Ecco Plage Sauvage 2008

5' di lettura Senigallia 09/08/2008 -

Dal 12 al 17 Agosto torna Plage Sauvage al Mezza Canaja. Attesi sulla spiaggia di Velluto più di 300 ragazzi dai centri sociali di tutta Italia.
Quest\'anno l\'evento sarà focalizzato sull\'emergenza abitativa e sul diritto alla casa.



Il mattone è il risultato di acqua, cemento, polvere, sangue e sudore.
Il mattone viene dai “lavori della stanchezza” quelli che fiaccano il corpo per il peso, il ritmo e gli straordinari fatti per arrivare a fine mese ed avere nonostante tutto, un salario basso.
Il mattone è pietra sacrificale per un “esercito” di operai edili – migranti ed italiani – feriti o morti sul lavoro, o meglio, per il lavoro e la ricchezza di qualcun altro.

Il mattone, anche quello fatto di capitali illeciti e macchiati di sangue, è moneta di scambio tra organizzazioni malavitose, latifondisti, costruttori, imprenditori spregiudicati, furbetti del quartierino, banche e multinazionali. E’ soggetto ed oggetto di patti tra potere politico ed economico.
Il mattone è accumulo di capitale: ieri rendita fondiaria, oggi, rendita finanziaria.
Il mattone è ormai un componente fondamentale di ogni investimento al di la che si tratti di azioni, obbligazioni o titolo di stato.

Le mattonate sono i fendenti mossi per affermare la politica clientelare che governa il nostro paese.
Le mattonate sono le colate di cemento che hanno distrutto il territorio, violentato l’ambiente, inquinato l’aria e resa nociva la vita.
Le mattonate sono le grandi infrastrutture e le grandi opere che sacrificano sull’altare del profitto privato, vite e saperi consolidati, in nome di una falsa ed ipocrita ideologia “sviluppista” (che sia la TAV in Val di Susa o la Complanare a Senigallia).
Le mattonate sono i centri commerciali che hanno ridisegnato lo spazio urbano delle nostre città: territori del consumo totale che hanno ridotto i centri storici in “boutique di lusso” e abbandonato le periferie a se stesse.
Le mattonate sono anche quelle lanciate da una politica scellerata, che ha seppellito sotto milioni di metri cubi di cemento l’edilizia residenziale pubblica e sociale, trasformando la casa da bene d’uso a “bene a scopo di lucro”, per poi infilare il collo delle persone dentro i nodi scorsoi dei mutui bancari o degli “affitti-inaffittabili” delle agenzie immobiliari.
Le mattonate sono dispositivi di filtraggio, selezione e gerarchizzazione degli spazi urbani al fine di produrre una razionalizzazione economica del vivente e del vivere.

Mattonate che hanno ridotto redditi e salari, dequalificato il lavoro, bloccato la mobilità sociale, trasformato la “Repubblica fondata sul lavoro” in “Repubblica fondata sul mutuo” e la dieta mediterranea in “dieta della quarta settimana”, creando un cortocircuito tra mercato del lavoro e mercato della casa. Una vera e propria “discesa di classe” che sta generando una nuova e diffusa proletarizzazione, soprattutto nelle fasce giovanili.
Mattonate come pioggia, che hanno lasciato case senza gente e gente senza case.

Quest’anno, anche la Plage Sauvage vuole lanciare le sue mattonate.
Mattoni fatti di parole e corpi, sudore e sapere. Mattoni sapientemente impastati in un anno di inchiesta e di conflitto sul diritto alla casa.

Quest’anno, mattone su mattone, costruiremo la nostra proposta per la ricostruzione di un patrimonio di edilizia pubblica cittadina e per il diritto all’abitare a Senigallia.


Il Prgramma:


- Martedì 12 Agosto: C\'EST LA PLAGE!

