Primavera, Luna e natura i temi dominanti nel terzo concorso Vedovelli

2' di lettura Senigallia 31/08/2008 -

Forse è più di una coincidenza che tantissime delle 20 poesie selezionate dalla giuria del terzo premio nazionale di Poesia Cesare Vedovelli fossero dedicate alla Primavera e alla Luna: una poesia decisamente bucolica, sebbene con molte eccezioni.
Alla fine a prevalere sono stati Leone D\'ambrosio per la sezione in lingua e Luana Zerbino per quella in dialetto.



La serata è stata aperta con le poesie scritte dai bambini della scuola elementare di Sant\'Angelo, premiati dalla Coop da Silvano Paradisi.

Poi Alessandro Cicconi Massi e Laura Mosconi della compagnia teatrale I semi di Maggio hanno letto le 20 poesie finaliste con l\'accompagnamento musicale della chitarra di Roberto Chiostergi.

A consegnare i premi Marisa e Vania Vedovelli, rispettivamente moglie e figlia di Cesare Vedovelli alla cui memoria è dedicato il concorso.


Ecco i vincitori:


Sezione poesia in lingua italiana:

10) Raccontami del cielo di Angelo Colucci (Lodi)
9) Nox di Giovanni Bottaro (Bologna)
8) Senza scarpe di Patrizia Macchelli (Rimini)
7) La vita di Gianni Balercia (Ancona)
6) Colori di campagna di Pietro Baccini (Savona)
5) Apologia di un amore di Anna Maria Obadon
4) Ricordo remoto di Sara Piacentini (Lombardia)
3) Giugno di Federica Galli (Reggio Emilia)
2) Treno per Monaco via Trento di Antonio Villa (Formia)
1) Sorgente forestiera di Leone D\' Ambrosio (Latina)

Sezione poesia in dialetto:

10) Alle cinque torri di Franco Ponseggi (Bagnacavallo)
9) La bora di Andrea Mazzanti (Senigallia)
8) Murì na bona vòta di Pietro Baccino (Savona)
7) \'A Primmavera di Vincenzo Cerasuolo (Napoli)
6) Quel dì lontan da cà di Marina Bortolotti (Trento)
5) Turista a Jesi di Floriana Alberelli

4) Pensieri da munéllu di Pietro Anderlucci (Cupramontana)
3) Cara amica luna di Letizia Greganti (Marina di Montemarciano)
2) Vente d\'aprile di Floredana De Felicibus
1) Esiliu metropolitanu di Giuseppe Tirotto (Sassari)


La poesia dei bambini




Sorgente forestiera di Leone D\' Ambrosio




Vente d\'aprile di Floredana De Felicibus








Questo è un articolo pubblicato il 31-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 30 agosto 2008 - 9747 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, alessandro cicconi massi, poesia, acli, premio vedovelli, spettacoli, marisa vedovelli, vadia vedovelli, acli san silvestro, roberto chiostergi, laura mosconi


Primavera, luna, natura.<br />
<br />
Una volta si parlava di quello che c\'è dentro, no di quello che sta fuori

Ma quello che sta fuori influenza quello che c\'è dentro.

Forse un po\' la natura se rimani in mezzo a un terremoto o ad un\'alluvione.<br />
<br />
Ma la primavera e la luna no de sicuro.<br />

Belle poesie. A mio avviso si sarebbero dovute invertire la prima e la seconda in lingua italiana. Ma va bene anche così.<br />
Nella sezione dialetto non poteva mancare la \"boiata\" di Andrea Mazzanti che tutto è fuorchè un poeta. Potrebbe prendere un premio, secondo me, al massimo in una gara di barzellette.<br />
Ciò che mi ha invece positivamente stupìto è la grande bravura dei due dicitori Alessandro Cicconi Massi e Laura Mosconi. Non ci hanno fatto minimamente rimpiangere Mauro Pierfederici, anzi. Bravi veramente.

Senza nulla togliere a nessuno, a mio avviso è più bravo Cicconi Massi che Pierfederici.<br />

Concordo anche io sul giudizio sulla seconda poesia in lingua italiana.<br />
<br />
Anche io mi accodo ai complimenti ad Alessandro Cicconi Massi.<br />
<br />
Non condivido il tuo giudizio su Andrea Mazzanti, i temi delle sue poesie sono leggeri, a volte volgari, ma il suo modo di scrivere è davvero efficace. E\' anche molto bravo nel recitare le sue poesie.

