Curto su variante urbanistica del porto: l\'intervento riqualifica il fronte mare della nostra città

incontro cna e assessori su variante urbanistica del porto 3' di lettura Senigallia 08/07/2009 - La Presidenza CNA di Senigallia incontra gli assessori Guzzonato e Mangialardi in merito alla variante urbanistica del porto di Senigallia.

Lunedì 6 luglio la Presidenza della CNA di Senigallia e le imprese del Consorzio Nautica Senigallia hanno incontrato l’assessore all’urbanistica Maurizio Mangialardi e l’Assessore alle attività economiche Michelangelo Guzzonato che hanno illustrato le novità relative alla variante urbanistica del porto di Senigallia.



“La CNA da sempre ritiene il porto un’area strategica per l’economia della città – afferma Giovanna Curto, Presidente della CNA di Senigallia - finalmente i lavori di ampliamento stanno arrivando al termine. L’intervento realizzato, se considerato contestualmente a quello progettato dall’Arch.Portoghesi relativamente all’area Sacelit Italcementi, ridisegna e riqualifica il fronte mare della nostra città. Abbiamo ascoltato con molta attenzione le soluzioni che ci sono state presentate”.



Un piano complesso, che sembra però cogliere le richieste provenienti dalle imprese che operano al porto. “Le nostre imprese, nei diversi incontri che hanno preceduto la definizione del piano, hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di affrontare alcune loro questioni specifiche. Ci sembra che l’impegno preso nei nostri confronti sia stato mantenuto” ribadisce Mario Maniero Presidente del Consorzio Nautica Senigallia.



“La prima riguarda l’avamporto. Il Piano prevede che l’area venga destinata alle attività artigianali di servizio alla nautica da diporto, e questo non può che trovarci d’accordo. Ovviamente saranno importanti le modalità con cui verranno organizzate le nuove aree demaniali: le imprese dovranno avere la massima autonomia nella gestione degli spazi su cui avranno luogo le proprie attività”.



Su questo tema l’Assessore Guzzonato ha aperto uno spiraglio importante affermando che il bando di assegnazione dell’area valorizzerà il ruolo dell’imprenditoria locale e che i soggetti assegnatari potranno realizzare gli interventi strutturali attenendosi alla progettualità del piano. “La seconda questione – prosegue Maniero - è relativa all’accesso al porto e le pur complesse soluzioni che riguardano la viabilità, sembrano risolvere i problemi creatisi con la chiusura da parte delle Ferrovie del passaggio a livello di Via Mamiani”.



Sulla riorganizzazione della viabilità l’Assessore Mangialardi ha dedicato una buona parte del suo intervento, ed è in particolare su questa problematica che si sono concentrate molte domande, anche dal tono preoccupato sui disagi che subiranno gli imprenditori nella fase di realizzazione delle opere infrastrutturali. Su questo l’assessore ha risposto, non nascondendo le difficoltà, ma ha sottolineato che grazie al lavoro svolto nei confronti dell’Ente Ferrovie si è ottenuta la possibilità di usufruire del passaggio a livello su prenotazione. “Certo, con la situazione data ogni decisione avrebbe comportato problemi diversi – aggiunge Giovanna Curto – ci sembra che la soluzione proposta sia fattibile, anche se, provocherà in alcune situazioni dei disagi che ci auguriamo verranno presto superati e risolti”.



Nel complesso la variante urbanistica del porto tiene conto di un equilibrio fra i diversi soggetti presenti e ribadisce l’idea di un porto polifunzionale, non solo a vocazione turistica, dove coesistono attività economiche importanti – come la pesca e le attività artigianali di servizio alla nautica da diporto. Ma diventa anche punto baricentrico della città, con i collegamenti fra i due lungomare, la città storica e la nuova area residenziale che verrà realizzata alla ex Sacelit – Italcementi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-07-2009 alle 16:02 sul giornale del 08 luglio 2009 - 3440 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, cna senigallia


paolo landi

sembra più un comunicato di facciata che di convinzione, e per l\'amministrazione è una toppa di concertazione post anzichè ante.<br />
vorrei che la CNA si esprimesse anche sulla soluzione alternativa di accesso al porto per una maggior conoscenza della quale, mi metto a loro disposizione