> h. 22:30 - Rebel Music with:
DJ Shuma + DJ Taran10 + DJ Bufa (Kombat Rock-Rock\'n\'Roll-Ska)


- Mercoledì 13 Agosto: NAPOLI: LA SELVA DI CHIAIANO.

> h. 18:30 \"Il rifiuto del rifiuto\".
Aperitivo+Mostra fotografica a cura della Rete Campana Salute ed Ambiente e del Lab. Occ. Insurgencia (Napoli Nord).
> h. 22:00 Proiezione: \"Biutiful Cauntri\".
Regia di E. Calabria, A. D\'Ambrosio, G. Ruggiero - Documentario - 2007

Info sul film: http://www.movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/

Una giornata dedicata alla lotta esplosa in Campania contro la devastazione ambientale e politica che vede contrapposte da una parte le forme autorganizzate della popolazione campana e dall\'altro le oligarchie economiche e politiche del nostro paese. Un viaggio fatto di parole, foto, immagini video, che ci raccontano dello scontro tra Democrazia e Stato.


- Giovedì 14 Agosto: TRASH NIGHT ON THE BEACH!

> h. 23:00 - Spiaggia Occupata con DJ Nestor & DJ Dempir

(Open: (Leta)Maio DJ + Massi&Vesco DJ)
... un\'istituzione più che una festa!!!


- Venerdì 15 Agosto: TEATRO: “ANSIE DEL NOVECENTO”
> h. 22:00 - \"Qualcosa sugli ultimi quarant\'anni\". Cooperativa Culturale Jesina.

In ricordo di Armando e Luigi Angeloni, Vincenzo Carboni, Francecso Cecchi, Calogero Grasceffo, Alfredo Santinelli, Mario Saveri uccisi dai nazifascisti a Jesi il 20 giugno 1944.

Uno spettacolo teatrale il cui scopo è quello di ricordare gli anni del secondo dopoguerra, gli anni del boom economico, del terrorismo, delle stragi contrapposte alle battaglie popolari per la “democrazia, la giustizia e la libertà”. Un esempio di teatro-documento che parla dell’Italia cercando di far cadere l’attenzione su alcuni dei misfatti che, calpestando i diritti del popolo, hanno cercato di svilire ed annullare le conquiste ottenute con la Resistenza. E’ il lungo percorso della strategia della tensione raccontato tra teatro, poesia e storia.

Testo e regia di Gianfranco Frelli. Con: Simone Marani, Luigi Bini, Emanuele Cerioni, Margherita Anibaldi, Silvia Sbarbati, Silvia Sassaroli, Luce Merli, Manola Carbini, Milena Gregori, Gioia Tangherlini, Maria Costanza Boldrini, Federica Rossetti, Giorgia Mazzarini, Chiara Pirani, Daniel Falappa, Jacopo Mancini.


- Sabato 16 Agosto: DANCEHALL NIGHT: Sir. David Rodigan (UK)

> h. 23:00 – Direttamente da Londra il dj reggae/dancehall n° 1 al mondo, al 30° anno di carriera!

Feat: Always Loving Jah (MC) + Majorani Sound (NA)


- Domenica 17 Agosto:
... v\' de\' vujaltr\' co\' vulè fà!





...

Il documento politico del Mezz...

