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Curzi: a Bettolelle una discarica a cielo aperto

discarica a Bettolelle 2' di lettura Senigallia 14/01/2009 - A seguito di un sopralluogo effettuato dall\'Associazione Confluenze nell\'alveo del fiume Misa in località Bettolelle, sono emerse situazioni che richiedono la più alta attenzione e l\'avvio di un dibattito sulle più opportune misure di contrasto al fenomeno dell\'abbandono dei rifiuti.

Il fenomeno come si sa è molto esteso, e non riguarda soltanto il nostro territorio, ma ritengo sia opportuno prestare una attenzione particolare ai luoghi nei quali si manifesta maggiormente, specialmente quando, come in questo caso, vanno ad interessare luoghi ad elevato rischio ambientale oltre che di indubbio interesse paesaggistico.


La formazione di discariche abusive all\'interno dell\'alveo di un fiume o di un torrente, infatti, risulta oltremodo pericoloso in quanto i materiali, spesso nocivi, vengono dispersi dalle acque su vastissime porzioni di territorio, inquinando le falde e arrivando a contaminare le nostre spiagge. Più in generale il fenomeno dell\'abbandono dei rifiuti appartiene ad una sottocultura difficilmente estirpabile, ancor più incomprensibile e ingiustificabile in quanto l\'amministrazione comunale da molti anni si fa carico di effettuare un servizio di raccolta gratuito di facile accesso a tutti i cittadini. Nello specifico del rilevamento fatto da Confluenze a Bettolelle però, si evidenzia una tipologia di rifiuto che apre scenari inquietanti che richiedono la massima attenzione: Amianto, batterie, pneumatici, rifiuti di lavorazioni industriali, si trovano insieme ai più consueti rifiuti domestici, e stanno a dimostrare che si è negli anni consolidata una prassi che tende a considerare questi luoghi come il fine ultimo di tutto ciò che non ci serve, ma non solo, anche di tutti quei rifiuti che richiederebbero processi di smaltimento differenziato, e, a volte, oneroso.


La cosa è ancora più preoccupante in quanto questo fenomeno coinvolge attività economiche, la cui filiera del rifiuto dovrebbe essere predeterminata e di difficile elusione. Le riflessioni da fare, come si vede, sono molte, e richiedono provvedimenti appropriati, ma prima di tutto è opportuno interrogarsi sulla necessità di tutelare i corsi d\'acqua, anche con misure drastiche come la chiusura, o meglio, la regolamentazione, di quegli accessi carrabili che si dimostrano irresistibili attrattori per gli irresponsabili, laddove questo è stato fatto si sono ottenuti buoni risultati.


da Roberto Curzi

capogruppo Verdi-Senigallia







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 14 gennaio 2009 - 1263 letture

In questo articolo si parla di verdi, attualità, politica, senigallia, roberto curzi





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