Gambelli su Rione Porto: l\'integrazione che nasce dall\'incontro è la soluzione

udc udc contro la complanare gambelli 2' di lettura Senigallia 28/06/2009 - \"Si parla tanto di integrazione fra le varie etnie che formano le nostre città, ma nel quartiere del Porto esiste, isolata, una comunità di immigrati nettamente separata dal resto della popolazione, e il desiderio di non avere contatti appare reciproco, da entrambe le parti\".

Basta entrare nei loro negozi, da via Carducci in giù, per vedere il radicamento di comportamenti, frequentazioni e storie che meriterebbero essere conosciute, eppure sono evitate. Le contaminazioni tra i senigalliesi e la comunità degli immigrati potrebbero far crescere le due comunità, con occasioni di incontro, opportunità per conoscere le regole che ciascuno pretende di veder rispettate, ed arrivare all\'integrazione sociale come un percorso naturale. Invece certa parte dei nostri amministratori pensa di \"salvare\" il salotto buono della città, che è vicino agli appartamenti di lusso che saranno costruiti nella zona del porto, mandando gli extracomunitari nelle case popolari da costruire nella periferia delle periferie e delle marginalizzazioni alla Cesanella.



Allontanando gli immigrati forse venderanno più appartamenti, ma fomenteranno la diffidenza di tutti, quelli che pensano che le case popolari debbano essere riservate ai cittadini; quelli che pensano che gli italiani siano nemici dell\'Islam. Non sanno che le feste multietniche sono le più belle e che adesso via Carducci è bella così come è. Avvicinatevi al mondo separato del rione porto, e capirete che le barriere frapposte dal nostro modo di pensare sono dannose. Frequentate i loro negozi,e se avete occasione parlate dei loro problemi, delle loro regole sociali e delle nostre. Dobbiamo conoscere, capire ed aiutare chi desidera integrarsi nella nostra comunità, pagare le tasse, avere una casa e una famiglia qui.



Il distacco crea pregiudizio e favorisce la violazione delle regole, nostre ed altrui, della civile convivenza. Premesso che la soglia dei controlli non dovrebbe essere ridotta né in questo Rione né ovunque sul territorio comunale, poiché i fenomeni di violenza o di criminalità non hanno etichetta di etnia o di classe e andrebbero comunque combattuti ed ostacolati, a garanzia delle stesse famiglie, straniere e non che vi abitano. Spesso ci lamentiamo, del fatto che non pagano le tasse, che percepiscono sostegni sociali preclusi a noi italiani,ma restando distaccati da loro potremo aspettarci ben poco dal futuro. L\'integrazione che nasce dall\'incontro è la soluzione. Perchè anche gli immigrati sentano dalla nostra voce il dovere di rispettare le nostre regole, e noi le loro, dalla loro voce.


da Giuseppe Gambelli
segretario Udc Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2009 alle 16:21 sul giornale del 29 giugno 2009 - 3366 letture

In questo articolo si parla di udc, politica, giuseppe gambelli, senigallia


noi dovremmo rispettare le loro regole?<br />
io quando vado a casa d\'altri mi adeguo....<br />
lei no?