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 agosto 2008 - 5396 letture

In questo articolo si parla di mezza canaja, politica, plage sauvage


PLAGE SAUVAGE ‘008<br />
MATTONATE<br />
“AVVICINARMI AL CEMENTO, CON LE MANI E COL NASO,<br />
È STATO L’UNICO MODO PER CAPIRE SU COSA SI FONDAVA IL POTERE, QUELLO VERO.”<br />
(R. SAVIANO – “GOMORRA”)<br />
Mattonate. Titolo shock, eppure, ci dispiace per i più generosi, non è un invito a disselciare le<br />
strade e procurar battaglia.<br />
Il mattone è il risultato di acqua, cemento, polvere, sangue e sudore. Il mattone viene dai “lavori<br />
della stanchezza” quelli che fiaccano il corpo per il peso a cui viene sottoposto, per i tempi che<br />
superano le otto ore, per gli straordinari fatti per arrivare a fine mese ed avere nonostante tutto, un<br />
salario basso.<br />
Il mattone è pietra sacrificale per un “esercito” di operai edili – migranti ed italiani – feriti o morti sul<br />
lavoro, o meglio, per il lavoro e la ricchezza di qualcun altro.<br />
Il mattone anche quello fatto da capitali illeciti e macchiati di sangue, è oro: un oro che come un<br />
diamante, è per sempre. E’ moneta di scambio tra organizzazioni malavitose, latifondisti,<br />
costruttori, imprenditori spregiudicati, furbetti del quartierino, banche e multinazionali. E’ soggetto<br />
ed oggetto di patti tra potere politico ed economico. Infine, il mattone è accumulo di capitale: ieri<br />
rendita fondiaria, oggi, rendita finanziaria.<br />
Le mattonate sono i fendenti mossi per affermare la politica clientelare che governa il nostro<br />
paese. Le mattonate sono le colate di cemento che hanno distrutto il territorio, violentato<br />
l’ambiente, inquinato l’aria e resa nociva la vita. Le mattonate sono le grandi infrastrutture e le<br />
grandi opere che sacrificano sull’altare del profitto privato, vite e saperi consolidati, in nome di una<br />
falsa ed ipocrita ideologia “sviluppista” (che sia la TAV in Val di Susa o la Complanare a<br />
Senigallia), Le mattonate sono i centri commerciali che hanno ridisegnato lo spazio urbano delle<br />
nostre città: territori del consumo totale che hanno ridotto i centri storici in “boutiques di lusso” e le<br />
periferie in asfalto desolato lasciato bruciare al sole. Le mattonate sono anche quelle lanciate da<br />
una politica scellerata, che ha seppellito sotto milioni di metri cubi di cemento l’edilizia residenziale<br />
pubblica e sociale, trasformando la casa da bene d’uso a bene a scopo di lucro, per poi infilare il<br />
collo delle persone dentro i nodi scorsoi dei mutui bancari o degli “affittiinaffittabili”<br />
delle agenzie<br />
immobiliari. Mattonate come pioggia, che hanno lasciato case senza gente e gente senza case.<br />
I meteorologi annunciano acquazzoni, ma la precarietà che ormai ha assunto il volto e la patologia<br />
del carovita, rende sempre più difficile trovare se non un posto al sole, almeno all’asciutto.<br />
Ecco una breve radiografia dell’Italia che è passata dalla dieta mediterranea alla dieta della quarta<br />
settimana.<br />
I prezzi rispetto allo scorso anno, soprattutto nell’ultimo semestre, sono aumentati del 6,1% (fonte:<br />
Istat) mentre gli acquisti domestici sono diminuiti, in quantità, dell’1,8% rispetto al 2006 (fonte:<br />
Conf. Italiana Agricoltori). Nel 2007si è registrato un calo nei consumi del 7,3% per il pane, del<br />
4,5% per la pasta, del 2,8% per la frutta, del 3,2% per le verdure, del 2,3% per il latte e del 3,85%<br />
e 2,3% rispettivamente per le carni bovine e suine (fonte: C.I.A.). Gli aumenti dei costi invece,<br />
