Salviamo un monumento della memoria regionale: l\'ex colonia Enel

unes 4' di lettura Senigallia 29/04/2009 - Lettera aperta di Ettore Baldetti al sindaco di Senigallia Luana Angeloni riguardo l’ex colonia ENEL.

Preg.mo Sindaco del Comune di Senigallia, in qualità di ex assessore alla cultura e vicepresidente della Consulta \"Città, territorio e ambiente\" del Comune di Senigallia nonché odierno insegnante e cultore di storia del territorio, avverto l\'obbligo di rivolgermi a Lei e ad altri responsabili di enti culturali ed organi di controllo e stampa per contribuire al salvataggio di un monumento della memoria marchigiana: l\'ex colonia ENEL.



Sorvolo sulle recenti pianificazioni con le quali l\'Amministrazione cittadina intende trasformare, nell\'immediato futuro, centro storico, litorale e viabilità periferica, che, se pur sostanzialmente meritorie per la finalità generale di fornire un volto meno degradato nonché più moderno ed efficiente a parti della città, sono fortemente opinabili. In effetti alle autorizzazioni o progettazioni di interventi edificatori invasivi, su piazze, parchi ed aree costiere, hanno fatto seguito bordate di critiche nelle testate giornalistiche, nelle quali si adombrerebbe anche un interesse speculativo, che sarebbe giuridicamente lecito ma eticamente e politicamente contestabile.



Non sembra infatti logicamente giustificabile che mentre si cancella un bocciodromo all\'aperto, sede di socializzazione e di evasione sportiva sul lungo-Misa, si programmino poi delle edificazioni su Piazza Simoncelli, derubricata e bocciata ma non definitivamente estromessa dal piano Cervellati, sul parco della Cesanella e da ultimo sul lungomare di Levante. Qui le progettate e pretestuose isole ecologiche ed attrezzature balneari fine-Ottocento sembrano più assimilabili a giardini metropolitani o estemporanee strutture museali, futuro oggetto di paziente ricerca topografica per… animaletti da duna e turisti da spiaggia, fra nuove costruzioni più o meno elevate che interrompono il caratteristico rettifilo stradale senigalliese.



Se però l\'edificato può essere sempre rimosso o abbattuto da future Amministrazioni, sia pure con dispendio di denaro pubblico, ciò che si distrugge muore per sempre: è questo il caso dell\'ex Colonia ENEL sul litorale orientale. Quella che ad una distratta o disinformata osservazione sembra una vecchia struttura inutilizzabile costituisce invece un tipico edificio dello stile architettonico razionalistico degli anni Trenta, proposto e valorizzato a Senigallia con altri noti esempi, in parte restaurati, quali la Rotonda, le colonie della \"Gioventù Italiana\", marina e urbana, la Scuola \'Pascoli\', il Politeama Rossini, lo Stadio, le Case Popolari, prodotti del genio e del lavoro del popolo italiano.



La colonia marina UNES, oltre a costituire un esempio delle prime esperienze elioterapiche di massa per l\'infanzia, come la limitrofa \"Gioventù Italiana\" sottoposta a tutela architettonica, fu altresì, durante la dominazione nazista e della Repubblica Sociale Italiana sede regionale di concentramento o raccolta -in tedesco \'lager\'- di deportati, soprattutto ebrei, in attesa di essere dirottati nei luoghi di sterminio; con l\'arrivo degli Anglo-americani, divenne poi Ospedale Militare Territoriale, prima di recuperare la sua iniziale funzione terapeutico-recettiva.



Un monumento della memoria tragica ed eroica, di umiliazione e rinascita, appartenente a tutta la popolazione marchigiana e non solo agli ebrei, che pure qui videro segregare loro noti personaggi quali il presidente della comunità di Gorizia e i componenti della famiglia Foà, come appare in uno studio di Gilberto Volpini di prossima pubblicazione. Al salvataggio di questa testimonianza storico-architettonica si dovrebbero impegnare i rappresentanti della cultura e della società civile, quanto meno... esplicitando il loro consenso alla imminente devastazione delle ruspe: ma nell\'attuale silenzio assordante e diffuso sembra che gli interessi politico-professionali sovrastino le motivazioni della ragione e del cuore.



L\'autocritica costituisce una virtù necessaria per muovere ed indirizzare un movimento socio-politico che si riconosca nei valori laici della Sinistra. Sarebbe quindi auspicabile che l\'Amministrazione comunale, nel prendere sinceramente atto di avere in un primo tempo ignorato le plusvalenze storiche dell\'edificio, solo di recente segnalate sulla stampa locale, esplorasse seriamente la possibilità di accedere a finanziamenti europei mirati, per la realizzazione di una sede museale o culturale della memoria sull\'Olocausto e la Guerra di Liberazione, utile anche a fini turistici, lasciando magari facoltà di costruire nel vasto cortile, oppure richiedesse un nuovo progetto di intervento che tutelasse almeno la struttura esterna, tramite adeguati risarcimenti per gli attuali proprietari.


Nella foto, l\'Ospedale Militare nell\'ex colonia ENEL (G.Pegoli, Senigallia...,I, p.266).








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2009 alle 15:50 sul giornale del 29 aprile 2009 - 7010 letture

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