\'Romolo il Grande\' in scena al teatro La Fenice

teatro la fenice 3' di lettura Senigallia 24/03/2009 - “Romolo il Grande”, una commedia storica che non si attiene alla storia. In scena sabato 28 marzo al Teatro La Fenice di Senigallia, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini (nata a Senigallia) nel testo più comico, grottesco e pessimistico di Dürrenmatt, per la regia di Roberto Guicciardini.
 

“Romolo il Grande”, una commedia storica che non si attiene alla storia. In scena sabato 28 marzo al Teatro La Fenice di Senigallia, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini nel testo più comico, grottesco e pessimistico di Dürrenmatt, per la regia di Roberto Guicciardini. Inizio alle 21. Scritto nel 1949 e più volte rielaborato dall\'autore fino all\'edizione definitiva del 1964, “Romolo il Grande” ritrae la Roma del tardo impero alla vigilia della sua caduta. L’imperatore Romolo, non un ragazzino quattordicenne come nella cronaca, ma un uomo di mezza età, decide di dare una mano alla Storia smettendo i panni di imperatore e vestendo quelli di un allevatore di polli.



La storia gli attribuisce il compito di praticare l\'eutanasia a un Impero ormai agonizzante, perché intrinsecamente minato dalla corruzione morale e politica e perché reso inoffensivo dall\'incapacità di resistere alla vigoria fisica e mentale di orde barbariche per niente intimorita dal passato della gloriosa Caput Mundi. Disprezzato da tutti per la manifesta debolezza nel comando, la scelta di Romolo secondo Dürrenmatt è in realtà la massima espressione di un eroismo tragico. Romolo riconosce il carattere grottesco della realtà e decide di prendersi così una piccola soddisfazione, contrastando il senso di impotenza con ironia e autoironia. Il grottesco è “paradosso sensibile, la forma cioè di un’assenza di forma, il volto di un mondo senza volto, paradosso che non può più essere superato agendo e trasformando, come auspicava Brecht con la sua drammaturgia, ma può solo essere sofferto e sopportato” si legge in Questioni di Teatro a proposito di Dürrenmatt, come ricorda il regista.



“La maschera del pazzo è solo una simulazione – spiega il regista Guicciardini - e serve a esprimere il suo rifiuto; Romolo vuole il declino del mondo nel quale vive perché non crede più negli ideali di tale mondo e non vede che il loro rovescio e i crimini con i quali essi vengono favoriti. Un mondo che era riuscito a sopravvivere basandosi sull’ideale di uno stato autoritario, facendo leva sull’oppressione e la violenza”. Situazioni comiche, gag da cabaret e amara satira si intrecciano verso un epilogo inaspettato. Abilissimi i due attori principali, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini, coppia rodata sulle scene e nella vita. Mariano Rigillo ha lavorato spesso accanto a Valeria Moriconi segnando gli anni del teatro in televisione e mostrando versatilità nell’affrontare generi diversi. Così Anna Teresa Rossini, affascinante interprete originaria proprio di Senigallia.



In scena anche Nicola D\'Eramo, Martino Duane, Luciano D\'Amico, Pietro Faiella, Norma Martelli, Liliana Massari, Francesco Cutrupi, Davide D\'Antonio, Francesco Frangipane, Antonio Fornari, Lorenzo Praticò, Alfredo Troiano. Musiche di Lino Patrono, scene e costumi di Lorenzo Ghiglia, progetto luci di Luigi Ascione. La Stagione di teatro, musica e danza 2008-09 di Senigallia, realizzata dal Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura), Amat, Ente Concerti di Pesaro (cartellone musicale a cura del Maestro Federico Mondelci), in collaborazione con Festival Adriatico Mediterraneo e For.Ma (servizi).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2009 alle 15:31 sul giornale del 24 marzo 2009 - 1193 letture

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