vedono al primo posto il pane con un + 12,3%, la pasta + 8,4%, il latte + 7,6% e la frutta + 5,6%<br />
(fonte: C.I.A.).<br />
Interessante è lo studio che l’Istat ha fatto sulla “inflazione percepita”, evidenziando lo iato che<br />
separa i rincari reali da quelli quotidianamente percepiti dai cittadini.<br />
In base al quotidiano confronto con i prezzi, l’aumento dei generi alimentari è percepito del 18,9%<br />
rispetto al 6,1% dei dati statistici, quello dei trasporti sta a +15% invece del +6,9%. La forbice tra la<br />
“realtà” e la sua “percezione” – a questo punto inevitabilmente entrambe tra virgolette – aumenta<br />
considerevolmente se si parla del tempo libero – spettacoli e cultura – dove l’aumento percepito è<br />
dell’11,3% mentre la statistica si ferma all’1,1%.<br />
1<br />
Mentre i prezzi salgono, i salari scendono ed a perdere non sono solo le categorie più deboli o gli<br />
operai. Nei primi mesi del 2008 ad essere diminuite di più sono state le retribuzioni nominali annue<br />
lorde degli impiegati, soprattutto quelli con meno di 24 anni.<br />
Se nel 2007 la paga lorda di un impiegato giovane era di 19.882 euro annue nel 2008 è di 19.275<br />
euro. Quella di un giovane operaio, invece, era di 19.483 euro ed ora è di 19.217 euro. In un anno<br />
i salari sono calati rispettivamente del 3,1% e dell’1,4%. Ora, a prescindere dall’età – se si sale la<br />
situazione migliora solo leggermente – possiamo vedere che in media gli impiegati hanno perso il<br />
3,1% e gli operai il 2,9%.<br />
C’è una sola categoria che invece – guarda caso – ha visto aumentare sensibilmente le proprie<br />
retribuzioni lorde annue, quella dei dirigenti con un + 6,4% dal 2007 al 2008. (fonte: 9° rapporto<br />
sulle retribuzioni in Italia – OD&M). E poi c’è chi sostiene che non esistono più le classi!<br />
E’ evidente che quando si parla di perdita del potere d’acquisto bisogna anche fare una distinzione<br />
tra le zone più colpite, il sud, quelle meno colpite, il nord, e chi per condizione geografica ed<br />
economica sta nel mezzo, il centro Italia (fonte: Istat).<br />
Con i salari anche la casa si è ristretta. Dalla fine degli anni ’90 grazie al basso costo del denaro<br />
era diventato conveniente indebitarsi. In molti così ne hanno approfittato per comprare immobili,<br />
facendo salire la richiesta di case e quindi i prezzi. La conseguenza è stata che l’81% delle<br />
famiglie sono diventate proprietarie e solo il 18,4% sono rimaste in affitto: ai primi si è abolito l’ICI,<br />
ai secondi lo Stato concede 5,8 euro all’anno ad abitante, 48 centesimi al mese. Ecco la spesa<br />
sociale per la casa per chi è rimasto fuori dalla corte della proprietà.<br />
Dal 1998 per porre un freno al mercato immobiliare è stato creato il “Fondo di sostegno all’affitto”<br />
(Fsa), che tramite decreto del Ministro delle Infrastrutture – perché per costoro la casa è tale –<br />
ripartisce i fondi alle Regioni che a loro volta li smistano ai Comuni, i quali tramite graduatoria, li<br />
distribuiscono alle famiglie bisognose. Nel 2000 per il Fsa erano stati stanziati 360 milioni di euro,<br />
nel 2007 solo 210,9 milioni: il minimo storico. Proporzionalmente alla diminuzione del fondo<br />
aumentavano le richieste, da 42.803 a 106.105 domande.<br />
Riassumendo, dal 2000 al 2007 i fondi statali sono diminuiti del 41,6% e le domande sono<br />
aumentate del 148% (fonte: Sunia).<br />
In Italia abbiamo circa 5 milioni di famiglie in affitto, tra queste il 27,7% hanno meno di 35 anni, il<br />
33,2% sono mamme sole con figlio minorenne, il 25,6% sono famiglie monoreddito, il 33,4% sono<br />
