Savini: il piano Cervellati non rilancia il centro storico

vincenzo savini Senigallia 03/09/2008 - Innanzitutto prima di entrare nel merito della proposta del Piano per il Centro Storico ritengo necessario \" partire da lontano\" in ordine agli aspetti normativi-regolamentari ed ai principi formatori cui afferiscono e derivano gli strumenti urbanistici vigenti.

Una prima annotazione critica va riferita alla vigente legge regionale del 3 agosto 1992 n. 34 (vecchia di oltre 16 anni) che detta norme in materia urbanistica ,paesaggistica e di assetto territoriale. In particolare tale legge al titolo 3°-capo 4° (art.26 e seguenti) detta le norme per la redazione ,approvazione degli strumenti urbanistici comunali,dei regolamenti edilizi e delle relative varianti. Da qui nascono le prime oggettiva difficoltà per i Comuni chiamati al rispetto di una legge obsoleta , anacronistica che necessita di una rivisitazione \"dalle fondamenta\" che consenta di attualizzare gli strumenti urbanistici territoriali alle mutate esigenze socio-economiche di questi ultimi due decenni. A tale anomalia se ne aggiunge un\'altra ancor più grave derivante da un vigente \"Piano Regolatore Generale \"della città risalente ad oltre trent\'anni fa. Una grave deficienza che credo sia unica o quantomeno assai rara in Italia. Basti pensare che un gran numero di Comuni italiani si sta dotando di nuovi strumenti urbanistici che non sono più i vecchi P.R.G. ma Piani urbanistici comunali (P.U.C.) oggi finalizzati alla Pianificazione socio-economica-culturale dell\'intero territorio urbano secondo i nuovi criteri della Programmazione territoriale. Piani che discendono ovviamente da leggi regionali recenti.


Pertanto i Piani Urbanistici Comunali nascono a seguito di leggi regionali attuali ed innovative tese a sostituire i vecchi P.R.G. a livello comunale per cui i P.U.C. individuano le zone territoriali omogenee disciplinandone gli usi ,il riassetto ecologico-ambientale ,la valorizzazione storico-culturale .le trasformazioni compatibili e sostenibili del territorio comunale. In tal senso potremo citare tantissimi esempi di buone pratiche in altrettante Regioni e Comuni.

Orbene sulla scorta di quanto sopra esposto la prima fondamentale obiezione alla Proposta Cervellati è proprio quella dell\'anacronismo e del costo conseguente della progettazione di un Piano per il Centro storico in assenza di un nuovo Piano urbanistico comunale o Piano Urbanistico Generale (P.U.G.) che dir si voglia. Soltanto in seguito all\'adozione di un P.U.C./P.U.G. si può dar corso ai Piani Attuativi dello strumento urbanistico generale tra cui ovviamente un Piano esecuti vo /attuativo per il Centro Storico e non procedere inversamente come si vuol fare in questa sede . Quindi un Piano esecutivo, redatto sulla scorta del Piano generale,realizzato allo scopo di intervenire sull\'intera area del centro storico in maniera da salvaguardare quanto di originale ed interessante dal punto di vista storico-architettonico è ancora



