La Angeloni sul caso affissioni Pd: non c\'è alcun reato

luana angeloni 2' di lettura Senigallia 13/06/2009 - Il sindaco Luana Angeloni risponde in forma scritta all\'interrogazione in merito al caso delle affissioni improprie di volantini elettorali del Pd.


Come risulta anche dagli atti e dalle relazioni ufficiali conservate agli atti dell’ufficio e trasmesse ai Consiglieri richiedenti, il comportamento degli uffici comunali preposti in occasione della vicenda alla quale si riferisce l’interrogazione in oggetto è stata caratterizzata da assoluta trasparenza e tempestività nel fornire le risposte.


I fatti sono i seguenti: il giorno 5 giugno l’Ufficio Polizia Municipale riceveva una comunicazione telefonica da parte del Consigliere Comunale Roberto Paradisi che lamentava la presenza di manifesti elettorali in due bacheche informative del Partito Democratico, richiedendo l’attivazione del controllo ed annunciando l’invio di una comunicazione scritta in tal senso che perveniva poco dopo.


Allo scopo di evitare ritardi nell’eventuale accertamento di violazioni, l’ufficio decideva di far rientrare in ufficio l’agente al momento impegnato in un servizio esterno per prendere la macchina fotografica e raggiungere senza indugio i luoghi segnalati documentando la situazione. L’Agente di Polizia Municipale inviato, una volta raggiunti i luoghi indicati, non rilevava però la presenza dei manifesti segnalati come risulta dalla documentazione fotografica allegata. Un quotidiano locale ha pubblicato il 6 giugno un articolo riguardante l’esposto presentato dal Consigliere Paradisi sulla presunta violazione delle affissioni elettorali. Lo stesso giorno, come accade sempre in questi casi, l’Ufficio Stampa del Comune, sulla base della segnalazione dei servizi coinvolti, provvedeva a trasmettere alla redazione del quotidiano un articolo per spiegare come sono andate realmente le cose.


Per quanto riguarda la qualificazione giuridica della violazione della normativa in materia di affissioni elettorali, si ribadisce come non si possa parlare di reato dal momento che in caso di violazione di una delle disposizioni degli artt. 6, 8 e 9 della Legge fondamentale in materia, la n. 212/1956, la vigente normativa prevede l’applicazione al posto delle sanzioni penali di una sanzione amministrativa pecuniaria. Tutto il procedimento si è svolto quindi all’insegna della massima tempestività e certezza giuridico-amministrativa ed è piuttosto grave che attraverso l’interrogazione in oggetto si insinuino, per soli scopi di strumentalizzazione politica, dubbi sull’operato di dipendenti ed uffici comunali che lavorano invece con impegno e dedizione al servizio dei cittadini.


da Luana Angeloni
Ex sindaco di Senigallia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2009 alle 15:03 sul giornale del 13 giugno 2009 - 3576 letture

In questo articolo si parla di luana angeloni, attualità


Ah no! Qui si sbaglia Sindaco, i dipendenti comunali sono dei fannulloni!<br />
Fortunatamente le carenze dei dipendenti e degli uffici sono compensate dalle ronde dei solerti consiglieri di opposizione.<br />
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Alberto Bartozzi

ma quel funzionario di polizia municipale ha preso una tartaruga per recarsi a fare il sopralluogo?<br />
quei cartelloni secondo quanto accertato dalla polizia municipale non sono mai esistiti?<br />
e se non sono mai esistiti, non esiste neanche la sanzione amministrativa pecuniaria?<br />

In effetti il comunicato (che il sindaco non ha evidentemente scritto da sè ma con l\'ausilio di qualche avvocato direi), non ha detto una cosa fondamentale: quei manifesti c\'erano o no?<br />
Siccome c\'erano, basterebbe dire: ci scusiamo per l\'errore.<br />
Tanta supponenza e basta; Alberto tu continua a fare lo spiritoso, ormai vi rimane solo quello a voi del Pd visto quello che combinate.<br />
Mi spiace per te, ma ti sei messo su di una strada pericolosa, di persone dalle quali faresti bene ad allontanarti; a meno che a te quello schifo non piaccia (e allora viva il potere radicato, le clientele e tutto il resto).

Commento modificato il 13 giugno 2009

Gabriel, non ti scandalizzare. Quella del nostro giovane Alberto si chiama \"piaggeria\". Nei partiti di vecchio pelo si insegna fin da piccoli. Essere incensati ad ogni costo, e nonostante tutto, dai sottoposti è la libidine del debole. Chi ha le palle del suo non ne ha bisogno e, anzi, la piaggeria la rifiuta. <br />
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Il nostro giovane Alberto dimostra poi un\'altra cosa: non basta il ricambio generazionale per cambiare il modo di essere di un partito. La vecchia nomenklatura sa difendersi comunque. O con l\'intruppamento precoce (il nostro Bartozzi; Lodolini; Giannini; Ricci, eccetera) o con i \"premi\", quando proprio non ci sono alternative. Mi riferisco al fenomeno Serracchini, intelligente e brava contestatrice della classe dirigente attuale, che è stata spedita addirittura in Europa, pur di toglierla dai piedi... <br />
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Ciao, buona domenica.

Vi rimando ai commenti di Maddechè all\'intervento di schiavoni, che condivido in pieno. <br />
Non l\'intervento di Schiavona ma di Maddechè

Negare un fatto cos\' evidente e nascondersi dietro la giungla dei regolamenti è veramente penoso...