persone in cerca di lavoro. Tra le famiglie a reddito più basso il 35,8% è in affitto: la proprietà è<br />
sempre una questione di classe.<br />
Per il popolo degli affittuari dal ’99 al 2006 gli affitti sono aumentati del 112%, il canone medio è di<br />
440 euro, 600 euro nelle metropoli. Secondo Banca Italia il 40% degli inquilini vive in una<br />
condizione di disagio abitativo, ovvero con più del 30% dello stipendio spesso<br />
anche più di una<br />
buona metà che<br />
se ne va per l’affitto. Conseguenza: l’aumento degli sfratti per morosità, spesso<br />
mascherati dai proprietari come “finita locazione”.<br />
E il popolo dei proprietari? Finché i tassi d’interesse erano bassi, i mutui accessibili e gli affitti alti<br />
tutto andava per il meglio e le classi mediobasse<br />
a suon di “mutuo a tasso variabile”, sempre in<br />
maggior numero, hanno raggiunto il tanto sudato traguardo di avere la casa di proprietà.<br />
Insieme alla crescita della domanda però crescevano anche i prezzi delle case e ad approfittarne<br />
sono stati anche gli imprenditori, che si sono messi a comprare immobili, usando i tassi d’interesse<br />
per arricchire i propri patrimoni ed entrare nel lucroso business della rendita immobiliare. La<br />
conseguente chiusura delle fabbriche con i relativi licenziamenti, rientra nella categoria “effetti<br />
collaterali”.<br />
Ed ecco la bolla immobiliare, la crisi dei mutui e la fine dell’illusione della proprietà per tutti. Se una<br />
famiglia con reddito medio mensile di 2.500 euro ed un mutuo mensile di 825 euro nel 2005 poteva<br />
permettersi un mutuo di 187.500 euro, nel 2008 si deve fermare a 141.700 euro, in più si deve<br />
accontentare di una casa con il 30% di metri quadrati in meno. Vai ad abitare in periferia? Attento<br />
al caro benzina, per fare 40 Km si spendono 398 euro in più rispetto a tre anni fa.<br />
Quello che si annuncia è l’arrivo di un esercito di proprietari poveri. Infatti, già nel 2004 si<br />
contavano 1.615.000 persone in “disagio abitativo effettivo” ed altri 272.000 in “disagio potenziale”.<br />
Nel 2007 più di 408.000 famiglie non sono state in grado di pagare la rata del mutuo (fonte: Banca<br />
Italia). Sempre Banca Italia, ci dice che da maggio a giugno di quest’anno i tassi d’interesse per<br />
2<br />
l’acquisto della prima casa sono saliti dal 5,75% al 5,85% e sempre dall’inizio del 2008 i mutui<br />
stipulati a tasso variabile sono scesi al 30% mentre quelli a tasso fisso sono arrivati al 70% (nel<br />
2003 il tasso variabile stava al 78% e il fisso al 22,1%).<br />
Aumenta anche il ricorso al credito al consumo: altrimenti come te li compri i televisori al plasma, la<br />
macchina rombante e l’ultimo modello di cellulare con piscina ad idromassaggio inclusa?!<br />
A novembre scorso i prestiti oltre i 5 anni hanno superato i 25 miliardi di euro. In un misero anno le<br />
famiglie italiane si sono accollate più di 38 miliardi di debiti in più. Tra mutui e prestiti in un anno le<br />
“sofferenze bancarie” i<br />
buffi sono<br />
cresciuti dell’8,45%, 11 miliardi di euro. Il conto non pagato,<br />
invece, è salito a 11.292 milioni di euro: 880 milioni in più dello scorso anno (fonte: Banca Italia).<br />
La causa di tutto ciò è certamente rintracciabile nella difficile congiuntura economica globale: la<br />
crisi americana dei mutui subprime, l’arrivo di nuove potenze egemoni come la Cina e l’india<br />
dentro lo scacchiere geopolitico e l’aumento del costo del petrolio grazie alla massiccia<br />
“esportazione di democrazia” avvenuta dopo l’11 settembre ‘01. Ma per spiegare e comprendere la<br />