conservato,consentendo anche di compiere trasformazioni ,guidate oculatamente ,da inquadrare all\'interno di un articolato sistema di norme tecniche ,realizzando con ciò uno strumento aderente al tessuto cittadino ,realistico e pragmatico, utilizzando le risorse proprie interne idonee alla progettazione ,senza dover ricorrere ad onerosi incarichi esterni. In sostanza è necessario che ancor prima di essere chiamati ad approvare un piano per il centro storico si debba adottare un Piano urbanistico generale/comunale , eppoi anche in concomitanza , un Piano esecutivo-attuativo per il Centro Storico,magari addirittura unitamente ad un piano particolareggiato degli insediamenti produttivi ,ad un altro per le zone commerciali e quelle residenziali! Solo in questa ottica e con questa modalità di procedere si potrà parlare di una svolta epocale della politica urbanistica locale e non solo! Mi rendo conto però che purtroppo per Senigallia tutto ciò è pura utopia in considerazione della cultura politica sin qui espressa in materia urbanistica , per tutto quello che è già accaduto e per quello che sta per avvenire nella città! Dovendo rimanere nell\'ambito dell\'oggetto in argomento, voglio premettere che la proposta \"Cervellati\" in primo luogo non va nel senso auspicabile di una opportunità di rilancio economico sociale della nostra città. Così come articolata la proposta non consente, in generale, che il Centro storico diventi una realtà foriera di risorse per tutti ,garantendo l\'insediamento in centro di nuove realtà operative quali:botteghe artigiane ,nuovi esercizi commerciali ,ristoranti e trattorie tipici, bed & breakfast,alberghi/pensioni,servizi per il Turismo ,opifici culturali,assicurando in tal modo un recupero sostanziale dei luoghi più belli e suggestivi della \"parte antica\" di una città a spiccata vocazione turistica proiettata nel futuro.


Ora ,entrando ancor più nel merito della proposta Cervellati ritengo di non poter condividere la filosofia ovvero gli \" obiettivi generali\" del Piano che appaiono tutti incentrati sulla \"residenzialità\" cioè sulla edificazione e cementificazione propedeutica , a suo dire,ad aumentare la popolazione residente in centro,piuttosto che sulla Fruizione,Accessibilità, e Godibilità ampia e libera del centro storico. Con riferimento quindi alle \" ipotesi progettuali \" si potrebbero condividere soltanto quelle relative al recupero degli \"ex Orti del Vescovo \" e del ripristino dell\'\"Edificio del Seminario\" col vincolo tassativo che gli interventi siano finalizzati esclusivamente alla realizzazione di edilizia convenzionata e/o agevolata . Riteniamo invece ,ancorché suggestivo, poco praticabile l\'obiettivo relativo al ripristino della \"Palizzata dei Portici Ercolani\" con le oggettive difficoltà tecnico-realizzative dell\'ipotesi progettuale. Non si può assolutamente condividere l\'ipotesi progettuale che si rigetta in toto del \"Ripristino dell\'isolato demolito di piazza Simoncelli\". Valgono in tal senso le motivazioni addotte in ogni dove circa l\'assurdità di tale ipotesi .Intendo riaffermare che quell\'area dovrà essere vieppiù destinata a \"Piazza -Giardino attrezzato\"collegata funzionalmente con l\'adiacente brulla piazza del Duca ed anche con i giardini Catalani che devono essere sottratti al vergognoso stato di abbandono in cui versano,recuperandoli alla \"fruizione storica\" da parte della gioventù senigalliese. Il tutto dovrà costituire un\" unicum\" con forte capacità di attrarre nel centro storico e di godibilità in ogni tempo soprattutto per la popolazione infantile e conseguentemente per le giovani coppie ed i giovani in genere. Mi piace citare in tal senso la considerazione fatta,tra le altre ,dall\'arch. Bacchiocchi nella seduta consiliare (Consiglio Grande) del 29 maggio scorso ,a conclusione del suo intervento ,con la quale auspica che Piazza Simoncelli possa divenire una vera piazza magari dotata di portico. Per quanto attiene l\'ipotesi progettuale relativa alla \"Zattera\" lungo il fiume-canale sino al mare,pur nella sua provocatoria suggestione ,la ritengo assolutamente impraticabile,anacronistica,eccessivamente onerosa e dunque utopica , anche in relazione al carattere torrentizio del Misa .


