Senigallia: il centro sociale occupa due appartamenti sfitti della Curia

mezza canaja|curia|occupazione| 2' di lettura Senigallia 09/08/2009 - Nella mattinata di sabato 8 agosto all\'inizio de La Plage Savage il CSA Mezza Canaja e l\'Ambasciata dei Diritti hanno occupato due appartamenti in via delle Caserme a Senigallia.


Gli appartamenti, di proprietà dell\'Istituto di Sostentamento del Clero, sfitta da una decina di anni. All\'interno gli occupanti hanno ritrovato appeso al muro un calendario del 1998.

L\'occupazione si inserisce in un percorso iniziato con la Plage Savage di due anni fa, quando i ragazzi del Mezza Canaja hanno denunciato tre esempi di mala urbanistica senigalliese. Un percorso proseguito lo scorso anno quando, con l\'occupazione dell\'ex-Gil il Mezza Canaja aveva presentato una proposta in materia di urbanistica per risolvere il problema della casa.

Quest\'anno l\'occupazione di due appartamenti, che verranno affidati uno ad un ragazzo senigalliese ed uno ad una famiglia di immigrati. \"Condanniamo ogni tipo di guerra tra popoli - dice Nicola Mancini - e a settembre realizzeremo una graduatoria autogestita.

Oggi a Senigallia è in atto una forte riqualificazione urbanistica che va a privatizzare spazi della città a favore di turisti facoltosi. Sarà una città per utenti e non per cittadini.
Noi vogliamo fare una riqualificazione dal basso.

Questo non è un attacco contro la Curia. La Curia è il primo proprietario di case a Senigallia.
Chiediamo un tavolo di trattativa con Comune e Curia per regolarizzare questa situazione. Proponiamo un affitto di 50€ al mese, eventualmente anche in un altro appartamento.

Se la trattativa non andrà a buon fine difenderemo questa casa in caso di sgombero. Non è un problema di ordine pubblico ma è un problema sociale
\".

Questa occupazione è la prima del genere a Senigallia, e probabilmente nelle Marche.

Il problema della casa, già grave a Senigallia, è ancora più forte dopo il Decreto Sicurezza. Per i migranti, spiegano i ragazzi del Mezza Canaja, è diventato praticamente impossibile trovare casa.

Chi non ha casa non può essere trattato come un tossicodipendente o come un malato, non deve essere affidato ai servizi sociali. Semplicemente non ha una casa.

\"Non è una semplice occupazione - dicono i ragazzi del Mezza Canaja - è una riappropriazione della dignità\".








Questo è un articolo pubblicato il 09-08-2009 alle 12:47 sul giornale del 10 agosto 2009 - 2639 letture

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