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Divertente, intelligentemente parodistico e colmo di vitalità: è U\'Ciclopu

u\' ciclopu 3' di lettura Senigallia 30/01/2009 - Affonda le radici nel mito “’U Ciclopu, l’alba dei Satiri”, in scena sabato 31 gennaio alle 21 al Teatro La Fenice di Senigallia (Marche – AN), con la regia di Vincenzo Pirrotta, tra gli attori e registi più interessanti del panorama teatrale contemporaneo. Spettacolo definito dalla critica divertente, intelligentemente parodistico e colmo di vitalità sanguigna, “‘U Ciclopu” nasce dalla bellissima riscrittura in lingua siciliana che fece Luigi Pirandello del dramma satiresco di Euripide Il ciclope.

Si tratta dell’unico dramma satiresco arrivato fino a noi per intero e derivato dall\'area della più antica mitologia siciliana. La produzione è del Teatro Stabile di Catania in collaborazione con Istituto Nazionale del Dramma Antico di Siracusa. Un magnifico lavoro di sperimentazione e di ricerca sulla tradizione popolare in particolare siciliana e mediterranea che arricchisce la Stagione di teatro, musica e danza 2008-09 di Senigallia, anche stavolta attenta alle proposte del teatro contemporaneo. Considerato “uomo nuovo del teatro italiano”, Pirrotta è il simbolo di una sicilianità classica reinterpretata a tinte forti: esagerata, disgraziata e urlata, e soprattutto disperatamente moderna.


Fra l’urlo lacerante dei satiri, “espressione del dolore che si prova al ricordo di una vita perduta” spiega il regista, fra sirene che incantano i naviganti e un Polifemo pazzo e malinconico, fra danze e “tamburiate” che si trasformano in esplicito gioco sessuale, si svolge il rito tragicomico del pasto umano del gigante peloso. Qui arriva su una nave il furbo Ulisse che nei momenti di più alta tensione drammatica, racconta la sua lunga odissea e il progetto di eliminare il trucido Ciclope. Ovvero ‘u Ciclopu che alla fine verrà accecato dalle lance che si adornano del simbolo ciclopico per eccellenza, quell’unico grande occhio feroce che tutto vede e tutto distrugge. Questo lavoro testimonia la notevole capacità registica di Pirrotta di dialogare con la tradizione innovandola. Il mito e la religiosità mediterranea si mescolano al cuntu siciliano, al dramma satiresco, alle tradizioni popolari e ai cori della passione. Importante il lavoro sulla voce e sulle sonorità arcaiche dell\'entroterra siciliano, insieme a quello sulle forme di partecipazione spirituale siciliane. L\'inno a Bacco che i satiri cantano subito dopo il loro ingresso in scena per esempio parte da una rielaborazione sulle lamentazioni della Settimana Santa che si sentono nei riti delle Madonie.


\'U Ciclopu arriva portato a spalla dai satiri come fosse un santo patrono in processione. Forte è l’impiego della diatonalità che il coro utilizza nei canti che precedono e seguono l\'accecamento del Ciclope, così come “trova la via della scena la ricerca fatta sui canti dei carcerati della Vicaria di Palermo, e quelli di lavoro dei contadini della zona di Partinico, nella provincia palermitana. Ricerca che avevo cominciato e che per ragioni di tempo due anni fa non sono riuscito a portare a termine” racconta Pirrotta. Memorabili e dalla fisicità prorompente i personaggi disegnati dalla sua regia. Dallo stizzoso e rincitrullito Polifemo, al pavido e crudele capo dei satiri Sileno. Gli interpreti accanto a Pirrotta che in scena veste i panni del buon Ulisse, sono Giovanni Calcagno, Antonio Silvia, Andrea Gambadoro, Luca Mauceri, Marcello Montalto, Giovanni Parrinello, Alessandro Romano, Mario Spolidoro, Salvatore Tringali. Scene e costumi sono di Giuseppina Maurizi, le luci di Franco Buzzanca. La Stagione di teatro, musica e danza 2008-2009 di Senigallia è realizzata dal Comune di Senigallia (Assessorato alla Cultura), Amat, Ente Concerti di Pesaro (cartellone musicale a cura del Maestro Federico Mondelci), in collaborazione con Festival Adriatico Mediterraneo e For.Ma (servizi). Info 393.9567505








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 1420 letture

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