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Mezza Canaja: apriamo spazi d\'integrazione. Chiudiamo spazi alla paura

2' di lettura Senigallia 15/08/2009 - Terza tappa della riqualificazione dal basso della città: una città per abitanti e non per utenti.


Dopo l’occupazione delle case e la “messa in sicurezza” del territorio dalla complanare, oggi – giovedì 13 agosto – un corteo di trecento persone composto da italiani e migranti, ha liberato dal degrado e dall’incuria una casa abbandonata nel Rione Porto, per riconvertirla a sede del Coordinamento Migranti Terza Italia e dell’Ambasciata dei Diritti.

Terza Italia è l’unica organizzazione gestita in maniera completamente autonoma dai migranti, segno di un cambio netto dalla politica assistenziale e caritatevole della sinistra catto-comunista in parlamento e non. Non più una politica per i migranti, ma dei e con i migranti, agita in prima persona da chi ogni giorno vive sulla propria pelle umiliazione, sfruttamento e razzismo.

A maggio sono state inviate delle lettere al Assessore Volpini, al Sindaco ed al vicesindaco Ceresoni che chiedevano una sede e la riapertura del Centro di Accoglienza. Dopo mesi di trattative conclusesi con tante promesse e buone intenzioni ma nella sostanza nulla di fatto, ancora una volta si è passati all’azione diretta: a praticare un diritto.

Oggi nasce la “Casa del migrante”, un progetto che vuole essere uno spazio fisico di socialità, incontro, scambio di culture, ma anche e soprattutto un progetto capace di poter fornire servizi, come le consulenze legali gratuite sul lavoro e sui permessi di soggiorno, corsi di lingua italiana e araba. L’idea più ambiziosa ma più necessaria, è la costruzione di un “asilo” multietnico per bambini italiani e migranti, rivolto a tutte quelle famiglie impossibilitate a sostenere i costi di asili o di assistenza privata.

Recuperare un edifico abbandonato per farlo diventare un luogo di aggregazione vuol dire sottrarre un altro pezzo della nostra città alla paura, alla xenofobia e all’insicurezza. Vuol anche dire fornire un’alternativa reale a tutti coloro che per difficoltà economiche vengono catturati dalle maglie del lavoro nero e dello sfruttamento. La Casa del Migrante sarà uno spazio libero da spaccio, prostituzione e criminalità. Alla sicurezza della paura e del controllo contrapponiamo la sicurezza dei diritti e della dignità.

Terza Italia ha già avviato le pratiche per costituirsi come associazione legalmente riconosciuta, per questo chiediamo che lo spazio occupato sia regolarizzato e concesso come sede.
Chiediamo la stipulazione di un contratto e la possibilità di pagarne l’affitto.
Chiediamo che l’Amministrazione Comunale intervenga, riconoscendo la legittimità di Terza Italia e la possibilità di avere una sede e quindi di poter avere una progettualità.
Siamo assolutamente disponibili per valutare soluzioni alternative, ma lo facciamo da dentro uno spazio occupato perché quando si tratta, si tratta alla pari, altrimenti ogni trattativa è solamente la mediazione a ribasso sulla volontà del più forte. E questo vale anche per le occupazioni delle case!





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-08-2009 alle 00:40 sul giornale del 14 agosto 2009 - 1169 letture

In questo articolo si parla di mezza canaja, politica





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