordiali e disponibili con i turisti e la musica non entra a forza nelle case dei residenti”.






Questo è un articolo pubblicato il 24-08-2009 alle 23:59 sul giornale del 25 agosto 2009 - 3954 letture

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