Alla stazione una rotatoria che non c\'entra niente

7' di lettura Senigallia 04/06/2009 - Presentata come il definitivo rilancio della Città, la riqualificazione dell\'area Sacelit Italcementi per il momento rischia soltanto di far chiudere due valide attività del Centro Storico, di lasciare senza lavoro trenta persone e di eliminare cinquanta posti auto in centro.

Tutto questo se sarà realizzata la rotatoria di fronte alla stazione, un\'opera che non serve a nessuno, se non a coprire le mancanze dei progettisti. Un\'area residenziale di cinque ettari, con hotel a 5 cinque stelle, centottanta appartamenti, un centro civico, una piazza ovale di 3000 mq e cinquecento parcheggi. I numeri dell\'area Sacelit Italcementi (d\'ora in poi la chiamerò La Fortezza) sono impressionanti e lo sono anche i prezzi al mq degli appartamenti. Il progetto e le sue simulazioni grafiche sono straconosciute, meno conosciuto è l\'impatto del progetto sulla Città. Nascosta nel progetto vi è una piccola opera, la rotatoria di fronte alla stazione, destinata a risolvere i problemi di viabilità della Fortezza.


Un intervento urbanistico all\'avanguardia, destinato a cambiare le sorti della Città, deve scaricare i suoi problemi di traffico sul Centro Storico, sulla Città consolidata e sulle attività che ci vivono e lavorano. Di fronte alla stazione c\'è l\'unico supermercato rimasto a servizio del Centro Storico, un Punto SMA con nove dipendenti, e la pescheria gastronomia con laboratorio della Cooperativa Sena Gallica, dieci soci e nove dipendenti. Queste due attività saranno costrette alla chiusura se il progetto della rotatoria dovesse passare, perchè non potrebbero più esercitare con il traffico automobilistico a pochi metri dagli esercizi, il taglio di quasi tutti i parcheggi e l\'impossibilità di accogliere i camion dei fornitori. In assoluto quella rotatoria non serve a nessuno. A nessuno che risieda o lavori dalle parti della stazione o del Centro Storico. Non serve alla Città, quel tratto di strada è normalmente trafficato, ma non vi sono intersezioni tali da giustificare una rotatoria. Quella rotatoria serve a consentire l\'ingresso e l\'uscita dei veicoli provenienti da Nord e diretti alla Fortezza, un\'area che si trova a ben 400 metri di distanza dalla stazione, che saranno percorsi ogni giorno da centinaia di veicoli in più, andando ad incrementare il traffico e l\'inquinamento del Centro Storico.


Il maxi - sottopassaggio di ingresso alla Fortezza non è in grado di accogliere il traffico proveniente da Nord: questo problema avrebbe dovuto stimolare la creatività e la professionalità dei \"progettisti di fama mondiale\" che hanno lavorato al progetto della Fortezza. E invece nulla da fare, è stata proposta la soluzione più economica e rapida (per i costruttori): far passare il traffico diretto alla Fortezza dentro la Città, che diventa una specie di supporto logistico, un utensile da scasso per un\'area di espansione edilizia. Ciò che è consolidato vissuto ed apprezzato, che produce ricchezza, servizi e posti di lavoro, deve sacrificarsi e supportare ciò che ancora deve dimostrare il suo valore e le sue qualità. La politica per tutto ciò fornisce le giustificazioni: per l\'Amministrazione Comunale la soluzione della rotatoria alla stazione è \"l\'unica soluzione per risolvere il problema delle pendenze e degli ingombri di quel sottopassaggio\". Una rinuncia completa al suo ruolo di indirizzo, stimolo e governo della Città esistente, una delega completa a blasonati progettisti, con le loro affascinanti planimetrie e simulazioni grafiche, il cui unico interesse è quello di realizzare il \"loro\" progetto.


