Complanare: siamo sicuri che non sia una bufala?

complanare 4' di lettura Senigallia 08/08/2008 - La complanare è un esempio emblematico di ermetismo politico. È una risposta - si dice - alle grida di dolore di quei cittadini che passano ore in auto. “Si costruisce un’altra strada e, di conseguenza, il traffico diminuisce!” Bene. Anche se la decisione è politicamente utile e 100milioni di euro – dati riferiti da Rifondazione Comunista su queste pagine – distribuiti tra chi la costruirà non sono noccioline, in mancanza di studi ad hoc, la decisione potrebbe invece rivelarsi miope, ingenua e poco proficua per il benessere futuro di Senigallia. Cercherò di spiegare perché.

Il problema dell’eccesso di motorizzazione è uno dei principali problemi che, tra i paesi avanzati, caratterizza negativamente l’Italia. Nel 2007, circolavano 57 auto ogni 100 abitanti. Perché si è arrivati a tanto? Perché negli ultimi cinquant’anni la questione della modalità di trasporto non è mai stata affrontata, e si è sempre politicamente preferito assecondare la scelta del trasporto su gomma. La Fiat ha avuto un ruolo? Può darsi. La Società Autostrade ha avuto il suo? Può essere. Non a caso siamo uno dei paesi al mondo in cui le “politically-connected firm” (“imprese politicamente connesse”) sono più frequenti.

Sia come sia, la provincia di Ancona (dati ACI) è arrivata ad avere, nel 2007, 290mila 303 auto per il trasporto privato in circolazione; 62 auto ogni 100 abitanti. Siamo il top del top. Centocinquanta auto per il trasporto privato per chilometro quadrato, più tutte le altre. E veniamo a Senigallia. La densità della popolazione a Senigallia e sue frazioni è passata dai 260 abitanti del 1981, ai 382 del 2007. Solo tra il 2001 e il 2007, è cresciuta del 6 per cento. Sempre più auto di senigalliesi in circolazione, dunque. All’incirca 28mila; 237 per ogni chilometro quadrato. Se per costruire la complanare ci vorranno cinque o dieci anni, il tasso di motorizzazione non diminuirà e la densità di popolazione continuerà a crescere, quando sarà completata le auto in circolazione saranno molte di più. E solo per il traffico mosso dai residenti. Poi ci sarà la inevitabile “induzione” di flussi nuovi determinati dalla complanare, che si aggiungeranno agli altri: non residenti, nuove residenze, trasporti. E addio allo snellimento del traffico invocato dal Sindaco.

La complanare, infatti, certamente incoraggia un processo che ormai - siamo alla frutta! – andrebbe drasticamente contrastato: l’eccesso di motorizzazione. Un problema tanto importante in tutto il mondo industrializzato, da aver ispirato un nuovo ambito di ricerca mondiale: l’“Intelligent Trasportation System”. Oppure, nel nostro piccolo, i PUT (Piani Urbani del Traffico), l’obbligo di redazione dei quali è stato introdotto nel 1992 dal Codice della strada (art. 46). Tutti riconoscono che è fondamentale invertire una inarrestabile tendenza, e certamente non lo si fa copiando dal passato e costruendo nuove strade “di scorrimento” che attraggono traffico. Gli addetti ai lavori sono chiarissimi, al riguardo: “Le caratteristiche della domanda di mobilità nelle aree urbanizzate mutano assieme alle caratteristiche degli insediamenti. Alla concentrazione spaziale degli anni ’70, si vanno sovrapponendo fenomeni di deurbanizzazione e suburbanizzazione” (M. de Luca-V. Astarita; I piani urbani del traffico, 1998). Per quanto ci riguarda, pensate alla inevitabile futura urbanizzazione, dati i prezzi delle abitazioni cittadine, di zone periferiche ed extra-urbane che, se non programmata, renderà ancora più acuto il problema e forse ridicola la complanare, magari ancor prima del suo completamento: “I luoghi di origine e di destinazione degli spostamenti si diffondono nello spazio” (…) “l’automobile, con la sua flessibilità, è sempre più usata” (…) “Le conseguenze sono gravissime in termini di inquinamento atmosferico, alterazione del paesaggio, violazione del patrimonio storico-monumentale dei centri storici, incidentalità, consumo di energia, perdita di tempo” (Ibid.).

E allora – cari pubblici amministratori – fateci sapere se la decisione di costruire la complanare è il risultato di una programmazione intelligente e di opportuni studi che l’hanno fatta preferire a moderni metodi di effettivo alleggerimento del traffico (ce ne sono a bizzeffe). Fateci sapere, conteggi alla mano, se i vantaggi sono tali da compensare la ulteriore alterazione del paesaggio, tanto importante per il turismo senigalliese, già messo a dura prova dalla terza corsia dell’A14. Fateci sapere quanto inquinamento in meno, più sicurezza, maggiore rapidità di movimento, risparmio energetico determinerà. Insomma, “date i numeri”. Tutti noi cittadini siamo in grado di leggerli. E se saranno a vantaggio della complanare sarò la prima a fare ammenda.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2008 alle 01:01 sul giornale del 07 agosto 2008 - 6912 letture

In questo articolo si parla di attualità, mariangela paradisi





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