Ex Sacelit, la vecchia ciminiera simbolo della nostra identità

2' di lettura Senigallia 21/07/2009 - La presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande Esposto interviene sul \"futuro\" della ciminiera della Sacelit Italcementi.


Secondo alcuni, nell\'ambito del progetto urbanistico di riqualificazione dell\'ex area Sacelit, che creerà nel cuore di Senigallia un polo di eccellenza turistica, la ciminiera del complesso industriale dovrebbe essere abbattuta perché - sostengono - \"ci ricorda un periodo che tutti vogliamo dimenticare\". Non sono d\'accordo. E lo dico, prima che ancora che da rappresentante istituzionale, da cittadina senigalliese, da figlia di chi in quella fabbrica ha trascorso una vita tra sudore e cemento, da donna che rivendica pienamente l\'appartenenza a una storia politica e sindacale alla quale si deve ciò che oggi Senigallia è e si appresta a divenire.


Una storia di progresso che forse alcuni vorrebbero iniziata oggi o materializzatasi all\'improvviso, di punto in bianco, priva di ogni ancoraggio con il passato. Chissà, forse è proprio così, è quello stretto legame con quel passato poi non così lontano, il destinatario della spallata con la quale si vorrebbe abbattere la vecchia ciminiera.


Un simbolo che quella storia la rappresenta e sta lì fiero a ricordarcela. Ci ricorda sì anni difficili, ma anche anni di intensa passione sociale e civile in cui si usciva dalla guerra con la rinnovata speranza di costruire un modello di società fondato sulla giustizia e la dignità del lavoro. Gli anni delle lotte operaie per i diritti, per il salario, per la sicurezza.


Gli anni del dopoguerra, del riscatto sociale del movimento operaio e di quello che contadino che compatto sosteneva le vertenze dei lavoratori dell\'Italcementi e della Sacelit (e viceversa). Gli anni degli imponenti scioperi, come quello del 1961, durato ben 39 lunghissimi giorni, che seppe coinvolgere nella partecipazione e nella realizzazione di una rete solidale a sostegno dei lavoratori tutta la città. Gli anni del declino e della chiusura, che non costerà solo centinaia di posti di lavoro ma anche, con il drammatico emergere del problema della sicurezza, anche molte vite.


I lavoratori e le loro rappresentanze sindacali, a Senigallia sono stati artefici di un contributo che, interpretando i bisogni, le sofferenze e i sogni di larga parte della popolazione, ha consentito una crescita e uno sviluppo non solo economico che oggi distingue nei valori la nostra comunità da altre realtà. Ecco perché trovo giusto che la vecchia ciminiera possa restare lì al suo posto: un topos architettonico che testimoni ai cittadini di oggi e di domani, come ai turisti di passaggio, la memoria delle nostre origini e della nostra identità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-07-2009 alle 16:37 sul giornale del 21 luglio 2009 - 5481 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche, provincia di ancona, ex sacelit, ancona, italcementi


paolo landi

e\' riduttivo ridurre le problematiche della ex sacelit alla ciminiera e un recupero di quest\'ultima non avrebbe neanche senso se fine a se stesso per i prevedibili costi di manutenzione nel tempo, nonostante tutto quella ciminiera in quel luogo può simbolicamente rappresentare soprattutto la nuova dimensione in elevazione di quella spazialità (purtroppo scarsamente ricercata)con la trasformazione in un nuovo elemento monumentale che ne mantiene le caratteristiche intrinseche con una piattaforma panoramica e fruibile in sommità. per hobby ho realizzato uno schizzo che quanto prima pubblicherò con un articolo in proposito.

Nell\'immaginario collettivo le ciminiere hanno sempre rappresentato \"inquinamento\". Se ad un bambino chiedi di disegnare l\'inquinamento ti disegna una ciminiera fumante, non un buco dell\'ozono o un Pm10.<br />
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Quella ciminiera lì, in particolare, significa \"morte\". I lavoratori di quello si ricordano. Non delle lotte e degli scioperi del 61 (ma che diavolo è andata a tirà fuori?).<br />
<br />
Il rispetto per la storia della città si dimostra in mille altri modi, ad esempio non deturpando il lungomare (l\'unica cosa che a Senigallia rappresenta davvero qualcosa) o non vendendo Palazzo Gherardi al miglior offerente.<br />
<br />
La fregatura dell\'Italia è l\'istinto di conservazione. Di tutto, anche di ciò che non serve e non vale.<br />
Se si conserva tutto, non si valorizza niente.<br />

Federico

Penso potrebbe essere interessante riciclarla come punto di osservazione per i turisti. Immagino che da in cima alla ciminiera si goda di una vista notevole...un bell\'ascensore che ti porta in cima....5 euro l\'ingresso...e con un pò di pazienza l\'investimento rientra...Ciao!!!

