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Corinaldo: \'La vita è bella\' per ricordare la liberazione del campo di Auschwitz

Auschwitz 2' di lettura 30/01/2009 - Per richiamare alla memoria il 27 gennaio, data della liberazione del campo di Auschwitz, Giorno della Memoria, in ricordo delle vittime del nazismo e dell’Olocausto, domenica 1 febbraio 2009, alle ore 16,30, presso il Teatro Comunale “Carlo Goldoni”, verrà proiettato il film “LA VITA E’ BELLA” di Roberto Benigni, premio Oscar (1999) quale miglior film straniero, miglior attore Roberto Benigni e per la miglior colonna sonora a Nicola Piovani.

Seguiranno letture da: Se questo è un uomo dal romanzo autobiografico di Primo Levi scritto tra il dicembre 1945 ed il gennaio 1947. Rappresenta la coinvolgente ma riflettuta testimonianza di quanto fu vissuto in prima persona dall’autore nel campo di concentramento di Auschwitz. Levi ebbe infatti la fortuna di sopravvivere alla deportazione nel campo di Monowitz – lager satellite del complesso di Auschwitz e sede dell’impianto di Buna-Werke proprietà della I.G. Farben. Il testo venne scritto non per vendetta, ma come testimonianza di un avvenimento storico e tragico.




Il Diario di Anna Frank è il racconto della vita di una ragazza ebrea di Amsterdam, costretta nel 1942 ad entrare in clandestinità insieme alla famiglia per sfuggire alle persecuzioni e ai campi di sterminio nazisti. Nel diario da lei tenuto, Anna racconta la vita e le vicende di tutti i giorni, scrivendo le proprie impressioni sulle persone che vivono con lei. Nell’agosto del 1944 i clandestini vennero scoperti e arrestati; furono condotti al campo di concentramento di Westerbork (lo stesso in cui era deportata Helga Deen, giovane studentessa autrice del diario Kamp Vught, poi uccisa nel 1943 assieme alla famiglia nel campo di sterminio di Sobibòr); di qui le loro strade si divisero, ma ad eccezione del padre di Anna tutti quanti morirono all’interno dei campi di sterminio nazisti.




Anna morirà di tifo a Bergen Belsen, campo di concentramento situato in Germania, nel marzo del 1945, insieme alla sorella Margot, dopo essere prima stata deportata nel settembre 1944 ad Auschwitz. Alcuni amici di famiglia che avevano aiutato i clandestini riuscirono a salvare gli appunti scritti da Anna all’interno dell’alloggio segreto, consegnandoli poi al padre, che ne curò la pubblicazioni avvenuta nel 1947. Dopo una accoglienza iniziale fredda, mano a mano che il pubblico veniva a conoscenza dei fatti della Shoah, il libro ebbe svariate traduzioni e pubblicazioni (ad oggi è pubblicato in più di quaranta paesi) e rappresenta una importante testimonianza delle violenze subite dagli ebrei durante l’occupazione del nazismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 30 gennaio 2009 - 2609 letture

In questo articolo si parla di attualità, comune di corinaldo, corinaldo





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