E\' normale che va tutto bene, in fondo la CNA è sempre rossa anzi rosa ora con l\'intervento della Margherita, pardon, Crisantemo. Con i nostri amministratori proiettati verso il futuro dove si sperpera denaro per tanti architetti di fama mondiale, fa semplicemente pena sapere di servirsi di un vecchio passaggio a livello per i carichi eccezionali. A pensare che c\'è un ingegnere di Senigallia che se interpellato ha tantissime idee che hanno i piedi ben piantati per terra, rispetto a tante idee futuristiche che costano un occhio della testa. Ma questi Signori Architetti a parte le loro planimetrie, l\'hanno mai vista dal vivo questa zona portuale e Sacelit Italcementi? A me pare proprio di no perchè comprenderebbero anche da comuni mortali come il sottoscritto, che invece di guardare avanti stiamo andando verso l\'età della pietra.

Questa è la stessa CNA socia del progetto ex-Enel che prevede lo spostamento del lungomare? A, ecco, mi pareva...

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Commento modificato il 08 luglio 2009

Sì esattamente. E si firma. Lei. <br />
<br />
P.S. Tra un riciclato e un avanzo di magazzino in saldo che nomina una giunta insulsa di \"amici di\", io scelgo il riciclato. Sono una ecologista... <br />
<br />
P.P.S. A proposito, quanti dipendenti a libro paga avete, voi della CNA? Così, per curiosità...<br />
<br />
P.P.P.S. A proposito di manciata di voti (i miei) vi siete chiesti come mai, in una città \"fedele\" come Ancona, <g>voi ne avete persi una vagonata (15mila o 18mila, non ricordo)</b>?