Gli italiani a casa d\'altri non si sono mai adeguati più di tanto, infatti siamo tra i più grandi esportatori di organizzazioni criminali nel mondo.<br />
La nostra storia va da Al Capone alla strage di Duisburg.<br />
Noi un tempo non troppo lontano eravamo esattamente come gli attuali immigrati e non è assolutamente vero un cacchio che arrivavamo a La Plata in Argentina o a Ellis Island col permesso di soggiorno.<br />
Siamo stati clandestini anche noi italiani e presi a zampate nel culo anche noi italiani.<br />
Basta col mito che noi siamo meglio degli altri.<br />
Detto questo le regole vanno rispettate, quelle dello stato italiano.<br />
Quando Peppe Gambelli però afferma che loro devono rispettare le nostre regole e noi le loro, penso che intenda più gli usi e le tradizioni (che non trasgrediscono le leggi) che non le leggi stesse.<br />
Certo che l\'immigrato che vive in Italia e ha un negozio alimentare, non può vendere con le regole igieniche del Marocco o del Bangladesh, ma deve sottostare alla normativa italiana.<br />
Riguardo agli usi e alle consuetiudini invece, vedo a volte grande insofferenza per il CHADOR da parte di molti italiani e qui non capisco il motivo di questa intolleranza, oppure c\'è malcontento per i gruppi di immigrati che si ritrovano nelle piazze o nei giardini a parlare, ma credo che anche questo sia abbastanza normale.<br />
Ci scandalizziamo se un gruppo di italiani si incontra in Piazza Roma e si mette a chiacchierare del più e del meno? Allo stesso modo dobbiamo tollerare tutti gli altri allora.....<br />
Detto questo ripeto UGUALI REGOLE E UGUALI DIRITTI, fermo restando però che si debbono castigare i furbi, coloro che le regole le trasgrediscono sistematicamente perchè qui non hanno nulla da perdere, mentre magari in Marocco hanno svariati appartamenti intestati, e per questo in Italia non pagano alcun tipo di tassa o di contravvenzione. Conosco decine di casi come questi per aver trattato il tema dell\'abusivismo commerciale...Anche qui si trovi una soluzione per non fomentare malcontento e conflitti razziali...<br />

Anonimo

Commento sconsigliato, leggilo comunque

premesso che per spiegare lo stesso concetto hai scritto un mezzo poema......<br />
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mi sembra che in sostanza siamo d\'accordo

I veri problemi che ebbero gli italiani emigrati, fu proprio grazie al comportamento criminoso di una parte di loro: se c\'era chi si rompeva il culo 12 ore in miniera, c\'era anche chi campava di espedienti non proprio legali.<br />
Combattere l\'immigrazione clandestina e l\'illegalità, serve proprio a rinfrancare quanti si comportano bene e lavorano onestamente.<br />
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Tutta la demagogia legata agli emigrati italiani, non serve: sicuramente molti di voi li avranno avuti proprio in famiglia e vi assicuro che non era così semplice arrivare negli Stati Uniti in nave, da clandestini... Qundi, fare di un\'erba un fascio, mi sembra eccessivo.<br />
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p.s. vado spesso nei loro negozi e prendere spezie ed altri intrugli per cucinare. Capita spesso che i loro articoli subiscano degli aumenti di prezzo, proprio in concomitanza dell\'arrivo dell\'uomo bianco. Di solito inscenano la scenetta del titolare che urla e strapazza l\'inserviente - con scapaccione in testa - per poi informarmi dell\'aumento e dell\'errore nell\'etichetta del prezzo... mah... se vogliono integrarsi, non mi sembra che fregando il muso pallido si vada lontano...

. Invece certa parte dei nostri amministratori pensa di \"salvare\" il salotto buono della città, che è vicino agli appartamenti di lusso che saranno costruiti nella zona del porto, mandando gli extracomunitari nelle case popolari da costruire nella periferia delle periferie e delle marginalizzazioni alla Cesanella.<br />
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Dovete scrivere anche i nomi di questi signori, bella soluzione davvero, perchè non facciamo uan buca e li mettiamo sotto terra cosi nessuno li vede? certo che bisogna capirli con il business che stanno preparando nella zona porto mi sembra logico. Quello che mi stupisce veramente di questa città è l\'ipocrisia, sono tutti di sinistra e a sentirli parlare tutti solidali ma non ho mai visto una villa di un signorotto Senigalliese vicino alla casa di un\'immigrato, anche la Giunta Comunale mi sembra più interessata al business e alla tutela dei ricchi più che ai bisogni dei cittadini di serie B. E\' ora di aprire gli occhi e smetterla di votare qualcuno solo perchè sventola la bandiera rossa, vi stanno prendendo per il C*** da anni!!!

Non è demagogia, è verità......mio padre era emigrante, regolare, e lo trattavano a pesci in faccia perchè era italiano...<br />
Riguardo ai loro articoli con variazione di prezzo, il coglione sei tu che continui ad andare in quei negozi....