Meglio sarebbe rendere fruibile la parte del corso del fiume che va da Ponte Garibaldi verso monte ,attualmente in uno stato d\'incuria spaventoso . Rigettiamo invece con forza l\'ipotesi progettuale relativa a Palazzo Gherardi in versione appartamenti di lusso,che dovrà essere oggetto invece di decisione a parte sulla scorta di tutto quanto ampiamente già discusso e notorio e che sarà meglio sostanziato da un progetto esecutivo di utilizzazione che intendiamo presentare . Riteniamo di rigettare anche l\'ipotesi progettuale relativa al Rione Porto-Via Carducci nella versione di colata di cemento da far scomparire via Corfù e trasformare via Carducci in una piazza inventata di sana pianta. Un\'assurdità dettata dalla \"sindrome del mattone\" che non si può assolutamente accettare nemmeno con un volo di fantasia , anche se l\'assessore Mangialardi si è preoccupato ,in sede di Commissione consiliare ,di assicurare che \" l\'intervento verrebbe eseguito soltanto se ci sarà l\'accordo con i proprietari delle abitazioni che si vedranno chiudere gli ingressi delle loro abitazioni\";cosa che per certo non avverrà mai! Ed allora a qual pro una simile maldestra previsione anziché proporre interventi per un ulteriore tentativo di rivitalizzazione ,fruizione e godibilità di quella bella porzione del centro storico. Forti perplessità ci desta l\'ipotesi di sopraelevazione dei Palazzi o edifici che sono stati colpiti dal terremoto del 1930 in considerazione delle grandi difficoltà tecniche di realizzo ed ai costi elevatissimi.(Eppoi Senigallia non è certamente immune da ulteriori eventi sismici -vedi anno 1972). Ed ancora ci appare in tutta evidenza la difficoltà oggettiva di realizzazione del \"Sistema Parcheggi\" che pure sono indispensabili nel centro storico, i quali così come ipotizzati saranno costosissimi ed altrettanto onerosi nella gestione. Sarebbe bene affrontare il problema con uno studio \"ad hoc\" che parta dall\'esistente e ne affronti in primo luogo una diversa gestione ovvero una liberalizzazione modulare che attenui la spesa della sosta a carico dei cittadini.


A seguire nella disamina del Piano si ritiene di formulare alcune considerazioni anche in ordine agli \"Ambiti di riqualificazione Urbana\" annessi al Piano stesso relativi a: 1)Ex Nirvana,Via Baroccio - 2) Arena Italia,Porta Lambertina - 3) Incrocio della Penna - 4) Bastione via Rodi. Innanzitutto si pone una questione di forma ma che è anche sostanziale: perché questi ambiti che possono considerarsi almeno in parte esterni al Centro storico ,in particolare l\'Incrocio della Penna e l\'ex Nirvana , sono stati inseriti all\'interno della progettazione di Piano ,cogliendone l\'occasione per un\'approvazione dei relativi progetti svincolata dal vigente Piano regolatore, mentre per l\'ex Hotel Augustus,(situato in pieno centro storico) è prevalsa la logica dell\'applicazione delle norme del P.R.G. che a detta dell\'assessore Mangialardi \"non potevano essere evitate, per cui in quell\'area verranno realizzati degli appartamenti in aderenza con le previsioni del vecchio Piano regolatore \" Prosegue l\'assessore Mangialardi sempre in sede di Commissione Consiliare :\"Abbiamo cercato di orientare i progettisti (Arch.Campodonico-EDRA costruzioni) ,ma non è stato facile.Non sarà un intervento come Cervellati propone , ma non sarà nemmeno uno scatolone di cristallo.E\' una scelta commerciale che non possiamo contrastare perché nel vecchio piano c\'era la possibilità di trasformare l\'albergo in appartamenti\". Al di la di ogni altra considerazione che sorgerebbe spontanea per una simile etica comportamentale (due pesi e due misure!) va stigmatizzato il fatto che scompare l\'ultima entità ricettiva nel centro storico che un tempo accoglieva più di un albergo (lo stesso albergo Augustus, il BuonVivere,il Gallo d\'Oro ,l\'albergo della Posta ed il lontano e prestigioso hotel Roma). Riteniamo che la scomparsa degli alberghi dal centro storico sia davvero esiziale per risollevare le sorti dell\'economia del centro e per quella rivitalizzazione tanto necessaria quanto disattesa. Entrando nel particolare della disamina degli ambiti di riqualificazione proposti, attese le considerazioni sopra esposte ,si ritengono comunque accettabili gli interventi relativi all\'incrocio della Penna ,all\'ex Nirvana ed al Bastione di via Rodi, seppure con le osservazioni integrative e modificative decise in sede di discussione nella commissione consiliare ,che si auspica vivamente che non vengano disattese,come purtroppo spesso è accaduto in altre occasioni nel passato recente. Per quanto concerne invece l\'intervento relativo all\'Arena Italia ove sostanzialmente s\'intende realizzare un altro centro commerciale , si nutrono forti perplessità circa la possibilità di realizzo poiché l\'ipotesi progettuale è del tutto utopistica talchè lo stesso assessore Ceresoni ne condivideva la natura utopica in una delle ultime sedute della commissione competente ,ravvisando le oggettive difficoltà di realizzazione dell\'intervento e quindi la conseguente possibilità che si perpetrasse nel tempo la gravissima situazione di degrado dell\'area con grave nocumento anche per le zone adiacenti.


