Primavera: Gelmini e Tremonti assestano un colpo tremendo alla scuola pubblica

Roberto primavera 3' di lettura Senigallia 11/12/2008 - Recita l’art 3 della nostra Costituzione: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l\'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Certamente un ruolo fondamentale per superare gli ostacoli che si frappongono al “pieno sviluppo della persona umana” spetta alla scuola. L’accesso effettivo, pieno alla cultura, all’informazione e all’aggiornamento è una condizione fondamentale per consentire al Cittadino di costruirsi un adeguato corredo critico, una reale capacità di comprensione e controllo di ciò che gli accade intorno; di diventare quindi cittadino attivo, partecipe della sua realtà. Libertà è partecipazione.




E’ netta la nostra convinzione che i ministri Gelmini e Tremonti, con la loro azione di governo, stiano, tutt\'altro che rimuovere, ponendo un ostacolo enorme al raggiungimento di tali obiettivi, coerenti con la loro visione della scuola, aziendalista (e qui ci sarebbe da chiarirsi anche con ampi settori del Centrosinistra) ed elitaria (i soldi per la scuole private non si discutono). Stanno, costoro, assestando un colpo tremendo alla scuola pubblica spacciando i tagli di risorse per una riforma, con il pretesto della crisi economica. Ma non sarà che proprio nei momenti di grave crisi economica bisognerebbe tanto più garantire stabilità e risorse al sistema della formazione e della ricerca con lo sguardo volto al futuro?




A tutto ciò anche Senigallia ha reagito con tempismo e dignità, grazie ai comitati spontanei di insegnanti, genitori e studenti che, uniti in un coordinamento, sono riusciti a informare e sensibilizzare la città. Sono scese in piazza migliaia di persone e al loro fianco anche gli amministratori pubblici in un raro ma importante momento di condivisione. Perché importante? Perché Senigallia può vantare un’offerta dei servizi scolastici (mantenimento di alcuni plessi periferici, trasporti pubblico capillare, mense, assistenza individuale al disagio, integrazione) di alta qualità, costruita nel tempo con oculate scelte di politica amministrativa, socialmente attente e tarate sui bisogni espressi dal territorio.




Questo patrimonio cittadino oggi viene messo pesantemente in discussione dalla Legge Gelmini e la città giustamente reagisce. Unita. In questi giorni, per esempio, con due ottime iniziative, che si integrano perfettamente, proposte alla cittadinanza: la prima (oggi), organizzata dal Coordinamento Cittadino dedicata ad un ulteriore approfondimento di carattere generale; la seconda (sabato pomeriggio) , organizzata dai Gruppi Consigliari di Maggioranza(PD, Verdi, IdV), sulle norme attuative, in itinere, della legge e, soprattutto, sulla loro ricaduta, negativa, sul nostro territorio comunale. L’utilità di queste iniziative è data oltre che dall’aspetto conoscitivo, dall’impegno a predisporre strategie di “resistenza” atte a preservare un patrimonio comune di diritti consolidati, di ricchezza collettiva, stato sociale anche a livello locale. Con questa sua coralità Senigallia sta esprimendo in questi giorni una coscienza civile e democratica, un’unità d’intenti di cui può andare fiera. Spiace che in questo contesto il segretario di Rifondazione Comunista si ponga, per l’ennesima volta, a lato per marcare la differenza e additare chi non pensa come loro (facendo tra l’altro confusione di ruoli e posizioni, in parlamento e fuori).




Legittimo, ci mancherebbe! E poi lo capiamo: “tanti nemici, tanto onore!”(in questo caso sarebbe meglio dire “tanta visibilità”). Quando però arriva a dire che Senigallia è governata dalla “seconda destra”, poi deve spiegare agli elettori perché in Consiglio Comunale è il suo partito a condividere il megafono con la Destra, quella vera, di Gelmini, Tremonti & C. E non è un caso che gli esponenti della destra locale rispetto alla questioni della scuola siano muti, inesistenti. Sanno loro per primi, che su tale questione meno si fanno vedere e meglio è. Nella speranza che la “gente”, come la chiamano loro, dimentichi presto. Poi, appena avrà dimenticato, di nuovo a sbraitare: “che il liceo classico torni a Palazzo Gherardi”. Paga Tremonti?


da Roberto Primavera
Portavoce dei Verdi di Senigallia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 dicembre 2008 - 5452 letture

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