\'Romolo il Grande\' in scena al Teatro La Fenice

teatro la fenice 4' di lettura Senigallia 21/03/2009 - Come l’ultimo imperatore di Roma decise di allevare polli invece di salvare l’impero dalla decadenza. Grottesco, comico, pessimistico, “Romolo il Grande” di Dürrenmatt in scena al Teatro La Fenice di Senigallia, sabato 28 marzo alle 21. Regia di Roberto Guicciardini. Interpreti principali Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini (attrice nata a Senigallia).

Una “commedia storica che non si attiene alla storia”. Ovvero come un esimio pollicoltore, ultimo imperatore di Roma, contribuì saviamente ma con diletto, a far precipitare il glorioso impero della cui decadenza non sopportava più il fetore. In scena al Teatro La Fenice di Senigallia, sabato 28 marzo, “Romolo il Grande”, uno dei lavori teatrali di Friedrich Dürrenmatt più comici e insieme più pessimistici. L’allestimento proposto a Senigallia è diretto da Roberto Guicciardini.




I panni dell’imperatore sono indossati da un grande primo interprete, Mariano Rigillo, affiancato da Anna Teresa Rossini e dalla sua Compagnia. Allievo di Orazio Costa e Sergio Tofano, Rigillo è uno dei più versatili, apprezzati ed esperti attori sia nel repertorio classico, sia in quello moderno dagli anni Sessanta. Ha esperienza anche come regista e come interprete di teatro musicale e spettacoli televisivi di prosa. Tra le sue compagne di scena c’è stata spesso Valeria Moriconi. In questo allestimento, Rigillo è affiancato da Anna Teresa Rossini, attrice di carisma e esperienza, sua compagna anche nella vita e nata a Senigallia. Per lei dunque un ideale ritorno a casa, sul palco della sua città di origine. Dürrenmatt scrive “Romolo il Grande” nel 1949 e lo rielabora più volte prima di arrivare all\'edizione definitiva del 1964. Sorvola sul dato storico del Romolo Augustolo, ragazzino quattordicenne che subisce gli eventi, inconsapevole ed incolpevole e ritrae invece un vecchio imperatore alla testa del Tardo Impero Romano alla vigilia della sua caduta.




Un uomo che stanco di alimentare le manie di Roma caput mundi, decide di allevare galline e passare per pazzo, invece di occuparsi delle invasioni barbariche. Disprezzato e deriso da tutti, Romolo il Grande sembra un burattino, un debole. “In realtà – commenta il regista Guicciardini - la maschera del pazzo è solo una simulazione e serve ad esprimere il suo rifiuto; Romolo vuole il declino del mondo nel quale vive, perché non crede più negli ideali di tale mondo e non vede che il loro rovescio e i crimini con i quali essi vengono favoriti. Un mondo che era riuscito a sopravvivere basandosi sull’ideale di uno stato autoritario, facendo leva sull’oppressione e la violenza”. Romolo allora è “grande” perché è l’unico a rendersi conto di quanto la realtà sia grottesca e a decidere di giocare il suo ruolo in pieno, il ruolo di un clown. La sua figura ha una grandezza tragica.




“Per me il mondo se ne sta lì come un mostro, come un enigma rispetto al male che deve essere sopportato e dinanzi al quale però non può esservi capitolazione” fa dire l’autore Dürrenmatt al suo protagonista e “l’idea centrale della commedia, quella dell’eroe misconosciuto da tutti nella sua vera grandezza – osserva Guicciardini - viene esposta facendo uso di gags cabarettistiche e di esagerazioni grottesche, in un linguaggio insieme espressivo e di grande effetto”. Situazioni comiche e satira amara si incrociano allora verso un epilogo inaspettato. Prodotto da Doppiaeffe, Compagnia di Prosa di Mariano Rigillo, “Romolo il Grande” è stato tradotto da Aloisio Rendi.




In scena Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e con Nicola D\'Eramo, Martino Duane, Luciano D\'Amico, Pietro Faiella, Norma Martelli, Liliana Massari, Francesco Cutrupi, Davide D\'Antonio, Francesco Frangipane, Antonio Fornari, Lorenzo Praticò, Alfredo Troiano. Musiche di Lino Patrono, scene e costumi di Lorenzo Ghiglia, progetto luci di Luigi Ascione. La Stagione di teatro, musica e danza 2008-09 di Senigallia, realizzata dal Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura), Amat, Ente Concerti di Pesaro (cartellone musicale a cura del Maestro Federico Mondelci), in collaborazione con Festival Adriatico Mediterraneo e For.Ma (servizi).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-03-2009 alle 16:03 sul giornale del 23 marzo 2009 - 1199 letture

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