Marzio Sorrentino

Buongiorno prof. Mi firmo all\'inizio...a scanso di equivoci. Marzio Sorrentino, responsabile sindacale della CNA di Senigallia. Buongiorno..di nuovo. Non scrivo mai commenti su vivere senigallia. Questa credo sia la seconda volta. Ho registrato un nick \"ciennea\" ma, come avrà visto, non ci sono mai. Mi hanno detto questa mattina del suo commento ed ho ritenuto di intervenire, non per risponderle polemicamente. Non è mia abitudine. Cerco sempre il confronto e la riflessione. Anzi, La prego, se Lei ha informazioni che io non ho, si metta in contatto con me e parliamone. Entrando nel merito del nostro intervento, Lei sa che la CNA è un sindacato di impresa e rappresenta gli interessi dei propri associati, e quindi, di fatto esprime una parzialità...un punto di vista. Che può non coincidere con il Suo o con quello di altri. Ci siamo occupati del porto di Senigallia fin dalla prima ipotesi di ampliamento, con numerosi incontri pubblici e interventi sulla stampa. Abbiamo organizzato un consorzio di imprese, il Consorzio Nautica Senigallia (nel 2005) perchè intendevamo ribadire che gli artigiani che lavorano al porto meritassero maggiore attenzione, perchè con il loro lavoro forniscono servizi essenziali al buon funzionamento della attività portuali (varo, alaggio, riparazione e manutenzione, allestimenti finali a bordo) sia a favore delle imbarcazioni turistiche che per la pesca. Il nostro è un piccolo porto e le molte attività presenti devono convivere. Serviva, quindi, un porto polifunzionale. Ci siamo battuti, a volte anche aspramente, con l\'Amministrazione Comunale ed oggi mi sento di dire che questo risultato, questo riconoscimento, è stato ottenuto. Il Piano dà una risposta, prevedendo nell\'avamporto la presenza di strutture con destinazione d\'uso riservata alla categoria che noi rappresentiamo. E non era scontato. Per quanto riguarda la viabilità, abbiamo sempre sostenuto che il passaggio a livello andava mantenuto. Che bisognava fare una prova di forza con l\'Ente Ferrovie. Un porto senza accesso da terra che abbia certe caratteristiche(possibilità di manovra e misure adeguate a imbarcazioni di un certo metraggio) non può funzionare. Ci è stato detto che una convenzione firmata con le Ferrovie molti anni fa (una ventina??) rendesse impossibile ogni controversia. Insomma...prendere o lasciare. Ed il prendere ha significato la costruzione del sottopasso alle Piramidi con i soldi delle Ferrovie (come previsto dalla convenzione di vent\'anni fa). Siamo stati i primi a dire che quella non potesse essere una soluzione (S\'immagina il traffico del porto attraversare il lungo mare in piena estate?) E poi non c\'erano margini di manovra sufficienti. Abbiamo ragionato su diverse ipotesi alternative. Ora...io non so dire se ha ragione l\'ing. Landi che propone una soluzione diversa o i tecnici che hanno progettato la soluzione che ci è stata posta. Dico che il porto aveva bisogno di un accesso adeguato e questa può essere una soluzione. Sembra funzionare. Resto sempre dell\'idea che avevamo il passaggio a livello e che forse...questo si...se la politica 20 anni fa fosse stata lungimirante ed attenta, forse quell\'accordo con le Ferrovie non sarebbe stato firmato. Ma sa...oggi, troppo spesso, chi fa politica...(e mi creda se è così è colpa nostra...di tutti...) pensa prevalentemente a come farsi rieleggere la volta successiva e non riesce, quasi mai, a fare ragionamenti di lungo periodo. Ecco, mi piacerebbe, che la politica avesse questa capacità e questa forza!<br />
<br />
P.S. Non ho capito bene il senso della sua domanda finale. Se vuole lavorare con noi...è la benvenuta! Occorre presentare un curriculum e fare una domanda...anche se...di questi tempi...non sarà facile! Se invece la sua era un\'affermazione maliziosa...come credo, sa...la realtà, spesso è molto diversa da come uno la immagina! Credo che Lei ci abbia scambiato per qualcun altro...<br />
<br />
Auguri e buon lavoro!

Ciao Marzio, io non occorre che mi presetno perchè ci conosciamo e siamo amici, proprio per questo avrei preferito che dicessi le cose come credi e non come devi dirle per ragion di \"partito\". Ciao a presto.

Anonimo

Ciao Luciano<br />
Ho scritto nel merito delle questioni esattamente quello che penso. <br />
<br />
Marzio