Per quanto concerne infine i contenuti delle norme tecniche di attuazione del piano, pur non entrando nello specifico,va da sé che queste dovranno ovviamente essere adeguate alle varie osservazioni ed emendamenti proposti affinché perseguano lo scopo di porre in essere uno strumento urbanistico effettivamente operativo per tutta l\'area compresa all\'interno del perimetro della città murata per la conservazione del tessuto urbano e degli immobili esistenti,promuovendo il mantenimento dell\'attuale consistenza fisica degli edifici storici e garantendo destinazioni d\'uso in armonia con le abitudini e le attività del tessuto socio-economico , delle persone che vi abitano e/o che vi lavorano e di tutti coloro (residenti e non ) che devono poter fruire e godere del Centro Storico con la più ampia e libera facoltà di accesso. Tutto quanto sopra esposto non pretende di ritenere esaustiva la disamina del Piano e se ci fossero state le condizioni politiche e di tempo,avremmo potuto esporre compiutamente ulteriori dettagliate osservazioni e non limitarci alle sole macro controdeduzioni .Il nostro apporto costruttivo ,ancorchè critico,trae forza da profondi e testati convincimenti , dai contenuti delle discussioni in Commissione ,dai numerosi e consistenti interventi effettuati dai cittadini in occasione del Consiglio grande nonché dalle effettive esigenze socio-economiche della città che non possono essere colte da una progettualità imposta ,anche se altamente professionale,che conosce soltanto teoricamente la realtà in cui va a parare . Ne consegue che non sussistono le condizioni per aderire all\'approvazione del progetto di Piano per il Centro Storico proposto dall\'arch.Cervellati a meno che non vengano accolte tutte le osservazioni qui prodotte e conseguentemente vengano approvati ,nel senso indicato, i necessari emendamenti agli atti sottoposti all\'approvazione del Consiglio Comunale.


da Vincenzo Savini
capogruppo Coordinamento Civico




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 settembre 2008 - 5138 letture

In questo articolo si parla di politica, vincenzo savini, piano cervellati


\"nonché dalle effettive esigenze socio-economiche della città che non possono essere colte da una progettualità imposta ,anche se altamente professionale,che conosce soltanto teoricamente la realtà in cui va a parare\"<br />
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questa è la migliore sintesi che abbia letto sulla congruità intellettuale del Piano<br />
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solo chi è stato \"incaricato\" e non è mai vissuto a Senigallia può trovare piazza Simoncelli un \"vuoto urbanistico\", io la trovo una piazza un po\' squallida che va rivalutata<br />
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anche l\'ipotesi dell\'utilizzo del Misa mi fa pensare che il sopralluogo del Cervellati in città sia stato troppo breve<br />
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non mi trovo d\'accordo sulla sopraelevazione degli edifici: nel caso dei portici Ercolani vi sono degli evidenti \"buchi\" che andrebbero riedificati in via coattiva, la vista dei portici se ne gioverebbe

maddeche... ti invidio. Evidentemente ce l\'hai fatta a leggere tutto il \"papier\" di Tino. Ma come hai fatto?