Caro Michi su questo non mi trovi proprio d\'accordo. La poesia è una cosa, la barzelletta è un\'altra.<br />
Anche se su un tema leggero, lo scritto poetico lascia sempre strascichi nell\'animo.<br />
I componimenti di questo ragazzo, pur se ben recitati, al massimo sono buoni per fare quattro risate.<br />
<br />
In quest\'ulteriore commento rinnovo di nuovo i miei complimenti ad Alessandro Cicconi Massi. La sua bravura nella recitazione è stata veramente la \"chicca\" della serata.

La sua poesia sulla bora, che ho solo ascoltato e mai letto, riesce a farti sentire in mezzo al vento, anche grazie a tante onomatopee. Lascia dei sentimenti. Poi magari li rovina con qualche volgarità.

II, 49<br />
Telesina per moglie non la voglio.<br />
Perché? E\' puttana! Ma la dà ai ragazzi...<br />
Se ci sono i ragazzi, allor la voglio!<br />
<br />
(Marco Valerio Marziale - Epigrammi)<br />
<br />
Il poeta deve essere casto e pio; ma non v\'è nessuna necessità che siano tali i suoi versi. <br />
(Gaio Valerio Catullo)

ammazzalitutti

Questo è il testo della poesia:<br />
<br />
La bora<br />
<br />
Gambia il vent, tutt ‘na volta<br />
tocca l’acqua, ‘l mar s’arvolta <br />
Gambia ‘l vent, s’alza la bora<br />
a “dà ntel cul ma chi sta de fora” <br />
<br />
Arbalta e sbatt, s’alza e spegne<br />
spoja i fili d’i pagni a stend <br />
d’ giorn, d’ nott, fin quand è scur <br />
pia le finestr, le sbatt ntel mur<br />
<br />
Frusta l’erba, braccia la pianta<br />
la sninna la sforza e infin la schianta<br />
ulula, lucca, ndo passa lascia<br />
fiotti de vent, respir ch panscia <br />
<br />
Sporca i vetri sa n impiastricc<br />
bianc e salat, piccigaticc<br />
monta ‘l mar sotta la bora<br />
schiuma, sbufa e va tutt de fora<br />
<br />
P’ strada t chiappa t carca e nte lassa<br />
forza ndo ponta finchè non passa<br />
nti bughi più nudi s’infila e rampina <br />
griccia la pell, apena s vicina<br />
<br />
Imbavajate ben, fa ch n’n t tocca <br />
t mosca le labbra si t bagia la bocca<br />
preghier, biastimi, detti al mument<br />
enn magnati e cuperti, da la lingua d’l vent<br />
<br />
Mena e dà i schiaffi sol quand camina<br />
sa na man te spoja, sa na man te rapina<br />
le test enn bass, i volti rosci e strantiti<br />
na volta scoperti nudi sott i vestiti<br />
<br />
Fugg a casa, chiud le finestr,<br />
arparat, inchiavate e guai a chi esc.<br />
Cend l camin ch vien la bora!<br />
Fa n fog alt, fa ch n’n te trova!<br />
<br />
La mia intenzione era quella di descrivere l\'atto di violenza del vento che prorompe sul paesaggio inerme, assimilando l\'immagine della natura violata a quella di un vero e proprio stupro. <br />
<br />
L\'idea della violenza, di una minaccia che arriva dal mare, ha richiamato in me l\'immagine dei pirati che razziavano le coste di Marina, Marzocca e Senigallia: di qui i richiami al furto, allo stupro e al fuoco, che non è il fuoco del focolare domestico, bensì quello delle segnalazioni d\'allarme. <br />
<br />
Ovviamente, ho dovuto adottare un linguaggio consono all\'argomento e nel tessuto della poesia ho inserito un vecchio detto popolare \"La bora dà ntel cul a chi sta de fora\".<br />
<br />
Non mi pare di rintracciare volgarità, semmai utilizzo una metafora sessuale e gioco su due piani semantici. Di espliciti riferimenti sessuali è zeppa la letteratura (a random: Pietro Aretino, Cecco Angiolieri, Bukowski, Patrizia Valduga, Giorgio Baffo, Marziale, Rimbaud, i lirici greci, Lorenzo de Medici, Pavese, Neruda...ecc.ecc.ecc. tutti barzellettieri che ti danno da studiare all\'università) e le mitologie di tutto il mondo. Non ho inventato niente...<br />
<br />
In ultimo, mi dispiace per te, ma le barzellette non le so raccontare. Continuerò come sempre a pensare, dire e scrivere quel che mi pare.<br />
<br />
Andrea M. <br />

