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Bilancio 2009: il Comune deve ringraziare il governo Berlusconi

silvio berlusconi 3' di lettura Senigallia 27/01/2009 - L’amministrazione comunale di Senigallia vive in una dimensione di schizofrenia: da una parte sbandiera ai quattro venti che il bilancio di previsione per l’anno 2009 non prevede alcun aumento della pressione fiscale sui cittadini, mentre dall’altro lato attacca con la solita veemenza ideologica la manovra economica del governo Berlusconi, pur sapendo che proprio al governo nazionale vanno riconosciuti dei meriti molto importanti riguardo al tema della finanza locale, pur sapendo che le tasse non potranno essere aumentate nei confronti delle famiglie per decisioni assunte a livello centrale, proprio da Berlusconi e Tremonti.

In primo luogo va sottolineata la storica decisione dell’abolizione dell’ICI sulla prima casa. Un provvedimento che incide più che mai positivamente nelle tasche dei cittadini. Una decisione che dimostra come al centro destra stia a cuore la famiglia e quindi la prima casa come luogo fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei nuclei familiari. La prima casa viene pertanto assunta come bene primario e fondamentale, non da punire, ma da incentivare e tutelare. Altra questione importante è la decisione, sempre assunta dal governo Berlusconi, di bloccare le aliquote IRPEF e che quindi incide meno sulla tassazione globale. Altre importanti decisioni del governo attengono alla spesa delle pubbliche amministrazioni ed in particolare degli enti locali.


L’esecutivo ha, infatti, posto dei paletti invalicabili nei confronti degli sprechi e delle spese sregolate che da troppo tempo hanno inciso negativamente sul bilancio del paese. Il Comune di Senigallia, per poter rispettare il patto di stabilità, non potrà accendere nuovi mutui per finanziare la realizzazione delle opere pubbliche. Un’azione virtuosa, di fatto imposta dal governo Berlusconi, che ha molti vantaggi per le finanze dell’ente: riduce l’indebitamento del comun stesso, evita che i nostri figli paghino i debiti contratti ora e garantisce che le opere pubbliche vangano realizzate con risorse effettivamente presenti nelle casse del comune. Altra strategica decisione del Governo finalizzata al rilancio dell’economia del paese è l’elevazione della soglia a 500 mila euro per l’affidamento senza gara dei lavori pubblici. Gli enti locali non saranno più costretti ad espletare gare pubbliche anche per opere di piccoli importi, ma potranno scegliere direttamente le imprese più affidabili e preferibilmente del territorio, evitando così affidamenti a soggetti sconosciuti con il grande rischio dei contenziosi, nei quali il Comune di Senigallia è troppo spesso coinvolto. La dimostrazione di come, al contrario, fosse intenzione del Comune di Senigallia aumentare la tassazione delle famiglie, sta nella decisione, che come Popolo della Libertà contestiamo fortemente, di utilizzare la leva fiscale della TARSU.


Per capirci, la Giunta comunale propone di aumentare la tassa rifiuti. Una decisione eticamente inaccettabile, tenuto conto dei disservizi che in quest’ultimo anno tutti i cittadini hanno subito a causa del mal funzionamento proprio del sistema della raccolta differenziata. Una città che in alcuni momenti dell’anno, vedi l’estate scorsa, di fatto si è tramutata in una discarica a cielo aperto. Ed oggi il Comune, di soppiatto, pur affermando che la pressione fiscale non sarebbe aumentata, decide di spremere le tasche dei cittadini, per finanziare un disservizio, come quello della raccolta differenziata. Colpendo così per prime le attività commerciali e produttive, in particolare gli operatori turistici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 27 gennaio 2009 - 4366 letture

In questo articolo si parla di politica, bilancio, Silvio Berlusconi, Pdl Senigallia





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