Commento modificato il 08 luglio 2009

Caro Sorrentino, grazie per la risposta. Mi rendo conto che la CNA rappresenta imprenditori privati e, dunque, è del privato che deve fare gli interessi. Nel caso degli artigiani, però, la figura dell’imprenditore e quella dell’operaio spesso coincidono: si lavora gomito a gomito, con la stessa fatica. Mi stupisco, allora, che anche gli artigiani non sappiano guardare al di là del loro naso. Comprensibile che apprezzino di poter continuare a svolgere le loro attività presso il porto; meno comprensibile, però, che si accontentino di aver risolto un problema spicciolo, che magari riguarda solo loro, perché le prossime generazioni faranno altro nella vita, e non abbiano avuto voglia - almeno loro, ma non solo loro - di allargare un po’ lo sguardo oltre il proprio particolare. Senigallia rischia la confusione più totale. Rischia, e anzi già subisce (hai letto l’indagine Istat sul 12 per cento in più di edificazioni sulla costa delle Marche, prime in Italia?), sconquassi ambientali di cui si avvantaggeranno solo i privati e gli speculatori, non la città. Il porto, per esempio. È per diportisti, pescatori, o attività artigiane? Per chi, insomma? Se è per tutti è come se non fosse per nessuno. Il turismo è per famiglie o per giovani che vogliono tirare mattina? Le abitazioni del centro sono per gli abitanti storici e le coppie giovani o per i neo-ricchi con un po’ di soldi da investire? La viabilità, tutta costretta e infilata a forza nella striscia tra l’autostrada e il mare (però nel frattempo si ci preoccupa di rendere impossibile la circolazione nelle strade dietro via Marche), per chi è? Per coloro che, di conseguenza, attraverseranno sempre più numerosi la città per creare \"valore aggiunto\" altrove; per i cittadini stanchi di respirare gas di scarico; per chi deve costruire le strade o per i proprietari dei terreni da rendere edificabili, magari di proprietà delle stesse imprese che le case le costruiranno? Gli alberghi a cinque stelle, destinati ovviamente a restare vuoti, sono per fare quel finto \"chic\" pacchiano che piace tanto all’amministrazione, o sono costruiti in vista di una inevitabile trasformazione in altri monolocali per turisti che soggiornano Senigallia sette giorni se va bene, creando problemi per la raccolta dell’immondizia e per la tenuta delle fogne, senza portare ricchezza alla città? Le rotatorie alla stazione e alla Penna, oltre alle strade radenti l’entrata di un albergo prestigioso, per chi sono? Per i cittadini in bicicletta o per gli alberghi - a corto di clienti, ma potenti politicamente - del lungomare di ponente (impraticabile, tra doppio senso di marcia e parcheggi rivendicati da bagnini e albergatori)? La partecipazione all’avventura ex-Enel della Cna, che scopo ha? Rilanciare l\'artigianato in crisi, o partecipare alla speculazione e trasformare una categoria di sani lavoratori - gli artigiani - in industriali che speculano, facendo salire il prezzo delle abitazioni, piuttosto che investire nelle loro attività? <br />
E poi, questa ridicola questione di una convenzione firmata (forse) venti anni fa’ con le Ferrovie. Bé, se io fossi un artigiano avrei voluto \"vedere le carte\" (un mediocre avvocato sarebbe certamente stato in grado di farla annullare), piuttosto che contrattare, come avete fatto. <br />
Vedi, caro Sorrentino, il punto dolens dell’economia senigalliese (ma non solo) e di chi la rappresenta – anche voi, dunque - è che date sempre una mano all’amministrazione a mettere le pezze che più conviene mettere in vista delle elezioni (quando non ci sono progetti politici di cui discutere, si salvaguardano gli interessi: è un classico): \"Intanto mettiamoci una pezza per l’immediato e contrattiamo, poi si vedrà\". E il degrado continua. Poi, fra dieci anni, vi chiederete, fingendo di scandalizzarvi: \"Ma chi è stato quell’amministratore che ha fatto quelle boiate?\" E tutto continuerà come sempre. Anzi, peggio. Ché quando ciascuno pensa solo per sé, va sempre a finire che ci rimettono tutti, lui compreso. E\' la regola.<br />

Commento modificato il 08 luglio 2009

P.S. Caro Sorrentino, dimenticavo. Avete difeso i defunti distretti per almeno 10 anni, promuovendo inutili dibattiti per dimostrare l\'indimostrabile, anziché denunciare che la realtà era cambiata e che le imprese artigiane erano spesso \"ostaggio\" delle committenti, come sempre avviene in un modello \"a rete\". Assecondando la politica, avete ottenuto \"provvidenze\" occasionali, elargite in nome (e per conto del consenso politico da ottenere) dei \"distretti\". Ovviamente, tutto ciò non ha portato bene allo sviluppo e alla crescita e ora, purtroppo, ne state pagando le pesantissime conseguenze. Non vi è bastato? Volete continuare sulla stessa via? Boh... contenti voi e i vostri iscritti!

