A proposito di nuovi \'poli\'

3' di lettura Senigallia 12/10/2008 - Da un po\' di tempo a questa parte, sembra che Senigallia sia divenuto il Comune d\' Italia, più ricercato dagli Architetti. Banco di prova per i loro Megafantascientifici studi di urbanizzazione, destinati, come la maggior parte di questi progetti, a non essere quasi mai realizzati, se non per far spalancare solo le bocche in un prolungato, momentaneo hooo di sbalordimento.

Proprio ieri, alcuni di questi professionisti, erano radunati alla Rotonda per un convegno-illustrazione alla cittadinanza, di uno di questi sbalorditivi loro parti mentali. Ed è proprio da questo incontro che mi sono chiesto quali strade abbiano percorso, o gli abbiano fatto percorrere, per raggiungere la Rotonda.
Io sono andato a piedi e quindi quasi obbligatoriamente sono transitato per il sottopasso pedonale di via Perilli, l\'accesso a quello che c\'è di meglio della nostra Senigallia: Lungomare-Spiaggia-Rotonda.

Dovrebbe, quindi essere quasi un biglietto da visita, il condizionale è necessariamente d\' obbligo, perchè invece…tutti i sottopassi denunciano lo stesso problema…. e spero solo che questi illustri disegnatori del bello-futuribile, non vi abbiano fatto caso!

Sarà che giunto al suo ingresso, parlo per precisione di quello di via Perilli, ti prende il brivido dantesco del \"Lasciate ogni speranza…\", ed allunghi il passo, sarà che sei sempre troppo preso a controllare i \"connotati\" di chi viene in senso inverso e di chi ti segue, per auto incoraggiamento o per un ipotetico \"preallarme\", sarà che sei preso a fare ipoventilazione, prima di cominciare ad inoltrarti in una lunga apnea, per far fronte ai cattivi odori, sarà che guardi solo dove metti i piedi, per evitare di metterli sugli scoli di dubbie infiltrazioni… e non solo…

Sarà che la scarsa illuminazione ti aumenta il senso di claustrofobia, fatto è che non mi era mai accaduto di alzare lo sguardo verso le parti alte di questo \"rifugio antiaereo\" quasi dimenticato dal tempo dell\'ultimo conflitto. Ma c\' è sempre una prima volta!

Se i graffiti imbrattano le pareti, le colpe sono degli imbrattatori, se ci sono escrementi di cani, le colpe devono necessariamente ricadere sulla ineducazione dei loro proprietari, come pure dicasi per chi getta cartacce… anche se già qui vedo un concorso di colpa con chi non ha provveduto a mettere dei cestini.

Vorrei però sapere a chi si deve imputare totalmente la colpa di trascuratezza che si vede sugli angoli che si vengono a creare tra soffitto-lampada e parete.

Le plafoniere, sono letteralmente coperte di polvere e frange di ragnatele, non di ieri, ma stagionate come i prosciutti o invecchiate come vini d\' annata.

La ragnatela, in una abitazione, è sinonimo di mancata pulizia, trascuratezza, abbandono, degrado, e la città altro non è che una grossa abitazione che racchiude tante stanze che sono le nostre case.

Ritenendo che si impara a scrivere iniziando, almeno così si faceva una volta, dalle aste, e si comincia a far di conto, imparando le tabelline, si invita, chi preposti, a prendersi carico si, di quello che sarà la Futuristica-Senigallia di domani con i suoi alberghi da favola, cominciando per il momento, non dico neppure ad imbiancare le mura, ma almeno togliendo le ragnatele e buttando un po\' di disinfettante. Insomma, le scarpe nuove, lucide, andranno anche bene, ma calzate solo dopo un necessario pediluvio.






Questo è un articolo pubblicato il 12-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 13 ottobre 2008 - 12105 letture

In questo articolo si parla di politica, franco giannini, via perilli, sottopasso via perilli





logoEV
logoEV