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Busilacchi: contro le liste d\'attesa serve uno sforzo congiunto

paolo busilacchi 3' di lettura Senigallia 30/10/2008 - Sulla polemica innescata nei giorni scorsi Paolo Busilacchi, primario del reparto di diagnostica per immagini puntualizza “per ridurre le liste d\'attesa serve una razionalizzazione della spesa e un potenziamento della radiologia, sfruttando al massimo i macchinari ma anche confidando sull\'appropiatezza delle richieste di esame da parte dei medi”. 

Il primario del reparto di diagnostica per immagini Paolo Busilacchi afferma come ad incrementare le liste d\'attesa contribuisca anche un certo consumismo radiologico, dovuto a prescrizioni spesso inappropriate. “A conclusione del congresso nazionale tenutosi a giugno, la Società Italiana di radiologia medica ha affermato che su 50 milioni di prestazioni richieste all\'anno, il 30-35% sono inutili -sottolinea Busilacchi- è un\'affermazione certificata e che deve farci riflettere. Non è senz\'altro vero che i tutti i medici di base prescrivono esami non necessari o inappropriati, ma il fenomeno è vero per una parte di essi. Proprio per questo mi unisco all\'appello lanciato dall\'assessore alla sanità Fabrizio Volpini affinchè i medici di base partecipino al tavolo tecnico messo in piedi sul problema delle liste d\'attesa”.



Nei mesi scorsi la Asur4 ha organizzato quattro incontri di approfondimento sulla diagnostica per immagini ma la latitanza dei medici di basa è stata piuttosto evidente. “E\' vero anche che non ci sono soldi a sufficienza e allora, a parità di macchinari e di organico, spetta ai politici dirci quali prestazioni dobbiamo fornire -aggiunge Busilacchi- abbiamo stimato che qui a Senigallia con tre medici e tre tecnici in più saremmo in grado di far lavorare le macchine a pieno regime, raddoppiando i turni. Bisogna anche considerare che ad intasare le nostre liste di attesa contribuiscono gli arrivi di pazienti da fuori zona”.



Come primo intervento, anche non potendo contare su un potenziamento dell\'organico, il primario ha disposto l\'impiego della risonanza magnetica anche il sabato. “Ho chiesto ai miei colleghi di lavorare anche il sabato per cercare di incrementare l\'offerta -annuncia Busilacchi- ci si accusa di non tenere le macchine ferme il pomeriggio. È vero, ma questo perchè non abbiamo personale da impiegare. In un anno medici e tecnici arrivano anche a fare 400 ore di straordinario che non viene retribuito perchè siamo inquadrati nella categoria dei dirigenti -spiega Busilacchi- tanto più che nel budget della nostra Asur non c\'è il capitolato di spesa per gli incentivi ai medici e ai radiologici. Siamo stati accusati di sottrarre spazio agli esami fornendo prestazioni private. Posso assicurare che non è così. Noi prevediamo, ad esempio per la risonanza magnetica, un solo spazio al giorno, dalle 7 alle 8 del mattino, e quell\'unico posto spesso rimane anche vuoto. La gente preferisce ricorrere comunque ai ticket sanitari”.



In media una risonanza magnetica cervicale costa con il ticket 36 euro e 170 euro se eseguita in libera professione. Altra novità in vista, per sopperire la mancanza di personale, è l\'introduzione della figura di guardia radiologica. “Entra in gioco anche la telemedicina -sottolinea Busilacchi- mettiamo in rete gli ospedali di area metropolitana di Ancona, Senigallia, Jesi, Osimo e Fabriano. Gli esami radiologici che vengono eseguiti in ciascun ospedale, nei turni scoperti, vengono inviati in modo telematico, al nosocomio dove, di volta in volta, c\'è il medico a disposizione per il referto”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 ottobre 2008 - 2220 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, paolo busilacchi





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