Marzio Sorrentino

Cara Mariangela, (diamoci del tu...mi sta bene)<br />
tu hai messo sul piatto una quantità di questioni che meriterebbero una risposta di dieci pagine. Ma poichè non ho problemi (ora si...perchè non ho tempo) ti invito dove e quando vuoi per un confronto, sulle questioni che hai posto, che sono in parte serie, in parte solo sterili polemiche, e che penso meritino un\'approfondimento. A mio avviso, sbagli a porti sempre con questa vena polemica che ormai ti contraddistingue! Ti rifai spesso a tue convinzioni ormai consolidate, (dici sempre le stesse cose da anni...senza offesa!)... ma anche la tua analisi (un punto di vista personale...che rispetto) andrebbe un po\' rivista. Consentimi. Sa un po\' di stantio. Mi parli di distretti...la CNA ormai parla di \"impresa estesa\" e di relazioni di rete, al di fuori dei distretti tradizionali, sollecitando le imprese ad intraprendere la \"via alta\" dell\'innovazione, della ricerca e della qualità. L\'economia della nostra Regione e del nostro Paese hanno retto fino ad oggi grazie alla presenza diffusa della piccola impresa, dell\'artigianato...del \"saper fare\" diffuso dei maestri artigiani, apprezzato da secoli, sui mercati internazionali. E se c\'è ancora una speranza per il domani...questa la dobbiamo proprio alla piccola impresa. Se in questi anni è mancata una protagonista, semmai, quella è la grande impresa, che ha delocalizzato all&#8217;estero, impoverendo i territori (Fabriano&#8230;ti dice qualcosa?) spesso parassitaria e foraggiata, quella veramente, di \"provvidenze regionali\" e pienamente coinvolta nella spartizione della torta come hai detto tu. Alle piccole imprese, mi dispiace che non te ne sei accorta! sono sempre rimaste la briciole. Mi sbaglio? Credo di no...faresti meglio a rileggere i numeri e i dati di cui certamente disponi. Per quanto riguarda la responsabilità sociale ed ambientale dell\'impresa e l\'acquisizione di un punto di vista non solo particolare ma generale, su questo terreno...credimi con me non c\'è problema. Non solo ne sono convinto...ma ne ho fatto oggetto della nostra discussione congressuale. (che se desideri posso riportarti in sintesi). Per quanto riguarda le altre questioni&#8230;. Il porto, secondo me deve essere per i diportisti, per i pescatori e per le attività artigianali che devono provvedere alla manutenzione delle imbarcazioni di entrambi. E su questo punto sbagli...ma nettamente. E\' priva di senso la tua affermazione che se è di tutti non è di nessuno...! ma che vuoi dire?? Dobbiamo puntare ad un porto che riesca a conciliare le diverse esigenze. E contribuire a creare nuovi posti di lavoro. Sul fatto che bisognerebbe dare una identità più precisa all\'immagine turistica della nostra città (giovani? famiglie?) posso essere daccordo...ma questa...consentimi...è una discussione vecchia come il cucco...! Per quanto riguarda il centro storico, occorre riportare residenti...siano essi abitanti storici...che non vanno \"cacciati\", siano giovani coppie, che vanno aiutate con una vera progettualità (ragioniamo sul come), sia chi può permettersi di investire (non ho pregiudizi ideologici sulla ricchezza in sè...ma sulla disonestà e sullo sfruttamento del lavoro degli altri che ti fanno diventar ricco!). Sulla viabilità, sei un\'osservatrice attenta, avrai notato che non sono mai intervenuto sulla complanare. (ma la mia è una posizione personale). Credo che ci sia un errore di fondo, che probabilmente è culturale: non si può più perseguire lo sviluppo del trasporto automobilistico privato su gomma...(ma questa è una discussione complessa...che possiamo rimandare), ma puntare decisamente sul trasporto pubblico (per il futuro non c\'è alternativa). Non mi piace l\'idea di una città chic, ma mi piace l\'idea di una città elegante, pulita, ordinata...attenta anche alle piccole cose e ai piccoli problemi (in un paese del nord governato dalla lega c\'è un assessorato dedicato alle &#8220;piccole cose&#8221;...mi piace l\'idea). Sono contrario alla costruzione di nuovi mini appartamenti...anzi credo che occorra un nuovo strumento urbanistico (possibilmente largamente partecipato) che ridisegni in modo serio la città del futuro. La partecipazione della CNA all\'ex enel, è stata decisa tanto tempo fa...è molto piccola...ed ha senso nella misura che faccia lavorare le imprese artigiane (l\'artigiano non specula...informati!!! paga la terra dove costruisce con permute che raggiungono anche il 40%...il problema vero è la rendita fondiaria...) Sulla convenzione con le ferrovie...è vero...avremmo dovuto tutti approfondirla un po&#8217; di più... chi sa che non si faccia ancora in tempo? La contrattazione e la mediazione è propria dell\'attività sindacale...non vorrai mettere in discussione anche questo??? E\' vero che spesso il punto dolens è chi rappresenta le categorie. Ma non è il nostro caso...o per lo meno per la CNA di Senigallia. Quando vuoi...se ti va...vieni con me a parlare con i nostri associati per ascoltare quello che pensano. Non ho mai messo pezze all\'Amministrazione...su nulla...ma abbiamo sempre discusso...su tutto..credimi. In modo serio e mai polemico. La CNA non è un partito, non ha come obiettivo la strumentalizzazione politica, la propaganda, e non si presenta alle elezioni. Deve render conto di ciò che fa ai propri soci. Spero di aver risposto a gran parte delle domande che mi hai posto. Un caro saluto e accidenti a te!!! mi hai fatto fare tardi.<br />
<br />
Ciao. Marzio Sorrentino

