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Vela: due chiacchiere con Americo Alessandrini

Americo Alessandrini 3' di lettura Senigallia 11/10/2008 - Americo Alessandrini è nato e cresciuto a Senigallia dove risiede ancora oggi, è professore di Italiano alla scuola secondaria ; quarantadue anni; patente nautica da 20; segno zodiacale Leone.

Lo \"convoco\" alla darsena e lo invito sulla mia barca dove mi racconta della sue prime uscite, dopo aver imparato a \"nuotare\", a 10 anni, con suo padre, sul vecchio Dinghy 12 piedi di legno; poi più tardi un corso di windsurf e il Comet 9,10 di di Nicola Fuzzati con cui ha macinato migliaia di miglia nell\'Adriatico. E\' un appassionato amante delle lunghe navigazioni in crociera al punto da \"trasformare\" anche le regate: a suo dire i migliori momenti della Pesaro - Rovigno o del Campionato Invernale di Ancona sono state le mangiate e le bevute in compagnia! (e come dargli torto! N.d.r.). Dedica alla vela molto meno tempo di quanto vorrebbe: qualche decina di uscite l\'anno e, se ci scappa, una crocierina in croazia. Tra i suoi velisti \"mitici\" c\'è un po\' di tutto: Moitessier, Soldini, i Velisti per Caso anzi, per la verità, si definisce lui stesso un velista per caso.


Mi ha raccontato due episodi che definiscono bene la sua \"cifra velica\" : uno un po\' ansiogeno ed l\'altro fantastico. Nel primo si trovava con Nicola fuzzati e Luigi Paolasini alla fonda presi all\'anello metallico arrugginito di un corpo morto sotto cento chilometri all\'ora di bora: l\'anello cedette e la bara derivò velocemente verso gli scogli a riva. A tre metri dalle rocce il motore si avviò: sulle prime con il gas a manetta si stava perfettamente fermi poi riuscimmo a rimontare il vento e a ripararci. Il secondo: durante una traversata, stava dormendo nella cuccetta di prua quando fu svegliato da dei rumori di qualcosa che urtava ritmicamente lo scafo. Se ne esce in coperta pensando a quanto erano sciocchi gli altri che se stavano svegli di guardia a far penzolare le gambe fuoribordo percuotendo con i piedi la barca … Invece scoprì con grande meraviglia che si trattava dei delfini che si grattavano la schiena sulla prua del Comet.


I suoi più bei ricordi di navigazione sono legati alla prima crociera in croazia con gli amici poco più che ventenni, la prima volta che si faceva sul serio, senza adulti. Ormai ci conosciamo da un bel po\' e quindi non sorprendo affatto quando, sorridendo, mi dice che la sua maggiore soddisfazione in regata è stata l\'arrivare in tempo per la pasta e fagioli della Stamura (anche il \"rosso\" non era male! N.d.r.) . Negli ultimi vent\'anni ha utilizzato un po\' tutti i cabinati di amici e conoscenti e tra questi ricorda con particolare affetto la Folgore di Fuzzati ed il Capriccio ed il Fedra dell\'avv. Giombetti (ex Presidente della Lega Navale) , il mio glorioso All\'Ultimo Minuto e l\'Odysseus del fratello, splendida barca tutta di legno. L\'unica barca che è sempre rimasta al suo fianco è il Dinghy 12 piedi di famiglia tutto di legno.


Conclude la chiacchierata dicendosi fortunato di poter avvicinarsi alla natura attraverso il mare e la vela che considera molto più che uno sport: è in grande \"gioco\" che ti può cambiare la vita o educarti ad una visione \"filosofica\" della stessa; infine ringrazia me e tutti gli altri armatori che l\'hanno portato a bordo.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 11 ottobre 2008 - 3151 letture

In questo articolo si parla di attualità, vela, Andrea Messersì





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