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Liste d\'attesa e tac: risponde il primario Paolo Busilacchi

paolo busilacchi 3' di lettura Senigallia 24/10/2008 - Il problema cronico delle lunghe di attesa e una tac nuova vecchia orami di 11 anni. Problematiche alle quali la Asur4 cerca di porre rimedio. Come? Ce lo spiega il primario del reparto di diagnostica per immagini dott. Paolo Busilacchi.

Dalle file d\'attesa di anche otto mesi all\'arrivo di nuovi macchinari fino al trasferimento di radiologia presso il nuovo monoblocco. “La tac che abbiamo ora è del \'97 ed è vero che sta arrancando ma i fermi che sono al massimo di 12 ore -afferma il dott. Busilacchi- per Natale però sarà in funzione una nuova tac, modello Ge 32 strati, multislide, in grado di effettuare praticamente qualunque tipo di esame, del costo di ben 600 mila euro”.


La nuova tac consentirà di abbattere le liste di attesa?
“Le liste d\'attesa non dipendono tanto dai macchinari ma dal personale. A parità di organico il personale può essere solo spostato da un esame all\'altro. Con un potenziamento invece è chiaro che i tempi di attesa si ridurrebbero”.


Al momento però sono attesi sono 12 nuovi infermieri. E allora?
“Le liste di attesa sono un falso problema. Dare tutto a tutti in tempo reale sarà sempre impossibile. La verità è che c\'è un consumismo radiologico notevole e molti esami vengono prescritti dai medici di base in maniera inappropriata”.


Cioè?
“Ad esempio non si può prescrivere una risonanza magnetica per un dolore al ginocchio ad un 85enne e lamentare un\'attesa di cinque mesi. É ovvio che una semplice radiografia basta a confermare che si tratta di artrosi. In questo modo si pone anche un problema etico perchè si toglie spazio a chi invece potrebbe avere malattie gravi, oncologiche”.


Le lunghe liste di attesa dipendono quindi anche da un abuso degli esami?
“Certo. Lo scorso anno sono state fatte 26.000 radiografie e 107.000 esami. Significa che ogni senigalliese si è sottoposto in media a tre esami. Tra gli esami più abusati c\'è l\'ecodoppler per cui si deve aspettare 8 mesi”.


Come rimediare?
“I medici di base dovrebbero fare una prima scrematura e non prescrivere esami che non siano veramente necessari e soprattutto appropriati alla patologia manifestata dal paziente. Abbiamo istituito anche un numero rosso attraverso il quale il medico di base si mette in contatto diretto con i medici dell\'ospedale per concordare così il tipo di esame da prescrivere”.


E poi?
“Poi bisogna poi iniziare a dire di no. A breve ad esempio aboliremo il dentiscan (tac ai denti ndr) e ridurremo di una unità il numero delle risonanze osteoarticolari”.


Perchè?
“Al momento eseguiamo una tac a settimana alle arcate dentali. È normale che le prenotazioni vadano a finire a giugno. Eppure i pazienti protestano. Quel solo esame settimanale però, trattandosi dello stesso apparecchio, toglie lo spazio, ad esempio, ad un paziente oncologico. Si pone un problema anche etico. Tra le due è ovvio che optiamo per favorire il malato di cancro. Allo stesso modo abbiamo deciso per un esame in meno a settimana di risonanza osteoarticolare per farne uno in più di tipo neurologico”.


Le liste di attesa riguardano le cosiddette urgenze, che sono cosa ben diversa dalle emergenze...
“Gli esami per le emergenze non rientrano nelle liste d\'attesa e vengono eseguiti in tempo praticamente reale. Il pronto soccorso effettua 5 o 6 ecografie al mattino e 4 di pomeriggio, oltre a 5 o 6 tac. È chiaro allora come le emergenze coprano gran parte della disponibilità dei macchinari. Se si aggiungono poi le esigenze dei pazienti interni all\'ospedale, si capisce come si possano formare le liste di attesa”.


Quando radiologia potrà essere trasferita nel nuovo monoblocco?
“Entro il prossimo anno. Nel seminterrato andrà la risonanza magnetica e la nuova tac e al primo piano la radiologia e l\'ecografia”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 24 ottobre 2008 - 8825 letture

In questo articolo si parla di attualità, giulia mancinelli, paolo busilacchi





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