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I nonni con il telefonino

sergio lucesoli 3' di lettura Senigallia 17/01/2009 - Quasi tutti possiedono il telefonino: per le emergenze, per non sentirsi soli, per essere raggiunti al supermercato, al circolo, alla bocciofila.

Una telefonata allunga la vita. Sarà per questo che oltre il 95% degli “ anziani” over 60 intervistati dall’ Anap Confartigianato di Senigallia, dichiara di possedere il cellulare. Per chiamare si, ma inutile parlare di sms o mms, i messaggini che tanto piacciono ai nipoti. In pochi ( l’8%) dice di cimentarsi e spesso con scarso successo, con i tasti e le lettere. Così come hanno scarsa dimestichezza con computer e posta elettronica.


Dal presente al passato, con uno sguardo agli anni trascorsi. Se tornerebbero al lavoro? Il 70% dice di si sia per sentirsi di nuovo utile ma anche per integrare la scarsa pensione che stenta a far arrivare alla fine del mese. Vitalizio che se ne va, a detta di oltre il 90% degli intervistati, per le bollette e la spesa quotidiana. I pensionati ,dopo una vita spesa nel lavoro per il proprio benessere e per quello della nostra società, troppo spesso invece che raccogliere i frutti del proprio impegno devono fare i conti con una pensione indegna, con il preoccupante problema salute e magari con i servizi inefficienti.


Significativo, ricorda l’Anap Confartigianato é l’alto numero di persone anziane aderenti ai sindacati dei pensionati a dimostrazione che non si sentono più “ una categoria silenziosa”. I pensionati artigiani associati all’Anap Confartigianato solo in provincia di Ancona sono più di 8.000, 1.000 nel comprensorio di Senigallia. Confartigianato da tempo si impegna per favorire l’utilizzo della preziosa professionalità ed esperienza dei maestri artigiani nella sensibilizzazione e nell’addestramento delle giovani leve interessate alle possibilità di lavoro che offre l’artigianato ma sono moltissimi anche i pensionati impegnati nel sociale, nel volontariato.


Negli ultimi anni afferma il presidente provinciale dell’Anap Confartigianato Sergio Lucesoli, le pensioni hanno subito una consistente svalutazione, anche a causa dell’attuale sistema di adeguamento Istat alla variazione dei prezzi al consumo, che non rispecchia l’inflazione reale e non tiene conto dell’evolversi del tenore di vita generale del Paese. Per tutelare il potere di acquisto delle pensioni si rende pertanto necessario adottare un paniere specifico per i pensionati in base al quale l’Istat calcoli l’indice di rivalutazione delle pensioni. Inoltre riparametrare le pensioni all’incremento dei salari e degli stipendi, come avviene in altri Paesi europei. Infine rivalutare le pensioni minime escluse da ogni beneficio negli ultimi anni.


Occorre in altri termini garantire che anche i pensionati possano recuperare per legge il potere di acquisto, conseguendo quello che i lavoratori attivi ottengono attraverso la contrattazione collettiva (lavoratori dipendenti) o il libero mercato (lavoratori autonomi). Per questo chiediamo una risposta legislativa al disagio economico di milioni di pensionati penalizzati dalla svalutazione dei loro trattamenti pensionistici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 19 gennaio 2009 - 1396 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, confartigianato, commercio, impresa, telefonino





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