ammazzalitutti

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Che tu possa scrivere e pensare quel che ti pare è fuori da ogni dubbio.<br />
<br />
Paragonarti a Pavese o Neruda e via dicendo quando hai scritto \"La bora dà ntel cul a chi sta de fora\" mi sembra un azzardo che arriva a sconfinare quasi nel ridicolo. <br />
<br />
La poesia è serietà, la poesia è compostezza, è una esternalizzazione di pensieri che segue regole ben precise anche quando il verso è libero e quando si rendono necessari raffronti e metafore.<br />
<br />
I versi e le metafore sono una cosa, le stupidaggini sono ben altra.<br />
<br />
Non è un caso che nella serata di San Silvestro molti componimenti sono stati salutati da applausi e commozione mentre il tuo da sonore risate tipiche di chi ha appena sparato una \"boiata\" da bar.<br />
<br />
Purtroppo al giorno d\'oggi troppi si sentono poeti.<br />
<br />
I miei complimenti, quelli doverosi, alla tua bravura nella recitazione.<br />

ammazzalitutti

Non mi mettere in bocca cose che non ho mai detto. Citavo questi autori come esempio d\'autorità: sicuramente sono lontano dal credermi e dall\'essere ai loro livelli. <br />
Sei fuori strada quando dici che la volgarità e la provocazione non rientrano nei canoni dell\'arte e della poesia. Stefano Benni usa una bestemmia nella sua \"Dormi Liù\", nella \"Lisistrata\" di Aristofane le donne convincono gli uomini a non far la guerra con uno sciopero del sesso, lo sperma è l\'argomento di \"Acqua Sessuale\" di Neruda. Posso fartene a milioni di esempi. Tutti al bar?<br />
Io invece non riesco a capire a chi ti riferisci quando sentenzi con tanta sicumera sulla poesia.<br />
Mi piacerebbe sapere. <br />
Dire che la volgarità non rientra nella poesia perché non ti piace è come dire che i broccoli non sono cibo perché io li detesto.<br />
Non tutta la poesia è lirica, anzi quella dialettale si presta in modo particolare alla satira e al riso (vedi Trilussa, Porta, Belli ecc.). <br />
Se la gente ride, significa che ho fatto bene il mio lavoro. <br />
<br />
E chi sta mal fiotta

La \"volgarità\" nei canoni dell\'arte e della poesìa?<br />
Spero proprio tu stia scherzando.<br />
Addirittura bestemmie?<br />
<br />
Queste cose sono tipiche di chi non riesce ad attirare l\'attenzione con i propri versi, di chi ha bisogno di \"forzature\" macroscopiche perchè altrimenti il suo scritto sarebbe insignificante.<br />
<br />
Trovami una sola parolaccia nei componimenti del Leopardi, del Foscolo, di Kienkeergard Soreen o di altri poeti \"veri\" che sanno cosa o come scrivere.<br />
<br />
Quando si vuol parlare di sesso in un componimento (perchè non è proibito) bisogna farlo con stile, perfino le metafore in forzatura non devono mai e poi mai superare certi limiti. D\'annunzio è un maestro in questo. <br />
<br />
Un consiglio: prova a mandare uno dei tuoi capolavori al concorso internazionale dei dialetti multiways \"voci nostre\" che si svolge presso la sede della biblioteca internazionale del Parlamento Europeo di Bruxelles. Non pensare che sia troppo lontano, visto che lo scorso anno ha vinto un eccelso poeta della nostra terra.<br />
Poi facci sapere come ti classifichi.<br />
<br />
Se la gente ride, vuol dire che si sono scritte barzellette.

Anonimo

beh, allora è chiaro! Dovevo fermarmi all\'Ottocento e non studiare i poeti \"finti\"! <br />
Mi dispiace, non devo vincere nulla per dimostrare niente e soprattutto a te.<br />
Ma comunque ti ringrazio per i preziosi esempi che mi hai fornito sul ridicolo... <br />

Anonimo

insomma anonimo sostenitore della compostezza, suvvia! la poesia di Andrea non era affatto volgare, la gente non rideva da bar (io lo so come ridono dopo le boiate da bar...),ma di sorpresa perché è arrivata loro una sferzata di vento...e se sostieni che la poesia non può accogliere parte dello spettro del linguaggio vuol dire che stai operando una censura sui tuoi stessi pensieri. Io scrivo da quando ho nove anni, la mia poesia non aspira alla moderazione ma a sconfinare e abbattere i limiti. E se capitasse che qualcosa dovesse assomigliare così tanto allo sperma come i residui di sale del vento non esiterei ad inserire la parola nel vocabolario poetico.<br />
Te lo dice una poetessa vera.<br />

ilaria

mi serve 1 tema sulla primavera ma comunque le poesie sn belle!!<br />




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