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comunicato stampa

Arcevia: Venceslas Kruta ospite del comitato per la difesa di Monte Sant’Angelo

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da Comitato Difesa Monte Sant\'Angelo

arcevia

Il Comitato per la difesa di Monte Sant’Angelo di Arcevia, coordinato da Gianfranco Marcellini, unitamente alle associazioni culturali celtiche, Senones torc na moire (Ancona), Torcos au bedo (Cesena), Senones pisurenses (Pesaro) hanno accolto a Montefortino di Arcevia il prof. Venceslas Kruta, direttore dell’Alta Scuola di specializzazione di Studi archeologici della Sorbona di Parigi.

Nelle scorse giornate del 31 agosto, 1 e 2 settembre, il Comitato per la difesa di Monte Sant’Angelo di Arcevia, coordinato dall’Ing. Gianfranco Marcellini, unitamente alle associazioni culturali celtiche, Senones torc na moire (Ancona), Torcos au bedo (Cesena), Senones pisurenses (Pesaro) hanno avuto l’onore di accogliere ed ospitare a Montefortino di Arcevia, l’eminente archeologo di fama internazionale Prof. Venceslas Kruta, direttore dell’Alta Scuola di specializzazione di Studi archeologici della Sorbona di Parigi, massimo esperto di archeologia e culture degli antichi Celti, dei quali la nostra necropoli senonica di Montefortino è testimonianza di interesse assolutamente primario.



Accompagnato dalla consorte Prof.ssa Luana Poppi, anch’ella archeologa eminente, la coppia di accademici ha avuto l’occasione di conoscere, come era loro desiderio, le persone componenti il Comitato per la difesa del Monte Sant’Angelo. Entrambi hanno portato la loro solidarietà alla battaglia che il Comitato sta conducendo contro i progetti di cave che finiranno col distruggere la nostra verde montagna di cui Montefortino, la sua necropoli gallica, il suo Santuario, frequentato dalle antiche popolazioni, fanno intimamente parte. Il Prof. Kruta è venuto per rendersi conto di persona della situazione ed ha ribadito la sua ammirazione per l’eccezionale patrimonio storico, culturale, ambientale dell’intero comprensorio. Si tratta, ha dichiarato, del più importante luogo di memoria della civiltà gallica in Italia. Al di là del Monte S. Angelo è stata combattuta la battaglia di Sentinum e non lontano è situata Civitalba, anch’essa di origine celtica, famosa per il suo Fregio. Senza contare le numerose altre testimonianze presenti nelle immediate vicinanze quali il Fossato eneolitico di Conelle di Arcevia. Il prof. Kruta ha voluto sottolineare la necessità di indagare secondo opportune metodologie archeologiche il territorio circostante la necropoli, prima di porre in atto qualunque progetto di escavazione; gli interventi in progetto sono pertanto da giudicare del tutto avventati. Il rischio è evidentemente quello della irreparabile distruzione del contesto relativo ai siti archeologici, di mettere in condizioni di impossibilità qualunque ricerca ulteriore, come l’individuazione dell’ insediamento (villaggio od oppidum) in relazione con la stessa necropoli. Il luogo è di grande importanza.



La comunità di Montefortino rappresenta una facies del tutto originale nella cultura celtica europea. Infatti essendo il gruppo posto più a meridione, più di ogni altro ha intrattenuto rapporti, scambi, compenetrazioni, con una pluralità di importanti vicini, come gli Etruschi, i greci di Ankon, il substrato italico. I Senoni di Montefortino veicolorano nel mondo settentrionale la cultura del mondo mediterraneo e questo portò profondi cambiamenti nell’intera Europa. Il Comitato per la difesa di Monte Sant’Angelo, nella giornata di lunedì, assieme ai rappresentanti delle associazioni culturali celtiche, le quali agiscono su basi archeologico-filologiche e promuovono la conoscenza delle radici celtiche delle nostre zone, hanno potuto piacevolmente accompagnare il Prof. Kruta e consorte, presso il Museo Archeologico di Arcevia, e assieme al Dott. Federico Uncini di Fabriano, presso il sito della storica battaglia di Sentinum, nonché a Civitalba.



Gli eminenti accademici hanno mostrato vivissimo interesse e apprezzamento per il nostro territorio così straoridinariamente denso di cultura, arte, storia, preistoria, natura; per il paesaggio stimolante, dolce e suggestivo. Di tutto ciò raccomandano la conservazione e la valorizzazione turistica appropriata. Il Comitato per la difesa di Monte Sant’Angelo, onorato della visita, grato per la disponibilità e grande affabilità dimostrata dai coniugi Kruta, gira pertanto ai nostri amministratori le raccomandazioni espresse dal mondo della cultura. Le cave al Monte Sant’Angelo sono un imperdonabile errore politico, un irreparabile danno per l’ambiente, per il paesaggio, per la memoria del passato.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 10 settembre 2008 - 2479 letture