Commento modificato il 08 luglio 2009

Caro Marzio, \"Impresa estesa\"? Che vuol dire? \"Relazioni di rete\"? E allora, che succede agli artigiani? Perché ogni volta che non sapete definire ciò che osservate inventate nuove terminologie che dal punto di vista della teoria economica non hanno alcun senso e che, dunque,non sapete come trattare per fare previsioni? <br />
<br />
La mia analisi è stantia? Certamente. E deve esserlo, perché l\'economia non è giornalismo né slogan politico o di categoria. E\' scienza. La teoria economica è nata alla fine del\'700, più stantia di così... Però, guarda un po\', ancora valgono molte delle cose che sono state scritte: per esempio, i \"vantaggi comparati\" che ci dicono come, perché e per dove le imprese delocalizzano: non sarebbe male prevederlo, non ti sembra? Io l\'ho fatto. Voi che coniate un giorno sì e un altro pure nuovi termini di fantasia (emblematica la \"internazionalizzazione attiva\" di Spacca. Emblematica e ridicola) ne siete capaci? Non credo.<br />
<br />
Il fatto è che nessuno ha voglia di leggerle e magari studiarle, quelle teorie. Non vuole ascoltare né studiarle e non vuole neppure prendere atto che ognuno a questo mondo fa il suo mestiere, economisti compresi. Si preferisce procedere a spanne, a \"occhio e croce\". Se si studiasse, ci si accorgerebbe che le spiegazioni ci sono tutte e con loro le previsioni. Previsioni che tu, ma non solo tu, non sai fare. Anche se - non solo tu - sei convinto del contrario. \"Impresa estesa\"? O, dio mio...! <br />
<br />
P.S. Sono polemica? Sì, sono polemica. Aver toccato con mano il pressappochismo e l\'incompetenza della politica, intesa in senso ampio, e pensando a tutte le occasioni che le Marche e l\'Italia hanno perso per questo, mi rende furiosa. Nuove generazioni, cassaintegrati, artigiani falliti, eccetera eccetera la stanno scontando un po\' troppo duramente...

