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Mancini: i nuovi soci di Gestiport dovranno soddisfare il requisito di offrire lavoro

roberto mancini 2' di lettura Senigallia 30/01/2009 - Nella seduta del 28 gennaio, il Consiglio Comunale ha esaminato la questione della cessione delle azioni Gestiport, oggi di proprietà del Comune.

La pratica non è stata presentata con sufficiente chiarezza da parte della Giunta, soprattutto perché è mancato un ragionamento programmatico complessivo circa il futuro del porto, la destinazione e l’utilizzo degli spazi che saranno a disposizione una volta ultimati i lavori attualmente in corso, non essendo stato ancora presentato ufficialmente il nuovo Piano Particolareggiato dell’area portuale. E’ evidente la difficoltà di orientarsi e decidere quando si prende in esame un pezzo del problema alla volta.




In conseguenza di ciò, è altrettanto poco chiaro il motivo per cui Giunta e maggioranza abbiano preferito mettere in vendita solo la metà delle azioni disponibili, lasciando l’altra metà ad un futuro e ad acquirenti indeterminati. Cosa o chi si sta aspettando? Nonostante le ripetute domande, ben poco è emerso. Un passo avanti, invece, è stato fatto circa le caratteristiche che dovranno possedere i privati che acquisteranno le azioni, i quali dovranno operare in corrispondenza di interessi pubblici prevalenti. Questi erano indicati in modo generico nella proposta di delibera della Giunta (si parlava solo di “innovazione e sviluppo”), ma con un emendamento del sottoscritto - approvato all’unanimità dei presenti - è stata inserita la finalità dell’occupazione, cioè della creazione di posti di lavoro in area portuale. I nuovi soci di Gestiport dovranno soddisfare il requisito di offrire lavoro, non limitandosi al mero possesso delle azioni.




Il porto è un ambito storico dell’economia cittadina e Senigallia può ambire a rafforzare l’importanza delle attività che lì vengono svolte. Non vorrei che di nuovo succedesse quanto è accaduto in Via Carducci al Foro Annonario, dove ad opere anche apprezzabili è seguito il deserto o quasi delle attività artigianali e commerciali. Certamente, inserire la finalità occupazionale in un atto del Consiglio non risolve i problemi, ma almeno è certo l’obiettivo da perseguire, prima nemmeno accennato. Per il nuovo porto sono stati spesi alcuni milioni di euro pubblici: è giusto che ci si impegni per una ricaduta significativa a vantaggio della cittadinanza, in primo luogo in termini di occupazione.


da Roberto Mancini
Rifondazione Comunista





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 1240 letture

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