Casagrande: le gabbie salariali elemento di disgregazione sociale

Patrizia Casagrande Esposto 2' di lettura Senigallia 12/08/2009 - \"Non sappiamo ancora se la proposta di ripristino delle gabbie salariali sia l\'ennesima boutade leghista o se sia invece uno degli strumenti con il quale il governo italiano intende affrontare gli effetti della crisi economica che, secondo statistiche ufficiali, lungi dall\'affievolirsi, prospetta per l\'autunno un periodo drammatico sul fronte dell\'occupazione\".

Tuttavia, l\'apertura di questo dibattito e le modalità di discussione aiutano, se ce n\'era bisogno, a definire meglio la cultura politica che alberga nel governo e che questa proposta traduce in maniera chiara e senza timor di fraintendimento. Ovvero, una cultura oggettivamente chiusa, antisolidale e incline a favorire particolarismi (o egosimi) di breve respiro anziché guardare all\'orizzonte più ampio del bene collettivo. Un po\' come accaduto con la recente approvazione del pacchetto sicurezza. Anzi, verrebbe da dire che la proposta della reintroduzione della gabbie salariali è la fisiologica conseguenza di quel provvedimento.


Non può sfuggire infatti lo stretto legame \"culturale\" tra i due provvedimenti dato dalla volontà di scaricare i costi sociali della crisi sulle fasce popolari più vulnerabili. Come a dire: non ci sono risorse per un vero welfare che contribuisca a estendere e rafforzare le politiche di integrazione? Bene, cacciamo gli immigrati. Non esistono fondi per sostenere il sistema produttivo? Non c\'è problema, introduciamo le gabbie salariali. Risposte inique e lesive di diritti acquisiti, ma sufficientemente supportate da una buona dose di demagogia e luoghi comuni che le aiutano a essere metabolizzate. Ma soprattutto risposte non risolutive del problema. Tralasciamo, si fa per dire, che le gabbie salariali rappresentano già di per sé un\'insopportabile disuguaglianza che, a parità di lavoro, porta a percepire stipendi diversi sulla base del luogo dove si svolge la propria attività.


Non consideriamo, si fa sempre per dire, i dati sulla ripresa dei flussi migratori interni da sud verso nord, che ci riportano indietro di oltre mezzo secolo. Ma è possibile che a nessuno, dalle parti del governo, interessi il fatto che una delle principali componenti della crisi in Italia sia costituita proprio dalla restrizione della domanda procurata da una questione salariale che colloca tra gli ultimi posti in Europa il livello del reddito da lavoro dipendente degli italiani? Questo tema non mi sembra all\'ordine del giorno nell\'agenda del governo, sensazione confermata proprio dal rilancio delle gabbie salariali. A meno che altri siano gli obiettivi di questa proposta, come ad esempio la volontà manifestata più volte in altre forme di rimettere radicalmente in discussione l\'assetto del contratto collettivo nazionale di lavoro, con il più che concreto rischio di alimentare ancora di più la disgregazione sociale. Un rischio che non possiamo permetterci, né a destra né a sinistra.


Quando il ministro Brodolini, oltre quarant\'anni fa, abolì le gabbie salariali disse che nell\'Italia di allora, di gabbie, ne esistevano già troppe e che aveva pensato di iniziare a cancellarne qualcuna. Purtroppo nell\'Italia di oggi molte gabbie sono state nuovamente istituite, cerchiamo di non accrescerne ancora il numero.


da Patrizia Casagrande
Presidente della Provincia di Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-08-2009 alle 16:45 sul giornale del 12 agosto 2009 - 1105 letture

In questo articolo si parla di attualità, patrizia casagrande esposto


E\' sicuramente frustrante essere al vertice di un\'Ente in costante crisi d\'identità. Pronti a criticare tanto il Governo centrale quanto le Amministrazioni comunali. Quello è brutto, quell\'altro non va, si può fare di più e meglio ...<br />
Una cosa è certa sig. presidente, proprio non riuscite a comprendere che si possa amministrare adoperandosi in fatti concreti.<br />
Quanti convegni, tavole rotonde e studi preliminari ma di fatti concreti ne maturano ben pochi.<br />
Prendiamo la crisi occupazionale del nostro distretto, a parte auspicare un ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, quale iniziativa avete attuato per essere più vicini ai cittadini ed incentivare gli imprenditori ad investire nel territorio?

intanto speriamo che venga abolita questa provincia di ancona

La Casagrande è una dei pochi amministratori che riesci a farmi ancora prendere in considerazione l\'idea di votare PD.<br />
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Quando tutti gli esponenti del suo partito sono troppo impegnati a litigare tra loro lei fa sentire la sua voce su cose che forse non le competono direttamente, ma che non possono e non devono passare sotto silenzio.<br />
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Io questo lavoro di supplenza lo apprezzo molto.<br />
E apprezzo anche il suo lavoro di tutti i giorni, che seguo grazie a questo giornale.

Giusto, Senigallia in provincia di Pesaro, Fabriano in Umbria, Osimo in provincia di Macerata.<br />
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Ancona e Jesi dove le mettiamo?

cerchi di fare politica per la provincia, anziché occuparsi sempre di quello che succede a Roma!!<br />
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le consiglierei ad esempio di spendere meno soldi in propaganda, per incensare l\'operato dei politici e spenderne un po\' di più per le buche che ci sono in provincia...<br />
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la nostra provincia vanta numerosi record negativi: si occupi di quelli!!

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Tutto si può dire alla Casagrande meno che sia una che butta via i soldi. Mi fa piacere che a differenza di Daria Bignardi che con Brunetta ospite in TV lo chiamò sciaguratamente \"Brandolini\", Patrizia sappia bene chi era Brodolini, Medaglia d\'Oro al Valor Civile, marchigiano di Recanati, ufficiale nella II guerra mondiale, segretario provinciale del Partito Socialista di Ancona, segretario nazionale Lavoratori Edili della CGIL poi vicesegretario generale della CGIL e Ministro del Lavoro.<br />

diamo a Cesare quello...

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