Paolini: verso la nuova costruzione del PdL

ivano paolini 2' di lettura Senigallia 12/12/2008 - Sono Ivano Paolini, del coordinamento di Forza Italia di Senigallia e intendo intervenire dopo i tanti articoli apparsi in questi giorni sulla nascita del PdL.

Ci tengo a precisare che a Senigallia, nel settembre 2007 sono stati eletti i 12 membri al congresso di Forza Italia. Considero perciò importante la riconferma di un direttivo appena eletto, unico legittimato di tutta la provincia di Ancona dagli iscritti di Forza Italia. Più volte nelle poche riunioni del direttivo di F.I. del nostro comune a maggioranza abbiamo espresso la volontà che i consiglieri comunali eletti non dovessero far parte del nuovo direttivo, per non creare incompatibilità relative alla linea politica, per separare gli incarichi e dividere gli impegni.


Il coordinatore nazionale di Forza Italia On. Denis Verdini ha espresso più volte le direttive organizzative per un confronto democratico aperto anche ai circoli e alla società civile. Il superamento del partito, dei militanti e degli iscritti, che decide nei congressi la sua linea politica mediante il dibattito tra le correnti interne, si è posto sia nel centrodestra che nel centrosinistra. Abbiamo visto che il nuovo PD di Veltroni sta fallendo perché non è stato realizzato il “nuovo” proposto da Alfredo Parisi del partito degli elettori, le finte primarie, la somma dei vecchi personaggi esistenti, in particolare dei DS, le vecchie logiche dovevano scomparire per fare posto ai giovani. Questa grande confusione e riciclaggio senza che nascesse la nuova figura del democratico puro come nuova identità sta portando al fallimento tutta questa operazione di sinistra. Berlusconi invece ha prodotto un partito annunciandolo. È accaduto così con Forza Italia, con la Casa delle Libertà e infine con il Popolo delle Libertà. L’annuncio ha prodotto l’effetto.


La forza della destra rispetto alla sinistra è stata quella di rinascere nel tempo, cambiando anche nel tempo la sua classe dirigente, esempio i circoli di Michela Vittoria Brambilla che fino a due anni fa il personaggio era sconosciuto nel panorama italiano. Il Berlusconismo in fondo è questo, un nuovo modo della politica che non è più la costruzione di un corpo specializzato, il partito, ma è l’elettore preso come partecipe dello spettacolo quotidiano della realtà, simile alla democrazia diretta. Ecco perché a Senigallia con senso di responsabilità, sento l’impegno che deriva dall’importanza di un direttivo da poco costituito la necessità di un confronto serio tra le forze appartenenti in un percorso comune compreso le liste civiche, circoli della libertà, un momento di confronto tra gli iscritti di partecipare alla costruzione di qualcosa di importante per il futuro della nostra città.


da Ivano Paolini
direttivo Forza Italia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 12 dicembre 2008 - 4414 letture

In questo articolo si parla di politica, ivano paolini


Anonimo

Si, ok, ma perchè trattate male Perini???

Il palcoscenico di Forza Italia a Senigallia mi ricorda un po’ quello di Zelig.<br />
Arriva uno, non di rado sconosciuto, fa il suo numero, si prende i suoi cinque minuti di notorietà, poi torna da dov’era venuto, o perché lo trombano o perché si rende conto lui stesso di non far ridere abbastanza. <br />
Prima Rimini (ah, che nostalgia del mitico Rimini…), poi Perini, adesso Paolini che ci viene a parlare di democrazia interna dei partiti.<br />
Lui che sta in un partito fondato dal Sire sul predellino di una mercedes in piazza San Babila.<br />
Un partito dove le voci di dissenso non esistono, non perché non ci siano ragioni per dissentire, ma perché il dissenso viene castrato all’origine e i dissenzienti ridotti al silenzio o linciati mediaticamente con metodi goebbelsiani.<br />
Un partito senza democrazia, né diretta né indiretta. Più che un partito, un’immensa caserma di caporali che si credono colonnelli, agli ordini del Caudillo. E fuori dalla caserma, una massa di straccioni pronti a spartirsi gli avanzi della cena che gli viene gettata dalla finestra, sperando un giorno di entrare dalla porta.<br />
Democrazia interna, la chiamano. In quindici anni hanno fatto 2 congressi farsa.<br />
E ultimamente una legge elettorale infame (che piace anche a sinistra, ovviamente) per annullare il diritto costituzionale di eleggere i rappresentanti e sostituirlo con la regola della cooptazione: piaci al Capo? Allora puoi andare in Parlamento.<br />
<br />
Il Berlusconismo non è “un nuovo modo della politica”. Il Berlusconismo, come diceva Montanelli, è “la feccia che risale il pozzo”.<br />
E tu, Paolini, manco t’accorgi della puzza?

Condivido molte delle considerazioni fatte da Andrea...ma dico anche che l\'impegno in politica è sempre una cosa positiva...più persone si interessano della cosa pubblica e meno possibilità c\'è che in pochi si spartano la torta!<br />
Poi se il sig.Paolini evitasse di imputare fallimenti e sentenze di inadeguatezza agli avversari farebbe sicuramente una miglior figura...se non altro agli occhi del popolo neutrale!

Anche Veltroni vedo che ha una gran voglia di convocare il congresso del Pd...<br />
<br />
E\' verissimo che non è necessario che tutti debbano parlare.<br />
Ma è più vero che tutti possano parlare.

Penso che il \"popolo neutrale\" abbia già di per sè sotto gli occhi il fallimento del PD; purtroppo per l\'esigenza di non affondare si è voluto giocare con la buona fede degli elettori, illudendoli di un cambiamento che in realtà non c\'è stato; capisco la fretta di correre ai ripari ma l\'operazione fatta nel centro sinistra rischia, ancora una volta, di ritorcersi contro allo stesso Pd, come un boomerang.<br />
Il PDL è nato in modo diverso, non per riparare ad una situazione catastrofica e di guai tutti interni ai partiti, come nel caso del Ds.<br />

Dai Andrea, cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: chiunque abbia fatto la sua \"comparsata\" almeno aveva il pregio di volerci provare, a prescindere dalla figura che poteva fare, e non è detto che la feccia nel frattempo sia tutta decantata, e si cominci a vedere qualcosa di buono.<br />
<br />
...e poi ancora oggi il sire (perchè non siamo in monarchia, quindi via la maiuscola) ripeteva che, per tagliare alcune spese inutili, occorre portare avanti il programma elettorale e che si dovranno eliminare le province: meglio di così!<br />
Certo, se poi in realtà le si cambierà solo di nome tutt\'un c@##o...

Anonimo

L\'impegno in politica è una cosa positiva <i>in democrazia</i>.<br />
Ma siccome questa non è una democrazia bensì un\'oligarchia partitocratica, l\'impegno in <i>questa</i> politica diventa collaborazionismo.

Caro Daniele \"cerchiobottista\" Sole,<br />
secondo te questi eliminano le Province?<br />
Secondo te questi fanno una sola vera riforma, a cominciare dalla scuola?<br />
Secondo te questi fanno qualcosa che non sia avallare i \"cazzi propri\" del Grande Capo?<br />
<br />
Dai, su, togliti quelle fette di salame dagli occhi...




logoEV
logoEV