La piaga di Velluto: la Rotonda si Trasforma

4' di lettura Senigallia 09/06/2008 - La Rotonda trova una sua dimensione commerciale e risolve i problemi di gestione. Non serve una Fondazione, soldi sprecati. Al piano terra l\'edilizia fai da te. Al primo piano i casalinghi.

Annunciato con ben dieci comunicati stampa in dieci giorni, \"Trasforma - arte e città sostenibile\" è finalmente sbarcato alla Rotonda, subito prima del Caterraduno, per non oscurare Cirri e Solibello e i loro Caternubendi.

La Rotonda è stata effettivamente trasformata per questi cinque giorni: oltre due opere di effettivo rilievo del maestro Pistoletti, presenta un reparto ferramenta di tutto rispetto e un reparto casalinghi da fare invidia all\'IKEA.


L\'Arte ha una nuova mission: indicare la via maestra alla produzione industriale, promuovere il basso impatto ambientale ed umano ed esercitare una funzione di controllo, dopo quella di indirizzo. Forte di questi principi ho affrontato il pontile della Rotonda, evitando accuratamente centinaia di bidoni colorati che hanno fatto subito fallire la mission: nessun industriale di buon senso si metterebbe a fabbricare bidoncini con degli indirizzi web impressi, aprirebbe un sito e lo riempirebbe di link. Raggiungerebbe tutto il pianeta con il suo messaggio e non sprecherebbe materie prime.


Eppure il primo impatto con il pontile è impressionante e si rivelerà la parte più interessante del programma. L\'installazione dei materiali da costruzione a basso impatto ambientale è veramente sorprendente per la sua incongruità: le scaffalature sono assolutamente \"da negozio\" e i sacchi di cementi naturali della Fassa Bortolo (leader mondiale nelle malte cementizie) trasformano la Rotonda in un qualsiasi ferramenta o consorzio agrario, ho cercato vanamente le crocchette per il cane, magari erano in offerta, ma non le ho trovate. Nell\'installazione mancava solo il tipico odore di stalla misto a olio lubrificante, quello non puoi riprodurlo con un\'installazione di soli cinque giorni, ci vogliono anni.


Il centro della Rotonda è occupato (non mi viene termine migliore, mi dispiace) da Love Difference, opera di Pistoletto che rappresenta l\'Europa in tutte le sue differenze, corredata da vari tipi di sedute. La notizia più confortante è che siamo di fronte ad un\'ulteriore conferma che la sedia è una grande invenzione, di quelle che uniscono i popoli. Nella testata della Rotonda (io lo chiamo l\'altare maggiore, quello dove si celebrano i riti) ho trovato altre due opere del Maestro: il Metro cubo d\'infinito e il Luogo di raccoglimento e di preghiera delle quattro religioni monoteiste. Credevo fossero tre, ma non avevo fatto i conti con lo Zoroastrismo, 200.000 fedeli nel mondo, almeno credo sia quella la quarta.

Sul metro cubo mi sono fidato del Maestro, anche se a misurare l\'infinito, o almeno a tagliarne un pezzo, la vedo dura, si rischia di snaturarlo.


Durante la mia visita sono stato disturbato da qualche dozzina di persone, presenza insolita in questo tipo di iniziative. Il motivo è presto detto: era previsto un incontro con Gianni Berengo Gardin, Maestro della fotografia italiana ed internazionale. Un evento di rilievo, che ha goduto di un solo comunicato stampa e che a me era completamente sfuggito.


Il piano superiore del negozio (a questo punto il cambio di destinazione della Rotonda è d\'obbligo) è occupato dai casalinghi. Alcuni oggetti di design, ambasciata del territorio biellese, fanno bella mostra di sè, con una didascalia che ne mostra utilizzo, materiale impiegato e tempo di realizzazione. Qui il sistema commerciale della Rotonda comincia a mostrare qualche falla: un tagliere, anche bello ma non certo funzionale, è costato sessanta ore di lavoro al suo costruttore. All\'IKEA affiderebbero la commessa a un\'operaio vietnamita per assemblarlo in venti minuti.


I casalinghi di fascia alta rappresentano il sogno proibito di ogni massaia: il frigorifero in feltro e polistirolo, la dispensa dei formaggi, la libreria da viaggio e il mobile bar, rappresentano traguardi di vita casalinga, liberazione dal banale mobilio e svincolo da un quotidiano, stolido vivere. Pensieri in cui mi sono perso guardando gli oggetti, fino a quando non mi sono accorto che manca l\'asse da stiro, nessuno è riuscito a fare meglio di Foppapedretti. La delusione è stata totale e ho abbandonato il reparto casalinghi con una vena di malinconia, mi rifarò alla prossima fiera dell\'artigianato.


Tornando sul pontile ho evitato accuratamente i bidoni, un addetto alla reception li stava rimettendo in ordine, dato che il pubblico in transito li aveva scansati per passare più facilmente. Si era creato una specie di sentiero, utile per camminare, ma non certo artistico. L\'Arte. Nessuno la capisce.


A corredo dell\'articolo e senza malignità, vorrei sottolineare l\'impressionante cumulo di rifiuti che ha prodotto la mostra. Una mission che poteve essere compiuta era quella di trasformare quei rifiuti della mostra in opere d\'arte. Molto più semplice dell\'altra mission, quella di convincere gli industriali a produrre nel rispetto di ambiente e popolazioni. Gli industriali producono come e dove costa meno.
Per approfondimenti vedere alla voce Merloni.









Questo è un articolo pubblicato il 09-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 giugno 2008 - 10150 letture

In questo articolo si parla di arte, attualità, rotonda, rifiuti, la piaga di velluto, satira

Leggi gli altri articoli della rubrica lapiagadivelluto





logoEV
logoEV