La Angeloni: la Ciminiera della Ex Sacelit va conservata

luana angeloni 1' di lettura Senigallia 28/07/2009 - Ogni luogo della città conserva, come rughe nelle pieghe di un volto, i segni della propria storia e mantenerli diventa il modo per salvaguardare un tratto della nostra identità.

Per questo sono convinta della necessità di mantenere la ciminiera anche nella nuova riqualificazione dell’area ex Sacelit Italcementi. Quella ciminiera è un pezzo della storia recente della nostra città, un capitolo di un libro che molti senigalliesi hanno contribuito a scrivere.


Racconta la storia di un’industria che diede occupazione a tante persone, il suo sviluppo e il suo declino; racconta lo spettro delle morti per l’amianto ma anche il processo di emancipazione e la stagione delle lotte dei lavoratori per affermare il proprio diritto ad un lavoro dignitoso. E poi la ciminiera è un segno architettonico che individua Senigallia, la rende distinguibile anche a chi guarda da lontano, rappresenta un tratto forte della nostra immagine urbana entrato ormai nella percezione generale. In definitiva, questa ciminiera è molte cose insieme e conservarla ci aiuta a comprendere meglio da dove veniamo. Cancellarla attraverso una disinvolta operazione di “lifting urbano”sarebbe invece un errore.


Una città senza memoria è come un albero senza radici. Sarà bene allora conservare questo patrimonio comune, segno della sofferenza, delle lotte e delle speranze di tanti senigalliesi, piuttosto che inseguire per la ex Sacelit, come vorrebbe qualcuno, un modello di recupero all’insegna di un turismo omologato fatto di Torri Gemelle in miniatura o di piattaforme panoramiche, che non potrà mai restituirci l’anima profonda della nostra città né offrire un valido contributo per la sua proiezione futura.


da Luana Angeloni
Sindaco di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-07-2009 alle 12:49 sul giornale del 28 luglio 2009 - 5310 letture

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