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La Chiesa della Croce e la storia plurisecolare dei Crocesegnati

2' di lettura
1864
da Confraternite delle Marche
web.tiscali.it/confraternite.marche/

chiesa della croce

La Venerabile Confraternita dei Crocesegnati e Santissimo Sacramento, attiva nell\'assistere i più bisognosi, è una pia associazione le cui origini remote risalgono al 1095, fu riorganizzata ai primi decenni del Cinquecento; la prima donazione è del 1548; la prima riunione documentata dei «Confratres» e inizio dell\'archivio è del 2 luglio 1564, le Costituzioni sono state stampate nel 1775, la Bolla del Cardinale A. Farnese che aggregava la Confraternita di Senigallia a quella Universale di Roma, con gli stessi diritti e doveri, è del 26 novembre 1577.

La Chiesa della Croce fu commissionata nel 1605 dalla Confraternita della Croce all\'architetto urbinate Muzio Oddi. La facciata, di severo stile classico, è ripartita da quattro lesene con capitelli corinzi sormontati da una trabeazione greca e da un timpano con oculo centrale. Sopra il portale di pietra una iscrizione ammonisce: \"Erigis te et fugit a te - Humilias te et venit ad te\" (= se ti esalti [il Signore] fugge da te - se vivi in umiltà viene da te).


Entrando si scopre una splendida \'sala\': una luce dorata accoglie il visitatore che scopre ovunque lo splendore di un\'arte raffinata che, pur anticipando il Barocco nello sfarzo delle cornici, esprime tutta l\'eleganza rinascimentale. La pianta è rettangolare e le pareti laterali sono segnate, in basso, da arcate cieche e pilastri che proseguono, nella parte superiore, in lesene; il soffitto, opera di mastro Giuseppe Ceriachi di Monte San Vito, è a cassettoni. Nella parte superiore ci sono finestre; nella zona inferiore, invece, sei altari - uno entro ogni arcata - fregiati dei simboli dei Santi protettori di diverse Corporazioni di \"Arti e Mestieri\" (bombardieri, muratori, filatrici e ricamatrici\"...).


Capolavoro di architettura barocca è l\'Altare Maggiore. Tutto ricamato da bassorilievi floreali è, in realtà, un\'urna-sarcofago della statua del \"Cristo morto\" che ogni anno, il Venerdì Santo, viene portata in processione dai fedeli. Dietro l\'Altare uno spettacolare studio architettonico fa da cornice alla Pala del Barocci: due semicolonne scanalate con capitello corinzio sostengono una trabeazione arricchita da un fitto fogliame.


Quattro angeli (due sull\'arco della cornice e due sull\'arco del timpano) completano l\'ornamento. Sopra l\'Altare, la Deposizione di Federico Barocci (Urbino, 1535-l612), eseguita nel 1582 e trasportata da Urbino a Senigallia a spalle da sedici uomini. Al centro del quadro il corpo senza vita di Cristo, deposto entro un lenzuolo funerario sorretto da Giuseppe d\'Arimatea e Nicodemo.


Alle spalle di San Giovanni, che si china dolente sulla salma, la figura di Maria tra due donne. In basso, in ginocchio, la Maddalena, con lo sguardo verso il corpo di Cristo, effonde il suo dolore coi capelli disciolti. Sulla rupe lontana il Calvario, dove alcuni uomini sono intenti a levare le scale dalla croce. A destra, in piena luce il palazzo ducale di Urbino.



chiesa della croce

Questo è un articolo pubblicato il 04-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 05 giugno 2008 - 1864 letture