crisi italiana tutto ciò non è sufficiente.<br />
Colpevole è la pratica del “cartello bancario” ove le banche si accordano tra loro per tenere alti i<br />
prezzi e non ridurre i tassi.<br />
Colpevoli sono le “imprese di intermediazione immobiliare” – agenzie immobiliari – che gestiscono<br />
un terzo del mercato dei mutui più quello degli affitti. Dal ’98 ad oggi sono passate da 20.000 a<br />
30.000 ditte, con un aumento del business che va dai 3.375 milioni di euro del 2000 ai 4.312<br />
milioni del 2003.<br />
Colpevole è lo sfruttamento ignobile dei migranti e degli studenti fuori sede che esercitano una<br />
pressione fortissima sul mercato di affitti e mutui, in più, soprattutto i primi, sono delle categorie<br />
estremamente ricattabili. I migranti da soli rappresentano il 10% del mercato delle case, nelle città<br />
più grandi e nel nord Italia, anche il 20%.<br />
Colpevole è la svendita del patrimonio pubblico – case, uffici, caserme tramite<br />
le cartolarizzazioni<br />
di Tremonti, ovvero, svendere gli immobili statali ai privati per poi – i molti casi – ricomprarli a<br />
prezzi alti.<br />
Nel frattempo il nuovo Governo Berlusconi ha già detassato gli straordinari, ponendo come unica<br />
soluzione ai bassi salari, l’aumento della fatica, il rischio di morte sul lavoro, la competizione tra<br />
operai (italiani meno poveri VS italiani più poveri e italiani VS migranti), la sostanziale esclusione<br />
delle donne e se avanza un po’ di tempo, per i più nostalgici, vi è anche la reintroduzione delle<br />
gabbie salariali. Sui mutui ha stabilito un accordo con l’ABI (Ass. Banchieri Italiani) che blocca il<br />
mutuo a tasso variabile, diluendo però il pagamento in più anni, con tanti profitti per le banche e<br />
tanto mal di fegato per i cittadini. Il superministro Tremonti ha già annunciato la quarta<br />
cartolarizzazione, ovvero, la svendita ai privati di tutti i parchi pubblici. Infine, ma non per<br />
importanza, è in dirittura d’arrivo la “norma antiprecari” che, oltre ad affossare l’articolo 3 della<br />
Costituzione (il principio d’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge), preclude ai lavoratori<br />
con contratto a tempo determinato, giudicato irregolare, la possibilità di essere reintegrati –<br />
stabilizzati – da un magistrato.<br />
Il tutto mentre con il Lodo Alfano si sono garantiti l’impunità personale. E chi protesta?<br />
Inasprimento delle pene ed esercito lungo le strade.<br />
Sono queste le mattonate che hanno ridotto redditi e salari, dequalificato il lavoro, bloccato la<br />
mobilità sociale, trasformato la “Repubblica fondata sul lavoro” in “Repubblica fondata sul mutuo” e<br />
creato un cortocircuito tra mercato del lavoro e mercato della casa. Una vera e propria “discesa di<br />
classe” che sta generando una nuova e diffusa proletarizzazione, soprattutto nelle fasce giovanili.<br />
Per la prima volta dopo la Seconda Guerra mondiale, la maggior parte dei figli vivrà una<br />
condizione economica e sociale peggiore di quella dei padri, indipendentemente dalla classe<br />
sociale di provenienza.<br />
E’ l’incapacità radicale di poter costruire un futuro, di essere padroni del proprio tempo e di creare<br />
una narrazione della propria vita la vera insicurezza. E’ la precarietà intesa in termini biopolitici,<br />
che ha chiuso in casa le persone, lasciandole sole ed indifese, senza più nessuna capacità di<br />
schivare o parare le mattonate di paura scagliate ogni minuto con violenza inaudita, da TV e<br />
giornali.<br />
3<br />
Mattonate capaci di trasformare l’indignazione in frustrazione – “tanto non cambia nulla” –<br />
