Landi: Sacelit, futuro grigio senza prospettive

sacelit italcementi 4' di lettura Senigallia 06/07/2009 - I trionfalismi, da parte dell’amministrazione, che stanno accompagnando il piano del porto e dell’area Sacelit appaiono esagerati e fuori luogo.

Un progetto imposto, che volutamente sfugge al confronto con le alternative e che non è partecipato con la città, infrange i criteri della nuova urbanistica, risulta di fatto disarticolato, senza capacità di promuovere uno sviluppo turistico-economico e una valenza e una qualità ambientale per la città del domani, che per secoli sarà condannata a subire le conseguenze negative delle scelte approssimative di oggi.

La lottizzazione della Sacelit, potrà anche apparire gradevole a prima vista, ma è avulsa ed estranea alla città, con la quale non condivide nulla e per questo avrebbe potuto essere indistintamente collocata in qualsiasi altro sito, alle Saline come alla Cesanella.

I limiti delle proposte appaiono impietosi sulla tavola più importante, che compare solo il giorno prima della votazione sul porto, a supporto di un emendamento. In essa, per la prima volta, sono rappresentate insieme e composte, tra via Zanella e la Penna, tutte le scelte di viabilità (ovviamente scoordinate) derivanti dai vari strumenti urbanistici attivi su quella porzione di territorio, con l’esclusione del solo piano d’area approvato nel 2005 e precisamente. P.R.G., variante di costa, piano del centro storico, piano del porto e piano d’attuazione dell’area Sacelit, somiglianti più ad una sommatoria casuale di numeri estratti al lotto, che a un progetto organico. L’unica positività che emerge, viene dalla riscoperta di un dimenticato cerchietto, con cui la variante di costa identifica una rotatoria su via Zanella, necessità che ho riproposto all’attenzione, non troppo tempo fa come opportunità di interazione, contestuale e sinergica al recupero delle case popolari di Villa Aosta. Per il resto vengono riesumate solo previsioni assurde come l’inutile strada che dalla chiesa della Pace porta, attraverso il limite del perimetro dello scalo merci da dismettere, al nuovo sottopasso da riadeguare su via Panzini o la nuova rotatoria a punta della Penna inadatta agli sterzi di tutti i veicoli oggi in circolazione, pratico esempio di come anche luminari del calibro di Cervellati possano produrre talvolta elementi progettuali di infimo livello.

Le ciliegine sulla torta sono comunque rappresentate, dalle situazioni ormai note, dell’accesso alla statale attraverso i sottopassi dell’Ex Alfa Romeo e del nuovo collegamento a ridosso del ponte della ferrovia con sbocco su via Corridoni.

Eppure un’altra pesante emergenza incombe sulla città futura, quale conseguenza di un’assenza di pianificazione e di una mancata visione strategica d’insieme; è la sensazione di compressione e di asfissia, che si percepirà ovunque, a partire dal porto, con gli spazi a terra sempre più esigui, rubati dall’acqua, per un forzato ampliamento della darsena maggiore, sul navalmeccanico, per seguire sull’area Sacelit, dove per un consistente tratto, risulteranno affiancate, ferrovia compresa, ben 4 strutture parallele di mobilità a doppio senso, brutte a vedersi e che sottrarranno ulteriore vitale e prezioso terreno agli spazi pubblici, dove anche quelli già destinati a piazza e a verde, risulteranno occlusi, con accessi inadeguati, fuori dai percorsi delle passeggiate e con una conseguente prevedibile forte limitazione alla fruibilità, infine la congestione da traffico, prodotta dal previsto accesso al porto, sarà particolarmente sofferta dal centro, che dovrà farsi carico anche di una portata aggiuntiva su un tratto già critico di per se, con fulcro del disagio sulla nuova rotatoria, che verrà propagato per un raggio troppo esteso.

Si soffoca incredibilmente la città quando quest’ultima possiede invece potenzialità straordinarie che aspettano solo di essere colte. E’ il tentativo improbo che disperatamente sto cercando di trasmettere alla città. dobbiamo tentare fino all’ultimo di costruire la città bella e dell’eccellenza, piuttosto che la città banale.
Non si può ora dare un accelerazione improvvisa ai procedimenti dopo aver dormito per quasi un decennio su questioni in proporzione insulse, sugli indici di edificabilità e sulle loro percentuali, trascurando totalmente il rapporto di coordinamento e di interazione tra le parti di città, non è accettabile che quest’ultima sia costretta ad adeguarsi ad un piano di lottizzazione, quando universalmente si procede nella direzione opposta.

E’ auspicabile che la Regione risponda positivamente all’interpellanza del consigliere Brandoni , sostenuta dai consiglieri comunali di Senigallia Mancini e Bachiocchi per diffidare l’amministrazione di Senigallia a licenziare il piano di lottizzazione prima che sia completato l’iter del porto.

Nelle illustrazioni che seguono voglio riproporre ancora una volta un’alternativa qualificante che meglio di qualsiasi parola riesce a illustrare una diversa ipotesi di città più vivibile, un’alternativa più funzionale, economica e meno impattante per l’accesso al porto e un’ipotetico schema di ponte monumentale, carrabile, pedonale e ciclabile, da adattare ad un unico lungomare che realizza la sua continuità sull’asse Vela - Uliassi







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2009 alle 16:28 sul giornale del 06 luglio 2009 - 4847 letture

In questo articolo si parla di attualità, sacelit, Paolo Landi, paolo portoghesi





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