La legge elettorale per le europee non si farà senza un accordo

elezioni 1' di lettura Senigallia 01/11/2008 - Il progetto di modificare la legge elettorale per le elezioni europee si ferma in attesa di un accordo condiviso tra maggioranza ed opposizione.

L\'attuale legge elettorale è un proporzionale puro secondo cui i seggi vengono distribuiti in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista. Per un piccolo partito è possibile conquistare un seggio a Bruxelles con meno dello 0,5% dei voti.
Gli eletti sono coloro che ricevono più preferenze nelle cinque maxi-circostrizioni elettorali, Nord Est, Nord Ovest, Centro, Sud ed Isole.

La proposta intendeva istituire una soglia di sbarramento del 5% (i partiti che non raggiungono questa soglia non conquistano alcun seggio). Inoltre la proposta abolirebbe il voto di preferenza introducendo le liste bloccate e ridurrebbe, aumentandole, le circoscrizioni elettorali.

Dietro a questi meccanismi si possono vedere enormi interessi politici. L\'istituzione di una soglia di sbarramento ad esempio taglierebbe fuori dall\'europarlamento i partiti di estrema destra e di sinistra già esclusi dallo sbarramento del 4% al Parlamento Italiano nelle ultime elezioni impedendo, di fatto, la loro rinascita.
L\'abolizione delle preferenze darebbe alle segreterie di partito il potere di nominare gli eletti senza che gli elettori abbiano più voce in capitolo, come è già successo nelle ultime due elezioni politiche.

La proposta non ha trovato l\'accordo tra maggioranza ed opposizione. Il governo anziché approvarla a colpi di maggioranza ha preferito rimandarla nell\'apposita commissione parlamentare per discuterne ancora.






Questo è un articolo pubblicato il 01-11-2008 alle 01:01 sul giornale del 31 ottobre 2008 - 6444 letture

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