deviando la responsabilità della classe politica ed economica verso il povero di turno – meglio se<br />
migrante che<br />
stupra, uccide, sporca e ruba il lavoro, anche se le statistiche dimostrano il<br />
contrario. Paradosso dei paradossi, si chiede a chi ha ridotto i cittadini in mutande di proteggerli<br />
dall’uomo nero. Si pretende sicurezza da chi l’insicurezza l’ha programmata, applicata e<br />
razionalizzata con scientifica precisione.<br />
La sicurezza, quella vera, è il diritto alla casa, ad un salario dignitoso, al reddito garantito, alla<br />
formazione, all’istruzione, agli spazi sociali e culturali, agli spazi verdi ed alla qualità del vivere.<br />
La sicurezza si declina solo in termini di libertà: libertà dal bisogno e libertà di movimento. Tutti<br />
coloro che, invece, sacrificano la libertà privata e pubblica in nome della sicurezza, non si meritano<br />
né l’una né l’altra.<br />
Le mattonate, oggi, sono dispositivi di filtraggio, selezione e gerarchizzazione degli spazi urbani al<br />
fine di produrre una razionalizzazione economica del vivente e del vivere. Un biopotere fondato sul<br />
controllo, sulla rendita e sulla speculazione.<br />
Il mattone è ormai un componente fondamentale di ogni investimento al di la che si tratti di azioni,<br />
obbligazioni o titolo di stato. Esso simboleggia la nuova forma di accumulazione originaria con cui<br />
si è rilanciato il capitalismo, da quando verso la fine dei ’70, la rendita fondiaria urbana da limite si<br />
è trasformata in motore propulsivo e fondamenta dello sviluppo capitalistico.<br />
La valorizzazione dei suoli urbani ha raggiunto un livello tale che il suolo diventa a tutti gli effetti un<br />
puro investimento finanziario, valorizzato come “capitale fittizio” in grado di garantire profitti e<br />
rendite. Questo meccanismo rende possibile vendere azioni prima che esse diventino delle reali e<br />
concrete attività produttive, garantendo a chi le acquista un “diritto di ripartizione” dei proventi<br />
futuri. Se i meccanismi finanziari rendono possibile capitalizzare il reddito costante come un futuro<br />
capitale immaginario, allora, anche la rendita fondiaria diventa tale. A questo punto, i suoli urbani –<br />
i terreni delle nostre città – diventato in tutto e per tutto degli investimenti finanziari in continua<br />
valorizzazione. Infatti, i prezzi non sono vincolati solo dal valore attuale dei terreni, ma soprattutto<br />
dal valore potenziale, dalla rendita ottenibile in futuro grazie alle trasformazioni del valore d’uso ed<br />
alla riqualificazione urbanistica.<br />
Il possesso della proprietà fondiaria da parte delle grandi istituzioni finanziarie – banche,<br />
assicurazioni, multinazionali dei<br />
grandi imprenditori ed immobiliaristi e di una corte di piccoli<br />
proprietari – speculatori, magnati degli affitti, agenzie immobiliari sono<br />
il presupposto e la base<br />
per trasformare la rendita fondiaria urbana in puro strumento finanziario. Il rinnovo urbano è la<br />
premessa della valorizzazione possibile della rendita.<br />
Il quadro che ne esce è che la città è fatta per i profitti privati degli speculatori e dei costruttori,<br />
contro gli interessi comuni dei cittadini e che le politiche per la casa non sono più abitative, ma per<br />
l’abitazione. Il costruire case diventa un fine e non un mezzo, che ci abitino e meno le persone<br />
questo invece diventa secondario.<br />
Il privato, dai tempi in cui l’uomo recintò il primo pezzo di terra, dicendo: “E’ mio!”, si definisce<br />
