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Sanità e territorio: melanoma, prevenire si può

2' di lettura Senigallia 11/08/2009 - Tintarella sì, ma con giudizio.
I tumori della pelle sono in aumento in tutto il mondo, colpiscono il 60% dei soggetti a carnagione bianca oltre i 40 anni. I più comuni sono il carcinoma ed il melanoma cutaneo.



Quest’ultimo è il tumore della pelle a più elevata aggressività biologica e, a differenza degli altri tipi di neoplasie cutanee, può insorgere su un nevo preesistente o sulla cute sana e può comparire raramente anche nelle sedi non esposte ai raggi solari.
In Italia colpisce 13 persone su 100.000: oltre il 50% dei casi viene diagnosticato entro i 55 anni.
L’incidenza negli ultimi dieci anni è raddoppiata, la mortalità è però rimasta stabile.

La mancanza di una corretta informazione espone a comportamenti a rischio e a ritardi nella prevenzione.
La cultura della pelle abbronzata a tutti i costi ed errori informativi potrebbero avere influito sull’incidenza dei tumori cutanei, un gruppo eterogeneo di neoplasie molto diffuso.

La cheratosi attinica rappresenta uno stadio precoce di un tumore che può diventare molto aggressivo come il carcinoma squamocellulare.
Autoesame, fotoprotezione e controlli dermatologici periodici sono le armi vincenti per la prevenzione: per esempio insegnare al proprio partner a osservare il nostro corpo ed a essere attento ad eventuali cambiamenti delle macchie sulla pelle; educare i bambini fin dalla tenera età ad esporsi correttamente al sole; saper bloccare il proprio “cronometro” che registra la dose di cumulo dei danni (la nostra pelle mantiene la memoria storica di tutte le scottature), gareggiare nell’osservare le alterazioni della cute propria, dei nostri familiari ed amici.

La prevenzione secondaria cioè la diagnosi precoce, è oggi molto più efficace grazie all’utilizzo di metodiche non invasive come la dermatoscopia e la videodermatoscopia digitale che consentono di ingrandire come un microscopio posto sulla pelle le strutture sottostanti all’epidermide.
E’ importante ricordare che i danni solari possono emergere anche dopo molti anni sulle zone più esposte come il cuoio capelluto, il volto, il dorso, il decolleté e il dorso delle mani.

Tra i tumori cutanei il melanoma è la forma biologica più aggressiva.
A differenza dei carcinomi si presenta soprattutto in relazione a esposizione al sole intense e intermittenti quali “i mordi e fuggi” dei week-end, la pratica di sport stagionali all’aria aperta o nei soggetti che hanno subito scottature solari nell’infanzia o nella adolescenza.
Inoltre, sono a rischio i soggetti con fototipo chiaro che si abbronzano poco e si scottano con facilità: l’avere numerosi nevi e uno o più casi di melanoma in famiglia costituisce un’importante condizione di predisposizione al melanoma cutaneo.

Dunque tintarella sì ma con giudizio.





Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 11-08-2009 alle 04:08 sul giornale del 12 agosto 2009 - 8183 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, villa silvia, senigallia, mare, abbronzatura, federica aliotta, salute e territorio

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