Anche l\'Opposizione potrebbe fare la sua parte: dopo aver strepitato per settimane sulla chiusura della lavanderia di piazza Manni, vedremo se sarà capace di interessarsi alla chiusura delle due attività alla stazione, con la perdita di trenta posti di lavoro. Hanno avuto tutto il tempo per farlo, la rotatoria della stazione è prevista nel progetto da oltre sei mesi. Da nessuno di questi due attori (Maggioranza ed Opposizione) vi è mai stato alcun interesse per le soluzioni prospettate dall\'Ing. Paolo Landi, che, scremate dall\'eccessiva audacia di qualche proposta, costituiscono un patrimonio di idee che trova ospitalità solo fra le pagine della stampa online, ma non finisce sui tavoli che contano. Il problema di Landi è solo politico: comunque lo guardi si trova sempre dalla parte sbagliata. Superato questo limite, tipico della nostra piccola realtà, le sue idee avranno il giusto riconoscimento. Nei giorni scorsi siamo andati a trovare gli esercenti della stazione, per raccogliere le loro impressioni, per fargli vedere il progetto e le prospettive per la loro attività, e ancora una volta abbiamo avuto la misura di quanto la politica sia distante dai cittadini, da quelli che lavorano e basta, senza pretendere favori o prebende.


Simona Benenchia, la direttrice del supermercato, ha saputo del progetto della rotatoria da una cliente, \"la signora Luisa\", che ha fatto le veci dell\'Amministrazione. \"Io sono solo una dipendente del Gruppo SMA Rinascente, ma è chiaro che questa rotatoria per noi rappresenta la chiusura del supermercato dopo ventinove anni di attività. In una città dove la concorrenza è fortissima abbiamo il nostro bacino d\'utenza nei residenti del Centro Storico, siamo al servizio di questa zona e un riposizionamento dell\'attività è impossibile. Si chiude. Fra l\'altro la proprietà dei locali e il Gruppo SMA sono ancora all\'oscuro del progetto, dato che non sono mai state fatte comunicazioni ufficiali\". Più articolata la posizione della Cooperativa Sena Gallica, che ha la pescheria a fianco del supermercato e un laboratorio di lavorazione del pesce nei locali dove si svolgeva l\'asta del pescato. A parlare è Matteo Montanari, presidente della Cooperativa: \"In questa sede lavoriamo e vendiamo il pesce, da un paio d\'anni abbiamo avviato un\'attività di ristorazione e gastronomia con dei tavoli all\'esterno, un\'attività di buon successo, ma con la realizzazione della rotatoria saremo costretti a chiudere pescheria, gastronomia e laboratorio, non avremo più gli spazi per i tavoli e per i camion dei fornitori. Della rotatoria abbiamo saputo per sentito dire, ma nessuno si è premurato di farci sapere quale potrebbe essere il destino della nostra attività\". Un\'attività ben avviata quella di Sena Gallica: tratta solo pesce presco e fornisce l\'80% dei ristoratori senigalliesi, Uliassi compreso, un marchio di qualità.


Nel laboratorio viene lavorato il cocciolame proveniente dagli allevamenti di molluschi al largo, in un tratto di mare particolarmente adatto a questa attività. La Cooperativa ha dieci soci e nove dipendenti, età media 35 anni, ha iniziato la sua attività nel 1999, con grandi difficoltà a reperire i finanziamenti, a causa di un sistema bancario che crede solo nell\'edilizia. Nel 2003 la Cooperativa ha acquisito i fatiscenti locali dell\'asta del pesce, che sono stati ristrutturati, mantenendone l\'aspetto originale, e riutilizzati come laboratorio per la lavorazione dei molluschi. Un\'altra struttura della Cooperativa, che si trova nel porto, sarà demolita per consentire il passaggio del ponte pedonale di Portoghesi, che collegherà i due lungomari. La Cooperativa ha ricevuto ampie rassicurazioni sul fatto che quella sua struttura sarà ricostruita altrove, ma al momento l\'unica certezza è che quella esistente sarà demolita. Così come l\'unica certezza rimasta, se la rotatoria della stazione sarà realizzata, è quella che due attività della Città chiuderanno i battenti e il Centro Storico perderà altre due possibilità per fermare il suo inarrestabile declino. La Città può chiedere di più a dei \"progettisti di fama mondiale\".










Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2009 alle 14:35 sul giornale del 04 giugno 2009 - 8666 letture

In questo articolo si parla di attualità, la piaga di velluto, paolo rincolavati, rotatoria alla stazione





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