Dragaggio dei porti marchigiani: partono i lavori a Senigallia

escavo senigallia 2' di lettura Senigallia 22/07/2009 - “Cobra I” ha dato il via ai lavori di dragaggio del porto di Senigallia. Il pontone della cooperativa San Martino di Marghera ha prelevato i primi fanghi destinati alla cassa di colmata di San Benedetto del Tronto.

L\'escavo del porto senigalliese, atteso da oltre dieci anni, consentirà finalmente all\'infrastruttura una piena operatività, dando così nuovo impulso alla pesca e al diportismo. Da tempo infatti il porto non è più agibile alla maggior parte delle imbarcazione a causa del fondale basso e sabbioso. L’intervento prevede l\'asporto di 18 mila metri cubi di materiale, con un costo complessivo di 950 mila euro, da concludersi nel giro di 45 giorni.


Grazie ai lavori di dragaggio, che daranno una soluzione di lungo periodo ai problemi di escavo, il nostro porto sarà finalmente operativo -afferma l\'assessore ai lavori pubblici Maurizio Mangialardi- al termine dell\'intervento avranno accesso al porto imbarcazioni con pescaggi fino a tre metri e anche la barche a vela”. L\'avvio dei lavori è stato seguito ieri mattina anche dall\'assessore regionale ai lavori pubblici Gianluca Carrabs che ha annunciato l\'inizio di una serie di interventi che interesserà i principali porti marchiagiani.


Sono decenni che i porti marchigiani attendono di essere dragati, per restituirli alla loro completa funzionalità -ha detto Carrabs-. A Senigallia parte un percorso che coinvolgerà anche le altre località portuali. La cassa di colmata di Ancona sarà presto pronta e lì troveranno la localizzazione gli escavi di tutti gli altri porti interessati all’Accordo di programma”.


L’obiettivo dell’intesa sottoscritta con il Ministero dell\'Ambiente e le varie autorità locali competente, del valore di 18 milioni di euro, è quello di dragare le aree portuali marchigiane, per favorirne lo sviluppo sostenibile e la piena operatività. Complessivamente i porti marchigiani hanno la necessità di dragare 400 mila metri cubi di materiale. Duecento mila verranno “sistemati” nel porto di Ancona dove è stata individuata una nuova cassa di colmata (per cui è stato già approvato il progetto esecutivo), che dovrebbe dare una risposta anche alle istanze dei porti di Fano, Numana e Civitanova Marche.








Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2009 alle 23:02 sul giornale del 23 luglio 2009 - 1622 letture

In questo articolo si parla di porto, attualità, maurizio mangialardi, giulia mancinelli, gianluca carrabs, escavo senigallia


robj

Off-topic

Correggere nel titolo \"escavo\"

Anonimo

non avendo mai seguito le vicende sul\'escavo una solo domanda forse ingenua, ma scavare in un porto turistico ( che vive in estate) a cavallo di luglio e agosto, non è un contro senso ?? io vivo in campagna ed è come se mi mettessi ad arare la terra invece di raccogliere i frutti della terra, scusate il paragone. Non era meglio farlo prima o dopo ?

Giacomo

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