Senigallia 2028: la spiaggia dei peri

senigallia 4' di lettura Senigallia 14/08/2008 - Senigallia 2028. Un cartello all\'entrata della città: \"La spiaggia dei peri\". Due stenti peretti emblema della città, una volta immersa nei pini, sono oggi nello stemma araldico del luogo.

Il centro storico ha spodestato da tempo \"l\'Italia in miniatura\" di Miramare di Rimini nella preferenza per le gite domenicali. Per dar retta a un architetto nostalgico delle donne in crinolina - ma chi era quel sindaco che gli ha dato retta? - è stato ricostruito il ghetto ebraico, con tanto di bottegucce con porticina ad arco piccina picciò e asta con l\'insegna fuori dal locale. Per dare maggiore credibilità al luogo e incentivare il turismo, a tutti i commercianti della zona è stato fatto obbligo di farsi crescere la barba e le treccioline di rito. Facendo finta che il terremoto del 1930 sia accaduto altrove, è stato poi ricostruito il terzo piano dei palazzi del Corso. Tutte nuove abitazioni vendute dai fortunati costruttori a peso d\'oro. Anche il famoso palazzo Gherardi, una volta sede del PCI (per chi non lo sapesse, è stato il più importante partito di \"sinistra\" che ha connotato gli albori della Repubblica italiana) ospita oggi residenze di lusso.


Circa la ristrutturazione del palazzo, ancora infuria la polemica. Ma è una polemica sterile, nonostante tutto l\'impegno di un irriducibile avvocato locale. Nessun garage per i nuovi appartamenti, naturalmente, né una viabilità possibile. E allora le jaguar, mercedes e ferrari dei proprietari vagano tutta la notte per la città, guidate da autisti cingalesi, gli stessi che hanno colonizzato la vicina zona del porto. Qua e là, qualche risaia. Per seguire l\'architetto di cui sopra e riportare tutto all\'Ottocento, sono stati infatti abbassati gli argini del fiume e la popolazione s\'è adattata. Anche perché, ormai, i cinesi sono in maggioranza. Gestiscono anche una bottega: \"Buccelletti\". Vende droghe di ogni genere in piazza Roma. Affittano sedie e vendono a poco prezzo bottigliette d\'acqua ai pensionati che invano, durante le loro passeggiate, cercano una panchina o una fontanella per dissetare se stessi e il vecchio cane.


In via Carducci, l\'aiuoletta posticcia di palme tropicali costruita in mezzo alla strada nel lontano 2008 è diventata definitiva e ormai gli alberi fruttificano succose noci di cocco. Anche le ombre dei morti che ornano la rotatoria all\'uscita dell\'autostrada sono ancora lì. S\'è sparsa la voce della loro presenza, e gli automobilisti che passano da quelle parti sono soliti guidare con una mano sola per poter procedere con gli opportuni scongiuri. La zona marina a nord di Senigallia è la nuova \"Città Proibita\", sul modello degli imperatori cinesi. I più anziani ricordano ancora quando i due moli erano collegati da un ponticino di legno. Altri tempi. Una strana insegna introduce alla Città Proibita: \"Italcementi\". Alte mura e vigilantes la proteggono. Quattro torri e un ex-albergo alti sette piani sono la sua caratteristica. Ex-albergo e torri alti quanto il vicino albergo \"Le Vele\", ormai in disuso. L\'albergo della Città Proibita è stato riadattato già nel 2015 a monolocali. Avevano tentato di farlo essere un \"cinque stelle\", come il Grand Hotel di Rimini - che, però, proprio in quegli anni era stato dismesso perché in costante perdita - senza considerare il fatto che neppure i \"quattro stelle\" a Senigallia si riempiono. Una Città Proibita di cinquantamila metri quadrati, di cui solo settemila metri allietati dal verde. Nessun problema, però. L\'edilizia ha le sue regole. L\'espansione di Senigallia - caotica come sempre - è avvenuta, peraltro, lungo la cosiddetta \"complanare\", dove una volta c\'erano fertili terreni. Ed è questo il problema che non fa dormire l\'attuale assessore senigalliese al traffico, \"figlio politico\" di quel Maurizio Mangialardi che anni addietro ha governato la città. Ma una soluzione per tamponare si troverà. Come sempre. Stanno già pensando di costruire una rotatoria in Piazza del duomo e una nuova complanare sopra le vecchie mura della città. Tanto le monache di clausura son tutte morte.


Alle spalle di Senigallia vive una comunità caratteristica. I \"Sottovuoto di Ribeca\". Famiglie che abitano case murate e insonorizzate, tra alte barriere di plexiglass. Aprono le finestre solo una volta ogni quattro anni, in occasione dei campionati del mondo. Quando gioca l\'Italia e tutte le strade e autostrade si svuotano. È in quelle occasioni che i genitori insegnano ai bimbi i misteri del cielo e delle stelle. Sempre indossando la maschera antigas, naturalmente. Come, del resto, tutti gli altri cittadini. Ancora incombe, infatti, la nuvola nera di anidride carbonica che s\'è sprigionata sulla città quando, ventanni fa\', le migliaia di pini abbattuti sono stati bruciati nelle caldaie e camini di chissà chi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 14 agosto 2008 - 7670 letture

In questo articolo si parla di attualità, mariangela paradisi, senigallia





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