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Sacelit, le ipotesi dell’evoluzione urbana: 4° parte, il periodo Bohigas

5' di lettura Senigallia 12/10/2008 - Nel 1999 la breve amministrazione Marcantoni affida all’architetto Danilo Guerri, ex assessore all’urbanistica, un incarico di consulenza specialistica finalizzata alla formazione di un accordo organizzativo per il rinnovo urbano del compendio Sacelit-Italcementi da svilupparsi su un piano direttore che fornirà gli input a Oriol Bohigas per stilare un progetto di recupero delle aree dimesse.

A fine anno si diffonde la notizia dell’acquisto degli stabilimenti da parte dell’Edra che ne potrà disporre però pienamente solo a partire dal 2005. Da qui cominciano i guai di una travagliata vicenda che nasce proprio da un piano direttore, che vanifica tutto quanto detto a proposito di integrazione con il contorno, perimetrando l’azione progettuale appena oltre il sedime dei due stabilimenti, escludendo completamente il porto e il centro storico. In pratica viene offerto a Bohigas, che, solo tre anni prima, aveva interpretato l’intervento sull’area in modo eccellente e nell’estensione più ampia, un campo d’azione completamente snaturato, non solo nello spazio, ma anche nella volumetria, senza deroga da quei 0.53mq./mq. del PRG., troppo esigui per quell’intervento. Il progetto è presentato, dallo stesso architetto, alla città e alla nuova amministrazione Angeloni. nel giugno del 2000. C’è poi, nel 2004, l’approvazione definitiva della variante urbanistica delle zone costiere, trastullo sul nulla dei politici locali, servita solo ad inguaiare tre o quattro vittime sacrificali e a lasciare sulle mappe le tracce di questa follia, come l’assurda strada, che mai sarà realizzata, dietro lo scalo merci dismesso. Questa variante non interviene però, fortunatamente, sulle aree di Sacelit-Italcementi, estrapolandole e mantenendo valide le disposizioni del vecchio piano. Nel frattempo Bohigas presenta un secondo progetto di correzione. Le illustrazioni che seguono, in fondo, riportano: Il primo progetto Bohigas Il secondo progetto Bohigas La perimetrazione del piano direttore di Guerri La variante costiera che include la Sacelit-Italcementi con la nuova strada. Cerchiamo di analizzare i due progetti dell’architetto spagnolo, con l’aiuto della grafica, partendo dal primo.

Appare immediatamente debole la situazione dei collegamenti, praticamente assenti con il centro storico, e assolutamente precari tra i lungomari, con la coppia delle passerelle mobili pedonali. La previsione di una terza passerella, in corrispondenza all’accesso al canale, è scongiurata dalla attuale chiusura della banchina in corso di realizzazione. Il terzo nuovo ponte affiancato alla ferrovia, non è in grado di risolvere alcunché, in quanto non si intuisce in che modo va ad innestarsi con la viabilità esistente e come può eliminare i rischi del nuovo incrocio con la strada d’accesso alla statale. Strada, quest’ultima, che modifica la trombetta del piano del porto, scostandola dietro la cortina edilizia della darsena Bixio, risulta però ugualmente inadeguata, in quanto i sottopassaggi consentono il transito ai soli veicoli di altezza inferiore a 2 metri e spezza l’unitarietà dell’area pubblica, ulteriormente divisa anche dalla volta a botte che si vuole mantenere. Volta che, utilizzata come piazza è comunque insufficiente a sopperire da sola all’esigenza di espansione spaziale, fuori dagli ambiti stradali e del verde, per le manifestazioni e le attività di aggregazione, ricreative, ludiche e sportive. Tutta l’area su cui insiste l’intervento è inoltre chiusa, affossata, occultata al mare, discontinua con il contorno e sbarrata alla visuale verso il proprio interno dal cantiere SEP, che si intende ristrutturare o ricostruire e dalla solita cortina delle case di via Bixio, che impediscono alla città di aprirsi al mare e di realizzare la piazza d’acqua, obiettivi, già cavallo di battaglia, dello stesso professionista e che non ritroviamo più in un progetto, che sembra elaborato dal garzone di bottega. Interessante è invece l’orditura degli edifici che seguono le inclinazioni delle strade del rione porto ed è curiosa la similitudine con quella della mia bozza, visibile nell’articolo precedente. Tuttavia questa tipologia a palazzine, anche se unite da un edificio di collegamento, basso, sul lato lungo, offrono, rispetto ad un edificio in linea continuo, una scarsa flessibilità per le esigenze distributive e di mercato. Va invece bene la nuova strada dietro la cortina di via Mameli, anche se i negozi che accoglie andrebbero più idoneamente collocati sulla via Mameli pedonale.

La situazione in assoluto più critica è comunque determinata, dalla assoluta carenza di parcheggi e se si escludono quelli posizionati in corrispondenza del cantiere navalmeccanico di utilizzo prevalentemente per il porto, e quelli di pertinenza sotto le palazzine, è valutabile in solo poco più di 150 unità,, numero assolutamente inadeguato, ad ogni esigenza e soprattutto a sostenere le nuove attività commerciali e del tempo libero. Si tenta di rimediare con un ulteriore fantasioso parcheggio a silos, sistemato, nella congestionata zona della statale, incuneato in via Giusti, dove viene prevista la demolizione di ben otto palazzine, e un collegamento aereo all’area, attraverso un lungo pontile, oggettivamente poco praticabile, che sovrappassa la ferrovia. Le modifiche del secondo progetto sono molto esigue, vengono rimodellate le sagome delle palazzine, si elimina il parcheggio a silos e si mette la coda al progetto con la nuova strada della variante costiera che andrà a sbucare davanti la chiesa della pace con un tracciato in buona parte in galleria Nel bilancio dell’operazione mancano poi le indicazioni della sostenibilità economica in quanto oltre ai lavori citati il progetto prevede anche la demolizione degli edifici sul lato della guardia costiera, le acquisizioni e le demolizioni dei cantieri, dell’edificio dell’ex concessionaria Alfa Romeo e del casello ferroviario, la realizzazione di un nuovo ponte e delle grandi passerelle con i relativi meccanismi e tutte le altre opere di collegamento viario.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 ottobre 2008 - 1933 letture

In questo articolo si parla di porto, cultura, sacelit, Paolo Landi





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