Commento modificato il 08 luglio 2009

Un\'altra precisazione, Marzio. Per continuare a difendere il vostro indifendibile punto di vista, mi avete sempre accusato di essere \"contro\" le piccole imprese. Niente di più falso, però rende evidente la strumentalizzazione, vostra, e il pregiudizio, sempre vostro (delle associazioni artigiane, intendo). Studiare il funzionamento del sistema produttivo significa dare una collocazione a ciascun attore di quel sistema. Grande o piccolo. Significa studiare e individuare, come io, ma non solo io, ho fatto, gli anelli forti e quelli deboli del sistema. Significa prevenire e difendere, non aspettando quando i buoi sono scappati. E i punti forti e deboli non dipendono dalle dimensioni d\'impresa, ovviamente (ovviamente per me, non per te). Significa, lo ripeto fino allo sfinimento, <i>prevedere</i>. E quando le previsioni si confermano tutte, e osservo lo sfrecello frutto dell\'ignoranza di chi il sistema produttivo avrebbe dovuto promuoverlo e proteggerlo, bé... come si fa a non incavolarsi? Come si fa a non denunciare l\'incompetenza suicida? <br />
<br />
Mi vuoi per un confronto? Volentieri. Poi, spero che le associazioni artigiane perdano tutti gli iscritti... Perché è questo che si meritano.

Marzio Sorrentino

Per quanto riguarda il concetto di impresa estesa, ti invito a leggere (rintracciarne la bibliografia sul web è semplice così come molti suoi interventi...)Enzo Rullani (Presidente del centro Tedis della Venice International University di Venezia, in cui svolge attività di insegnamento e di ricerca sull’economia della conoscenza, sull’evoluzione dei distretti, sulle nuove tecnologie nei settori emergenti.) magari un po\' di queste letture servono ad ampliare gli orizzonti...<br />
L\'economia come scienza? siamo daccordo. Qualcuno lo mette in dubbio? <br />
Per quanto riguarda i classici...beh dai...non vorrei che già ti collocassi fra i classici!!! Ti auguro ancora una lunga carriera accademica. <br />
Dici che tu hai \"fatto delle previsioni\"? Ma fra chi ti collochi fra i moderni \"nostradamus\" o fra le moderne \"cassandre\"? Si fanno analisi...non previsioni. L\'unico economista moderno a cui do\' atto di aver previsto qualcosa è l\'economista americano Paul Krugman, che già alla fine degli anni \'90 aveva intravisto tutti gli elementi e le cause della crisi attuale. (guarda un po\' che dopo gli hanno dato il nobel!)Per il resto...lasciamo perdere. <br />
La teoria dei vantaggi comparati di Ricardo...beh! ma tu vuoi proprio incollarmi sulla sedia questa sera!!! <br />
In ultimo, ti invito a leggere di Richard Sennett, \"L\'uomo Artigiano\" uscito in Italia a novembre (Feltinelli). Lo conosci...? E\'un sociologo di fama internazionale...insegna alla New York University e alla London School of economics...un libro contro la \"mediocrità\" e contro il \"basta che sia fatto\". Vedi..in fondo forse su qualcosa siamo daccordo!!! ciao e \'notte.

1) Rullani è il principale responsabile di tutte le sciocchezze che si sentono dire in giro. Si arrampica sugli specchi in cui per anni si è arrampicato Becattini (non Fuà, lui aveva capito come stavano le cose). Sciocchezze, appunto, sulle quali gli amministratori si sono buttati a pesce perché congeniali alle loro insane politiche. Un po\' come è successo negli Usa con i \"consiglieri del principe\" che hanno portato al tracollo. Ti consiglio di cambiare \"filone\". Di corsa, se non vuoi perdere iscritti... (purtroppo, pure il mio amico Favaretto, vostro consulente da sempre, è caduto nella trappola);<br />
2) No. Il compito dell\'economia è di fare previsioni (economia normativa). Non sempre ci si azzecca, ma gli economisti servono a quello. Se no, sono aziendalisti, sociologi o, appunto, sono Rullani;<br />
3) I sociologi? Ce ne sono di eccellenti. Sennett, certamente. Tra i nostri, Gallino. Il vecchio: \"La fine dell\'Italia industriale\" e il nuovo: \"L\'impresa irresponsabile\" sono da leggere. <br />
Ciao,