Serra de\' Conti: le cause della crisi e come superarla (Oltre il capitalismo)

Partito Comunista dei Lavoratori 3' di lettura 05/04/2009 - La censura non ha dato notizia dell’iniziativa organizzata, in Sala Italia, mercoledì, 1 aprile, in cui è intervenuto il compagno Marco Ferrando, portavoce nazionale del nostro Partito.


Tra i presenti, in diversi, si sono scandalizzati che noi, i comunisti, si ritorni a parlare di nazionalizzazioni, senza indennizzo, nei confronti di banchieri e padroni che da sempre lucrano sulla nostra pelle, con prestiti al limite dello strozzinaggio e rapporti di lavoro sempre più precari e con retribuzioni di (da) fame.

La proposta che a dirigere la società, attraverso un’economia pianificata, (come, quanto, perché, per chi e che cosa produrre) e scelte politiche coraggiose e rispettose dell’ambiente, contrarie allo sperpero di pubblico denaro e contrarie all’accumulo di ricchezze e privilegi, ha fatto un certo scalpore anche tra quanti si professano moderati e di sinistra e (o) provengono dall’esperienza del comunismo italiano, non ultimo, Rifondazione Comunista, che ha deluso, tradendole, con la partecipazione a governi borghesi, le aspettative di tanta parte del popolo che fiducioso aveva creduto in una “sponda” alla quale attraccare, per fare rotta verso politiche di giustizia, libertà e democrazia.

Dopo lo “sporcarsi” le mani, del vecchio Pci, si sono “sporcati” le coscienze, gettando alle ortiche, inalienabili principi sui quali il comunismo può ancora trovare fondamento, laddove ci si impegni a lottare per una società di liberi ed eguali e… perché no? Per una società comunista.
C’è bisogno urgente di unire le forze in una battaglia che in altre nazioni d’Europa ed oltre, sta già sfociando in oceaniche manifestazioni di protesta che chiedono, a gran voce, di mandare a casa coloro che sono responsabili di questa crisi: banchieri e padroni.

Gridare allo scandalo di fronte a queste giuste rivendicazioni significa continuare a guardare (studiare ed analizzare) la storia, passata e presente, con l’ottica di chi vuole restare nella melma, nel pantano delle enormi contraddizioni, in cui, lo dopo la caduta del Muro di Berlino, politiche dissennate, legate agli interessi di una classe,(borghese-capitalistica) stanno distruggendo il Mondo, dilapidandone le risorse: materiali ed intellettuali.

Siamo fiduciosi che la ripresa di coscienza ,nel mondo del lavoro e dell’intellettualità illuminata, possa contribuire a condurre ad una svolta radicale, anche nel Bel Paese, l’Italia, sinora in mano a politici arraffoni, ruffiani dei padroni e delle loro appendici:le banche.
Noi, da sempre, abbiamo fatto una scelta, netta e chiara: vogliamo governare unificando le forze sane che non intendono compromettersi, con inciuci, più o meno mascherati.

Non siamo disponibili a contrattare i nostri principi. Democrazia non vuol (può) significare, mercanteggiamento di questo o di quello ma è, lo ripetiamo per l’ennesima volta: Partecipazione.

Se siete d’accordo con noi, per un futuro migliore ed un presente più dignitoso, per tutte e per tutti, vi invitiamo ad unire le forze, per una sinistra vera, che non tradisca.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2009 alle 01:15 sul giornale del 06 aprile 2009 - 1380 letture

In questo articolo si parla di politica, serra de' conti, Partito Comunista dei Lavoratori, Giorgio Bendelari