maddeche, sì. Sei proprio un eroe. Mi sono divertita a controllare. L\'articolo di Savini è di 14mila e 200 battute, spazi inclusi. Oltre le 4-5mila battute gli articoli diventano illegibili. Come tutti i giornalisti sanno. A meno che non si sia Eugenio Scalfari e non si scriva il \"fondo\" della domenica. Lui, però, non va mai oltre le 10-11mila battute, cambiando argomento due o tre volte. Ma Savini è un funzionario regionale in pensione e in burocrazia la prolissità è un pregio. <br />
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P.S. Mi piacerebbe che Savini mandasse questo articolo a Sabrina Marinelli del Corriere: così impara a far arrabbiare la sindaca. La poveretta stramazzerebbe, dovendolo correggere e sintetizzare.<br />


l\'ho letto tutto, ho fatto un fioretto, ma i contributi di Savini valgono la pena<br />
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sul CA mi sembra sia apparsa una sintesi nei giorni scorsi<br />
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è tutta colpa nostra, non riusciamo a mantenere la concentrazione per più di tre minuti e la comunicazione si adegua<br />
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quando scrivevo per il CA la Bianciardi mi costringeva alle 3900 battute, io gliene chiedevo 4500 e lei diceva no, una cosa insopportabile<br />
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oh, comunque anche Scalfari si legge che è un piacere...<br />

Scalfari...<br />
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P.S. Sulla pagina di Senigallia è così. Io sono più fortunata. In pagina Marche vado sulle 4600-4800...

Perchè, cos\'ha di male il \"capo 4°\"??<br />
In fin dei conti fornisce le istruzioni per l\'approvazione dei Piani Regolatori Generali e le loro Varianti, non per dire i vari Piani Particolareggiati, i Piani di Lottizzazione, i Piani per l\'Edilizia Economica Popolare, i Piani per gli Insediamenti Produttivi, che sono strumenti più...celeri.<br />
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E poi bisogna anche tenere conto che un P.R.G. deve contenere una serie di parametri da anni ritenuti necessari per un buon sviluppo urbano (come piace dire da un pò di tempo a questa parte, sviluppo sostenibile).<br />
Di base la legge 34/1992 dice solo che il P.R.G. e le Varianti al P.R.G., una volta adottate, devono anche passare il vaglio della Provincia e poi ritornare ed essere approvati definitivamente dal Comune: ma se il piano va bene, e chi lo ha redatto ha tenuto conto dei parametri richiesti, passa senza problema.<br />
Addirittura, al comma 4 dell\'art. 26 abbiamo una sorta di silenzio-assenso per l\'operato della provincia...meglio di così!

Certo, sarebbe auspicabile inquadrare completamente il territorio con una pianificazione \"in toto\", poi all\'atto pratico ho paura che tutti i compromessi necessari snaturerebbero ogni cosa.<br />
Doverbbe essere fatto da una persona che conosce bene Senigallia e che è ben visto...buona fortuna!

Sto nelle 107 battute: d\'accordo con Savini ma bene Maddechè sui buchi nei Portici che rovinano lo skyline.

Ma come cacchio fate ad appassionarvi a questo argomento?<br />
Credete davvero che si farà quello che dice Cervellati?<br />
E se anche si facesse,sono sicuro che noi saremmo tutti nell\'al di là.<br />
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Voi all\'inferno ed io in paradiso insieme a Silvio!


su inferno e paradiso seguo le indicazioni di Oscar Wilde

Una domanda a Savini, perchè parli al plurale? guarda che sei rimasto solo, e io dico che è una fortuna.

Off-topic

Tra l\'inferno e il paradiso con Silvio, non so quale sia il male minore....;)