Spiaggia: entro il 15 maggio l\'arenile consegnato agli operatori

maurizio mangialardi 2' di lettura Senigallia 05/04/2009 - Mentre i bagnini minacciato lo sciopero delle aperture degli stabilimenti balneari, il Comune è al lavoro per consegnare l’arenile agli operatori della spiaggia.

L’aumento dei canoni demaniali dal 100 al 300% annunciato dal Ministro Giulio Tremonti, che ha stralciato l’accordo siglato tra il suo sottosegretario Vittoria Michela Brambilla e i sindacati nazionali dei bagnini, ha mandato su tutte le furie i concessionari di spiaggia che sono sul piede di guerra. E se i bagnini stanno pensando di non aprire le strutture balneari in concomitanza delle prime belle giornate di sole, il Comune pensa comunque a concludere i lavori di pulizia e di rinascimento. L’arenile sarà “consegnato” ai gestori degli stabilimenti balneari per il posizionamento degli ombrelloni entro il 15 maggio. A rallentare di qualche settimana rispetto agli anni scorsi le procedure di pulizia sono state le forti mareggiate dei giorni scorsi.


“Oggettivamente i lavori sono andati un po’ a rilento a causa delle mareggiate –afferma l’assessore ai lavori pubblici Maurizio Mangialardi- per il ponte di Pasqua sull’arenile sarà comunque completata una prima pulizia mentre i lavori finali e i rinascimenti saranno completati entro il 15 maggio. Le associazioni di categoria sono consapevoli delle difficoltà che abbiamo incontrato per cause meteorologiche contro le quali nulla possiamo”. La pulizia e il rinascimento della spiaggia, appaltato alla ditta Franceschini per un importo di 500 mila euro all’anno, spetta per legge al Comune. Un onere che si intreccia proprio con la questione dei canoni demaniali per cui protestano i bagnini.


“Non entro nel merito delle rivendicazioni dei bagnini ma certamente dico che l’aumento dei canoni demaniali annunciato da Tremonti grava sulle spalle della collettività locale –aggiunge Mangialardi- l’incremento dei canoni dovrebbe essere un percorso condiviso anche con gli enti locali dal momento che nemmeno un centesimo viene versato nelle casse comunali che per contro sostengono spese considerevoli per la manutenzione della spiaggia”. Aumentare il prezzo delle concessioni avrebbe dunque un senso che i maggiori costi supportati dagli operatori di spiaggia venissero reinvestiti nella comunità. “Sarebbe logico parlare di aumento dei canoni, in una misura comunque notevolmente inferiore a quella annunciata da Tremonti, qualora poi ci fosse un ritorno diretto per il territorio –conclude Mangialardi- ora invece lo Stato trattiene tutti i proventi dei canoni mentre la custodia dei nostri 14 chilometri di spiaggia spetta al Comune”.






Questo è un articolo pubblicato il 05-04-2009 alle 23:55 sul giornale del 06 aprile 2009 - 1210 letture

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