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Maurizio Pallante: un\'idea di bellezza

3' di lettura Senigallia 25/10/2008 - Sviluppo sostenibile? L’espressione è una contraddizione in termini: non può esserci sviluppo, ma solo de-sviluppo, o meglio decrescita. Questo è il tema principale della serata di venerdì, in cui Maurizio Pallante, invitato dal gruppo società-ambiente, ha illustrato i temi della decrescita, che può diventare nella pratica una decrescita felice.

Ad aprire la serata è stato un intervento del gruppo società-ambiente di Senigallia, che ha sottolineato le contraddizioni presenti nel nostro paese: si parla molto di problemi ambientali e di inquinamento, ma poi la logica dominante è quella della crescita e dello sviluppo. Questa contraddizione è riscontrata anche e soprattutto a livello locale.

Dopo altre presentazioni di Patrizia Casagrande, presidente della provincia, e Marcello Mariani, la parola passa finalmente a Pallante. Sottolinea in primo luogo come la maggior parte della gente arrivi alla decrescita da un punto di vista etico, mentre la strada migliore è quella di giungervi da un punto di vista tecnologico.

Il punto di partenza è una constatazione: noi stiamo distruggendo le condizioni che rendono possibile la nostra esistenza, non stiamo distruggendo la terra. La terra infatti subirà dei mutamenti, ma non scomparirà. La terra si ritroverà un nuovo suo equilibrio, ma senza l’uomo.

Questo è un finale assicurato se l’uomo continuerà a seguire la logica dello sviluppo a tutti i costi. Pallante fa il caso del petrolio. Se manca quella fonte di energia se ne vanno a cercare altre. Si cerca insomma di aumentare l’offerta, mentre si dovrebbe tentare di ridurre la domanda.

È necessario un cambio di paradigma culturale, per andare contro allo sviluppo, per andare contro alla riduzione dei beni a merci. Pallante si chiede quindi come si fa ad applicare il modello della decrescita al proprio stile di vita.

E le risposte che da sono in sostanza queste: stili di vita, tecnologia e politica. La decrescita non è un tornare indietro: per applicare il modello di decrescita è necessario una grande conoscenza tecnologica e tecnica per applicare alcuni accorgimenti.

È poi necessario concentrarsi su stili di vita diversi, che si basino sul valore della sobrietà. Ciò è possibile prima di tutti attraverso l’autoproduzione dei beni, e poi scambiare questa autoproduzione con altre persone per formare poi una rete di legami sociali che vada oltre le logiche del mercato.

Per ultimo, Pallante rivendica la necessità di istituire programmi politici che abbiano come obiettivo la decrescita. Porta l’esempio di qualche sporadico comune che ha introdotto alcune misure innovative al riguardo.

Le argomentazioni di Pallante sembrano molto affascinanti, e sicuramente la serata è stata bella per lanciare delle provocazioni. Ma dal pubblico non tutti sono sembrati convinti della fattività (non della bontà) delle pratiche esposte.



L\'inizio della relazione di Pallante


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Questo è un articolo pubblicato il 25-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 25 ottobre 2008 - 7868 letture

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