Senigallia, ecco la città del sogno

4' di lettura Senigallia 16/07/2009 - La “città dei sogni” il titolo usato per lo spettacolo della notte bianca della rotonda, potrebbe diventare il nuovo obiettivo della città, viva e ideale, non per un solo giorno ma per tutto l’anno, se sarà adottata una diversa proposta di urbanità, che compone e integra in armonia, quasi per incanto, parti diverse e importanti della città; i lungomari, il porto, l’area Sacelit-Italcementi e il centro storico, senza forzature e lacerazioni, liberando e annettendo quegli spazi immensi che Senigallia ha fino ad oggi custodito gelosamente, in attesa che fossero liberati e utilizzati come collante al momento opportuno.

Sui progetti di porto e area Sacelit, si è sempre sostenuto che, senza una proposta alternativa, quanto prodotto è l’aspettativa più alta, ignorando e non volendo vedere però null’altro, come un disegno, da sempre presente, che ora si materializza, rendendosi più visibile e leggibile, grazie a una composizione fotografica prospettica estesa alla più ampia scala della città, imperdonabilmente assente negli elaborati ufficiali, di cui ne avrebbe sancito una impietosa condanna. Non ci si può sottrarre ad un confronto e ad una ulteriore riflessione su una scelta strategica ed epocale, dall’esito immutabile per secoli, incisiva e decisiva per il futuro, per il destino turistico, economico, della qualità ambientale e del grado di vivibilità della città, soprattutto quando i parametri sono fortemente sbilanciati e contrastanti tra le proposte.


Non si può né sorvolare, né accettare una scelta che preferisce un accesso al porto maledettamente complesso e che andrà a congestionare anche l’area della stazione a discapito di una soluzione più funzionale, semplice, economica e non condizionante, 500 posti macchina pubblici e mal collocati contro oltre 1200, meglio ubicati e di effettivo supporto al centro, una piazza chiusa di 3000mq contro una aperta e affacciata al mare di 18000mq., 5000mq di verde pubblico più somigliante ad un giardino condominiale contro oltre 35000mq di parco urbano interamente fruibile, con la darsena Bixio protagonista, un collegamento tra i lungomari sdoppiato e innaturale contro la continuità lineare e diretta, il senso di chiusura e di oppressione, ovunque avvertibile, per l’esiguità degli spazi, contro la magnificenza di orizzonti visivi liberi e illimitati e si potrebbe continuare sulla mobilità ciclo-pedonale, sull’organizzazione generale e sull’estetica, elementi anch’essi soccombenti nella proposta ufficiale.


E’ mancato il progetto per la città del domani e Portoghesi è solo l’artefice, nel bene o nel male, con il suo mandato, del piano di lottizzazione che va a sostituirsi agli spazi già occupati dagli ex stabilimenti industriali dimessi e che rimangono, come allora, estranei e avulsi alla città, costringendola, contro ogni principio logico, ad adeguarsi alla sua nuova impostazione. A questo punto solo l’assise municipale potrebbe ristabilire un corretto ordine alle cose, ma non c’è da farsi illusione, con una maggioranza servile, disposta solo a obbedire ciecamente agli ordini imposti, piuttosto che a riflettere sulle conseguenze disastrose delle proprie decisioni. Per essa non ci saranno alibi, né potrà essere presa a pretesto l’eventualità di ritardi per l’avvio dei lavori da parte del soggetto attuatore, perché le norme urbanistiche ci consentono di risolvere questo problema, senza allungamento dei tempi alla sola condizione di cambiare però il progetto architettonico, meglio se sullo schema del planovolumetrico della proposta alternativa, così da integrarsi nel miglior modo e in perfetta sintonia con la città e con il contorno. Prima che sia troppo tardi i cittadini dovranno far sentire il fiato sul collo a questa maggioranza che non li rappresenta più, perché indisponibile all’ascolto e lo dico con ragione di causa , da iscritto al PD, dove la base non è mai stata consultata sull’argomento e dove c’è poco da illudersi sulla volontà di cambiamento, presente più nelle parole che nei fatti.


C’è da sperare unicamente nel sussulto di qualcuno che dai banchi della maggioranza, in consiglio, dove siedono a testa bassa, senza convinzione e dove gli interventi a difesa di queste scelte sono sempre più appassiti e sporadici, trovi il coraggio di alzarsi e dire di no, con un senso di liberazione, contribuirà cosi al futuro dei propri figli a cui darà anche la possibilità di vivere in una città straordinariamente più bella. Il plastico della rotonda se sarà realizzato non porterà fortuna alla città e non realizzerà la città dei sogni, che rimarrà tale per sempre nell’immaginario, come nell’illustrazione dell’alternativa mancata e ignorata che segue e che si commenta da sola.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2009 alle 04:16 sul giornale del 17 luglio 2009 - 5293 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paolo Landi





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