Commento modificato il 21 luglio 2009

Certo, 300mila euro per ristrutturarla non sono pochi. Tuttavia, anch\'io come Patrizia Casagrande sono tra quelli che credono che la memoria va salvaguardata. Solo se le radici sono salde la chioma della pianta è rigogliosa. Teniamocela, \'sta ciminiera. Nel nostro \"skyline\" è consueta e può essere da spunto per una storia da raccontare ai nipotini. <br />
<br />
I 300mila euro? Se è un fatto culturale (come in effetti è) cerchiamo mecenati: perché non le organizzazioni sindacali e il cementiere Moratti? Sarebbe una sorta di \"concertazione\" post-mortem.

Ho scritto proprio ieri pomeriggio al Sindaco per l\'uso della ciminiera con proposte concrete per la sua valorizzazione. Appena mi risponde, vi copio ed incollo sia la mia domanda che la Sua risposta. A parte la memoria storica, se ben valorizzata, dato che si trova vicino al mare, è un veicolo turistico che molte città sulla costa ci invidierebbero.<br />
Poi ognuno la pensa come crede e giustamente rispetto tutte le critiche che potrebbero venirne fuori.

Off-topic

Ma sai di cosa parli? Credo di no, proprio non ti rendi conto. Questo è il tuo dramma. E del resto non è lecito aspettarselo da uno che si presenta con il simbolo della Juventus.<br />
<br />
Il grande Brian Clough aveva visto giusto...

Secondo me quella ciminiera non rappresenta assolutamente nulla se non una bruttura di cemento che contrasterà in maniera netta con la nuova zona; se vogliamo dare un valore alle costruzioni del passato non dovremmo abbattere assolutamente nulla, perchè tutto ha una storia; quella ciminiera è veramente brutta e stona decisamente.<br />
L\'abbattimento sarebbe la scelta più logica, anche per risparmiare 300 mila euro oggi e i tanti che dovranno essere spesi nel tempo per mantenerla in sicurezza; in fondo più anni passano e più costerà quella manutenzione.

Gino Pitoni

Commento sconsigliato, leggilo comunque

mauro

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Tu di che parli invece?<br />
Cosa pensi della ciminiera?<br />
Prova ad esprimere un concetto<br />

Off-topic

Questa cambia idea ogni due-tre ore

Non credo che le origini e l\'identità di Senigallia siano riconducibili alla Sacelit e la sua ciminiera.<br />
A me da l\'impressione di un simbolo fallico. <br />

Off-topic

...non lo dica a sua figlia, però. Non è educativo... :-)

No. Che cavolo dici. L\'avevo già scritto come p.s. al commento dell\'altro giorno.

Off-topic

Lascia perdere...

Concordo. Se non utilizzabile in alcun modo (e non credo lo sia) non vale più dell\'ex SEP.<br />

Quando da bambino uscivo in barca con mio padre per andare a pesca, la ciminiera della sacelit era l\'unico punto di riferimento per il rientro al porto di Senigallia quando saliva un po\' di foschia...<br />

Off-topic

Non ti abbassi eh...

Infatti hai visto che bello l\'ex Sep abbattuto.<br />
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Finalmente una veduta lunga sul porto e sul mare...aria! Finalmente spazio!<br />
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Meno roba inutile e dismessa c\'è e meglio è.<br />
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Una costruzione o è bella o serve.<br />
Se non ha nessuno di questi requisiti va abbattuta per creare spazi aperti che alla città non possono che giovare<br />

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Luigi Mencucci

sono d\'accordo che la ciminiera rimanga, la storia non si cancella tante cose od oggetti moderni andrebbero cancellati perchè inutili ma fanno moda e gossip e rimangono purtroppo, tanto vale far rimanere un simbolo di tanto sudore e lavoro<br />
il presidente di zona delle Acli

giuditta

insomma non so dove possa arrivare l\'ignoranza e la non cultura: ma la ciminiera non è uno dei pèochi simboli di archeologia industriale e come tale testimonianza da salvarre, proteggere,rispettare, valorizzare ? e sottoscrivo tutti i motivi apportati per difenderla .....e io non sono di Senigallia!




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