come “appropriazione del comune da parte di uno solo” e di conseguenza esproprio/sottrazione a<br />
tutti gli altri. Il pubblico, invece, possiamo definirlo come ciò “che appartiene a tutti ma a nessuno”<br />
in quanto appartiene allo Stato.<br />
Oggi, parlare di politiche, servizi, spazi pubblici non ha più senso alcuno. Il pubblico, oggi, è il<br />
mezzo, il tramite, il contenitore attraverso cui e grazie a cui passano, agiscono e si realizzano gli<br />
interessi privati.<br />
Oggi, lo Stato non governa ma amministra. Il 14 aprile 2008 si è tenuta la grande gara d’appalto<br />
per dirigere ”l’Azienda Italia”, tra i due consigli d’amministrazione in lista – PD e PDL – ha vinto<br />
quello fatto di lifting, veline, mafia, folclore, xenofobia e residui fascisti. Non lo ha votato il popolo<br />
italiano – il popolo non esiste più – ma degli azionisti e una massa di donne e uomini impauriti.<br />
Ai concetti di pubblico e privato opponiamo quello di comune: l’affermazione del diritto comune<br />
delle donne e degli uomini su ciò che la loro cooperazione è capace di produrre.<br />
Al concetto generico, debole, indistinto e buono per tutte le stagioni di democrazia opponiamo il<br />
termine di “democrazia insorgente ed istituente”. Insorgente in quanto riteniamo la democrazia non<br />
4<br />
un regime politico ma una modalità dell’agire politico, un’irruzione dell’evento capace di rompere<br />
lo status quo, riconquistando spazi e libertà.<br />
L’evento è ciò che sospende il tempo storico, la legalità calcificata, la fissità dello Stato, istaurando<br />
un tempo in cui tutto ciò che si compie vale per se stesso, a prescindere da qualsiasi strategia a<br />
lunga distanza. Nella sua esasperazione del presente, l’evento, per un breve lasso di tempo<br />
costituisce l’effettivo superamento dello “stato di cose presente”. Non prepara il domani, ma rende<br />
fuggevolmente presente il dopodomani, ne mostra la sua possibilità.<br />
E’ compito deI carattere istituente riportare l’evento nella temporalità storica, renderlo durevole nel<br />
tempo, capace di creare organizzazione ed istituzione, garantendo e potenziando quel<br />
“dopodomani” che in esso si è espresso.<br />
“Stato Democratico” è ormai un ossimoro. Oggi, una democrazia “vera” può essere concepita e<br />
praticata solo in opposizione allo Stato.<br />
Quest’anno, anche la Plage Sauvage vuole lanciare le sue mattonate.<br />
Mattoni fatti di parole e corpi, sudore e sapere. Mattoni sapientemente impastati in un anno di<br />
inchiesta e di conflitto sul diritto alla casa.<br />
Quest’anno, mattone su mattone, costruiremo la nostra proposta per la ricostruzione di un<br />
patrimonio di edilizia pubblica cittadina e per il diritto all’abitare a Senigallia.<br />
CSOA MEZZA CANAJA … IN PLAGE SAUVAGE ‘008<br />
5

Caro Michele,<br />
\'sta cosa qua non è corretta: hanno praticamente inserito nuovamente l\'inserzione tra i commenti, per aumentare i problemi di scroll e quindi di commentare questa buffonata..<br />
<br />
A proposito.. permessi tutti in regola? Che dice l\'Angeloni?

Mandaci l\'esercito a controllare i permessi

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Mancini, tra potenti, c\'è per caso anche il nostro sindaco?

Ma che c\'hanno sempre la \"sindrome del fortino assediato\"?<br />
<br />
Mica li ho capiti questi, e che tipo di stato vorrebbero? a roma è pieno di sti centri, anche più \"duri e puri\" ma pare vogliano fa solo quello che gli pare, fumà, cannasse, anarchia naive, senza guardà in faccia a nessuno e per giustificasse trattano argomenti anche seri a paravento-schermo

mc al rogo

Commento sconsigliato, leggilo comunque